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Milioni di persone in anestesia totale

Ho avuto una grande illuminazione, ieri pomeriggio facendo pipi' su una pianta di rose rosse (che se mia moglie mi scopre mi decapita, che e' convinta che la mia pipi' uccida le rose rosse. Poi dice: hai visto che belle rose fa la nostra pianta? Cazzo, ci faccio la pipi' sopra da 10 anni, per forza sono belle).
Comunque l’illuminazione e' che e' ovvio che questo mondo sembra un autoscontro per schizoidi. Una parte considerevole del genere umano vive in anestesia totale.
Cioe'. Tutti ogni tanto finiamo in anestesia totale, e' fisiologico. Non si riesce a stare sempre attenti a quel che fai, ti rompi i coglioni o soffri troppo. E allora si va in anestesia: stato di trans con cervello spento e attive solo le funzioni vitali-lavorative essenziali. Ma poi c’e' gente che vive costantemente in trans autocancellante. Non ci sono mai. Almeno non mentalmente presenti a quel che succede.
Usano di tutto, stanno connessi a computer, tv, ipod, radio. Oppure si masturbano con il tifo per qualche ideale totalizzante, c’e' gente che pur di anestetizzarsi riesce a fare il tifo per Bersani.
Malati.
Altri sono persi nelle storie di Clooney e la Canalis, altri per le notti brave di Berluscaccio, altri per il Milan, la Formula 1, Amici della De Filippi.
Ne discende che lo scopo della mia esistenza e' riuscire a restare cosciente almeno un po’. Ogni tanto.
Secondo: il nucleo della mia azione sociale deve concentrarsi sull’azione dello svegliare i dormienti. Che poi e' un’idea quasi antica. “La Sveglia” era il titolo di un periodico socialista dei primordi.

Ma come si sveglia una persona (o un popolo)?
Innanzi tutto e' difficile. Non e' che gli urli e si sveglia.
Il sonnambulismo e' talmente profondo, radicato e efficiente che ESSI possono affrontare praticamente qualunque situazione terrena senza svegliarsi da questo coma farmaceutico senza sogni. A volte non si svegliano neanche se gli spari. Figurati che incidenza puo' avere un corteo. Gli unici strumenti risveglianti sono l’arte e l’amore. E per arte non intendo le mostre di pittura organizzate dai mercanti ne' le rappresentazioni teatrali finanziate dal Ministero dello spettacolo triste.

Mettersi a descrivere cos’e' l’arte adesso sarebbe noioso e deprimente.
Comunque dopo questa illuminazione ho deciso di gettarmi con rinnovata determinazione in azioni politico-ludiche perche' il resto non serve a un cazzo.
Quindi vi invito a leggere gli articoli che vi propongo insieme a questo testo e che contengono piani dettagliati per battaglie oniriche.
E vorrei sottolineare che il sogno e la fantasia sono gli unici strumenti di comunicazione in grado di far breccia nelle anestesie totali. Si tratta di una cura omeopatica, il simile cura il simile. Il sogno e' inerente al sonno ed e' l’unica medicina capace di curare l’anestesia totale, che e' una forma di sonno dell’anima.
Detto questo, favorevolmente impressionato dalle mie capacita' di sintesi letteraria, vi saluto cordialmente dalle verdi colline della Libera Repubblica di Alcatraz.
Non acchiapperanno mai i nostri sogni!

Please Obama, stop a new USA militar base in Italy! No army, food!

STIAMO PER BLOCCARE LA COSTRUZIONE DELLA BASE MILITARE DI VICENZA!!!

<a href="http://www.jacopofo.com/campagna-pressione-politica-obama-presidente-usa-base-militare-dal-molin" target="_blank" ><img src="http://www.jacopofo.com/files/obama-no-dal-molin.gif" border="0" title="Please Obama, stop a new USA militar base in Italy! No army, food!" alt="Please Obama, stop a new USA militar base in Italy! No army, food!"/></a>

 

Lo so che la demotivazione ti ha catturato e non c’hai piu' voglia di fare un cazzo. Ma quello che ti sto per proporre e' una figata pazzesca: BLOCCHIAMO LA BASE USA DI VICENZA! Servono 100 persone, un thermos di caffe', i computer, un disco dei Pink Floyd e sudore dei polpastrelli.

Avrai ormai capito che se continuiamo a fare manifestazioni contro la Base USA, e a urlare NO Dal Molin! non tiriamo fuori un ragno dal buco. Col cavolo che Berlusconi si commuove e dice agli Usa che l’Italia ha cambiato idea. Siamo d’accordo su questo?
Io credo sia essenziale rendersi conto che l'allargamento della base Nato si blocca solo se riusciamo a fare pressioni INTERNAMENTE AGLI STATI UNITI.
La situazione e' favorevole visto che c’e' Obama.
Si tratta di organizzare un’operazione di pressione internazionale. Tutto si incentra su una lettera appello a Obama. Una lettera che se sara' sottoscritta e diffusa a sufficienza e' in grado di convincerlo a bloccare la costruzione della base del Dal Molin (lui puo' e se e' coerente con le sue idee DEVE!).
(Vedi alla fine di questo testo la lettera a Obama in inglese e in italiano).
La strategia e' semplice e collaudata:

FASE UNO
Apriamo una raccolta di firme alla lettera a Obama (http://www.petizionionline.it/petizione/ohh-mister-obama-io-ti-prego-solo-tu-puoi-aiutarci/48 (italiano), http://www.ipetitions.com/petition/obamahelp/ (english)).
Contemporaneamente raccogliamo pero' anche firme di personaggi del mondo della cultura italiani. 

FASE DUE
Usiamo le firme raccolte in Italia per scatenare una campagna di telefonate a gente dello spettacolo, dello sport, della scienza e della cultura USA.
Contemporaneamente chiediamo a blog in lingua inglese di linkare la pagina dell’appello, traduciamo questa lettera in piu' lingue e cerchiamo adesioni e link internazionali.
In questo modo ci costruiamo una leva capace di porre la questione a Obama.

FASE TRE
Se non risponde, iniziamo a presidiare l’ambasciata di Roma e il Consolato di Milano. No manifestazioni. Una staffetta con un solo manifestante per volta. Oppure un centinaio che fanno un flash mob.

FASE QUATTRO
Sciopero della fame di 10 persone e acquisto di una pagina sul New York Time dove pubblicare la nostra lettera a Obama. Quando muoiono i primi 10 attaccano altri 10. E cosi' via.

FASE CINQUE
La fase cinque non c’e'. O abbiamo vinto con la fase 4 o siamo morti di fame.

COSA SERVE:
Servirebbe un partito che facesse tutto questo. Visto che il partito non c’e', cerchiamo di farlo lo stesso usando i meravigliosi poteri di un’organizzazione a rete autogestita sul web. Non serve molto in realta'. Non e' un azzardo pensare di riuscire a fare in pochi quel che in molti non si riesce a mettere assieme… L’esperienza dei gruppi di acquisto ci ha insegnato che esiste un grande movimento che di fronte a proposte logiche e chiare e' disposto a muoversi. E’ necessario pero' formare una FORZA DI SFONDAMENTO INIZIALE che riesca a bucare il muro della disinformazione. VUOI TU FAR PARTE DI QUESTO MANIPOLO DI EROI E POTER DIRE UN GIORNO: “SE NON CI MUOVEVAMO NOI DEL FOTTUTISSMO GRUPPO DI PRESSIONE SU OBAMA COL CAZZO CHE SI IMPEDIVA LA COSTRUZIONE DI QUELLO SCEMPIO!”?
Ci sono momenti nella vita nei quali abbiamo il privilegio di scegliere se vogliamo o non vogliamo combattere e vincere. Questo e' uno di quelli!!!
(Questo pezzo va letto con sottofondo di rulli di tamburo del Tamburino Sardo del Libro Cuore. In culo a quelli che dicono che ormai non c’e' piu' un cazzo da fare).
E vorrei dire che trovare un gruppo di persone decise e capaci che inneschi un cambio di direzione nella campagna contro il Dal Molin e' essenziale anche perche' di fronte all’altrimenti imminente sconfitta non vedo altro destino che quello triste e perdente della radicalizzazione dello scontro, delle botte con la polizia, dei feriti, della gente massacrata in questura e magari del solito vecchio morto ammazzato, un altro bel ragazzo stroncato nel fiore degli anni solo perche', alla fin fine menare le mani e' scenografico e liberatorio.
E, attenzione, non abbiamo molto tempo. E’ evidente che gia' c’e' chi si sta organizzando per provocare un bel macello telegenico (il sangue e', ahime', sempre piu' telegenico di un lavoro al computer, silenzioso ed efficiente).
Ma per impedire questa deriva distruttiva serve che si costituisca un gruppo minimo di persone che vogliano far partire la campagna. E in particolare, scendendo nel dettaglio dei bisogni essenziali, ecco un elenco sommario e provvisorio dei lavori da fare e delle capacita' necessarie (spero vogliate aggiungere le vostre proposte):

Servono persone che pubblichino link a questa pagina e alle pagine della raccolta firme (http://www.petizionionline.it/petizione/ohh-mister-obama-io-ti-prego-solo-tu-puoi-aiutarci/48 (italiano), http://www.ipetitions.com/petition/obamahelp/ (english)) o che ripubblichino questo appello (o uno analogo) sul loro sito.

Servono traduttori in tutte le lingue del pianeta.
In particolare Cinese, Tedesco, Russo, Arabo, Spagnolo, Francese, Giapponese, Indiano, Indonesiano, Inuit e Bergamasco.
Se conosci bene una lingua realizza la traduzione e pubblicala nei commenti a questo blog (preghiamo Rutelli di astenersi).

Servono persone che contattino possibili firmatari di prestigio in Italia.
Pubblica nei commenti a questo blog la lista delle persone che contatterai, cosi' non facciamo doppioni. Quando ricevi l’adesione, pubblicala sempre nei commenti a questo articolo.
Idem per personaggi stranieri.

Qualcuno con una pronuncia inglese decente potrebbe realizzare un video su YouTube leggendo la lettera a Obama (Rutelli e' ri-pregato di astenersi). Se hai intenzione di farlo, dichiaralo prima in questo spazio cosi' non ne facciamo 25.
Idem per l’audio.

Fra una ventina di giorni dovremmo aver raccolto adesioni sufficienti per iniziare a rompere i coglioni ai giornalisti italiani e stranieri.

Per ora mi sembra sufficiente. Altri aggiornamenti via via che la cosa si muove.
E vedrai che riusciremo a farla muovere.
Venceremos!!!
E se no venceremos insisteremos!
(Tenemos las cabesas duras como las pietras)



LETTERA A OBAMA in italiano

Mister Obama, noi siamo qui in Italia, alla periferia dell’Impero e ti scrivo perche' solo tu puoi aiutarci.
Qui sta succedendo qualche cosa che non va.
Bush, quella strana persona, ha deciso di costruire vicino a Vicenza una immensa base militare. Ce n’era gia' una ma gli sembrava piccolina.
La gente di Vicenza e molti italiani sono scesi in piazza a manifestare. Non abbiamo proprio bisogno di una nuova base militare, un nuovo monumento allo spreco di denaro, alla paura e all’odio.
Non ci servono missili piu' grossi carichi di bombe nucleari.
La tua elezione alla carica di Presidente degli Stati Uniti d’America ha segnato un punto di svolta nella storia di questo pianeta. Ora possiamo immaginare un’epoca di pace, di comprensione, di comunicazione. Un’epoca nella quale non ci si uccida piu' per il petrolio e si prenda l’energia dal sole, dal vento e dagli oceani.
E allora, Presidente, che c’entra con questo sogno una nuova luccicante base militare? Veramente vuoi buttare tutti questi soldi in nuovi bunker sotterranei, rampe di lancio, bombe?
Se qualcuno impazzisse potrebbe gia' adesso lanciare missili a testata nucleare sufficienti a distruggere mille volte questo pianeta. Quale potenza aggiuntiva potrebbe portare questa nuova base militare? Quando l’avrete costruita potrete distruggere il mondo milleuno volte?
Ne vale la pena?
Ne avete proprio bisogno?
Con i soldi che si risparmierebbero rinunciando a questo progetto potreste dare da mangiare e una scuola a un milione di bambini.
Se tu domani mattina facessi questo annuncio al pianeta, la gente direbbe: “Vedi, questo presidente vuole veramente cambiare il mondo.” E questo proteggerebbe l’America molto piu' di cento basi militari.
E poi a cosa servono oggi nuove basi militari?
L’Unione Sovietica non esiste piu' e sta lentamente aprendosi al progresso. La guerra con la Cina per il petrolio non ci sara' perche' tu stai aumentando dieci volte la velocita' della transizione all’economia delle fonti rinnovabili con i grandi investimenti che stai realizzando.
Una base militare nuova non servira' contro i nemici della tua patria che sono terroristi difficili da colpire con una bomba atomica.
Anzi, costruendo questa follia darai forza ai nemici degli Stati Uniti d’America che diranno: “Vedi, gli americani, parlano di pace ma costruiscono la guerra.”
Non conviene a chi ama il sogno di un mondo nuovo, investire denaro e intelligenza nel costruire, ancora, cattedrali del terrore irte di cannoni e filo spinato.
Abbiamo bisogno di segnali d’amore.
Yes we can!
Fermiamo i cani della notte.
Ieri a Vicenza, ancora una volta, questo sogno oscuro di potenza ha causato altri feriti e altro dolore.
Gia' ora questa base militare sta armando le mani di chi conosce solo l’odio.
Tra i manifestanti pacifici si infila gente che vuole la guerra. E invita a nozze chi nelle forze dell’ordine rimpiange l’uso di massa dei manganelli e dei lacrimogeni.
Ti prego Obama, ti prego.
Compi l’impossibile, l’inaspettato.
Un gesto d’amore, un gesto di fiducia, una preghiera per l’anima degli uomini.
Ferma questa follia.
Noi stiamo lottando e gridando, da anni contro questa malvagita' insensata. Ma le nostre proteste vengono calpestate, ignorate.
Viviamo in un pezzo di mondo strano, dove il buon senso, momentaneamente e' svenuto.
Noi abbiamo lottato con tutte le nostre forze, sinceramente, ma stiamo perdendo.
Noi non possiamo fermare questo ingranaggio, siamo uno Stato vassallo, alla periferia dell’Impero.
Si sta eseguendo quel che Bush ha deciso per noi e nessuno qua potra' mai opporsi. Ci sono trattati, accordi, impegni presi dai nostri strani governanti.
Noi non possiamo vincere da soli questa battaglia della civilta' della pace contro quella della guerra.
Tu puoi farlo.
Solo tu puoi farlo.
Se tu agisci noi saremo con te, siamo sempre stati con te.
Insieme possiamo farlo.

Per sottoscrivere la raccolta firme in italiano http://www.petizionionline.it/petizione/ohh-mister-obama-io-ti-prego-solo-tu-puoi-aiutarci/48


LETTER TO OBAMA (English version)

Mr. Obama, we are here in Italy, in the Empire outskirts, and we write to you because only you can help us.

Something weird is happening here.

Bush, that strange person, decided to build near Vicenza an enormous military base. There was another one already, but he thought it was tiny.

People of Vicenza and many other Italians came down to manifest their disagreement. We don't need at all a new military base, a new monument to money waste, to fear and to hate. We don't need greater missiles full of nuclear bombs.

Your election to the chair of President of the United States has marked a turning point in the history of this planet. Now we can imagine an era of peace, undestanding, communication. An era in which not to kill one another for oil and in which to take energy from the sun, the wind and the oceans.

Then, Mr. President, what has to do with this dream a new shimmering military base?

Do you really want to drop all that money into new underground bunkers, launch pads, bombs?

If someone gets mad, he could already launch enough nuclear missiles to destroy this planet a thousand times. What additional power could you get with this new base? When you end to build it, could you destroy the world the 1001'st time?

Is it really worth the effort? Do you really need it?

With the money spared by renouncing to this project, you could give food and education to a million children. If you, tomorrow morning, could announce such a thing to the world, people would say: "You see, this President really wants to change the world!", and this would protect America more than a hundred military bases.

What are new military bases for, however?

Soviet Union does not exist anymore, and its heirs are slowly opening to progress. War with China for oil will not be, since you are speeding by ten the transition to renewable power sources, with the big investments you are making.

A new military base will not be useful against the enemies of your homeland, wich are terrorists, difficult to hit with atom bombs. At the contrary, by building this mad thing, you will enforce the enemies of USA, who will say: "You see, Americans speak about peace, but build war."

It's not fair, for one who loves the dream of a new world, to invest money and skill to build, once again, cathedrals of terror filled with cannons and barbed wire. We need signs of love. Yes we can! Let's stop the night dogs.

Yesterday, in Vicenza, this dark dream of power caused more wounded people, and more pain.

Right now, this military base is arming the hands of the ones who know only hate.

People who wage war is infiltrating peaceful manifestants. And this fact is enforcing those who, into the police forces, hope the return of blackjacks and tear gas bombs.

Please, Mr. Obama, please! Make the impossible, the unexpected. A love gesture, a faith gesture, a prayer for the mankind's soul. Stop this madness.

We are fighting and screaming, from many years, against this senseless evil. But our protests are crushed, or ignored. We live in a strange place of the world, where wit is momentarily vanished.

We are fighting with all our forces, sincerely, but we are losing.

We can not stop this spinning gear, we are a vassal state, in the outskirts of the Empire. It's being executed here and now what Bush decided for us, and no one here could ever resist. There are treaties, agreements, obligations took by our strange rulers.

We alone can not win this battle of the civilization of peace, against the one of war.

You can do it. Only you can do it. If you act, we will be on your side, like always have before, and even more.

Together we can do it.

Sign the petition http://www.ipetitions.com/petition/obamahelp/

PERCHE’ ADERISCO AL MOVIMENTO ETICO SOLIDALE

Nello scenario agonizzante di questo inizio millennio italiano sta succedendo qualche cosa di grosso?
Anche noi avremo a breve un effetto Obama?
Sta per cominciare una rivoluzione politica che ridara' alla gente la gioia di lottare e vincere?
Impossibile?
Se si guardano i telegiornali certamente, ma se si vive nel Movimento dei piccoli gruppi che praticano l’alternativa si assiste a una continua crescita di iniziative e successi. Ovunque fioriscono circoli della Decrescita Felice, del Movimento della Transizione, gruppi d’acquisto, botteghe del commercio equo, feste, concerti, cooperative sociali, imprese ecologiche, filiali di Banca Etica.
Un fenomeno enorme che ha poca visibilita' nel suo complesso ma che a furia di piccoli passi sta modificando casa per casa il panorama politico culturale e sociale. Una realta' che crea lavoro, risparmio energetico, imprese solidali in tutto il mondo.
Migliaia di pasti cucinati ogni giorno per i disperati del pianeta, migliaia di alberi piantati, pannelli fotovoltaici finanziati e costruiti, cibi biologici prodotti, milioni di litri d’acqua e kilowatt risparmiati.
E una cultura diversa che cresce non sui discorsi di chi e' bravo a parlare in pubblico ma grazie all’abilita' delle mani, alla fantasia e al sudore (quello della fronte non quello della lingua). In Italia, nonostante i Veltroni, i D’Alema, i Rutelli, il Presidente e tutte le sue vallette ucraine vestite da babbo natale in bikini, migliaia di persone si alzano ogni mattina e si chiedono: “Come posso far avanzare di un centimetro il mondo migliore?” e si mettono giu' a spremersi il cervello per creare un nuovo conto corrente ribelle, isolare un tetto, vendere un chilo di caffe' che ha dentro la speranza di un contadino peruviano, far arrivare un piccolo mulino a vento nel Kalahari.
E ci riescono!
Questa gente meravigliosa, questi che non sono crollati psicologicamente neanche di fronte all’ultimo disastro elettorale, se si mettono assieme cosa potrebbero combinare?
Pensa per un attimo se questo Movimento del fare si saldasse con i circoli degli amici di Beppe Grillo, con i comitati di lotta contro gli inceneritori e le industrie inquinanti, con componenti di base dei verdi e della sinistra. Pensa se fosse capace di parlare anche alla gente di buon senso che oggi vota a destra perche' non vede alternative.
Siamo tanti, anche se siamo divisi e incapaci di far nascere una strategia comune.
Ma in questi anni abbiamo imparato a usare mezzi nuovi come il web, a organizzarci a rete, a fare impresa e costruire concretamente nuovi mestieri, attivita' commerciali, installare pannelli solari, lampioni ad alta efficienza e caldaie ecologiche, andando oltre la denuncia del marcio nel sistema.
Bello ma impossibile?
E se ti dicessi che qualcuno ci sta pensando?
Sono stato cinque ore con Fabio Salviato, presidente di Banca Etica, Alfredo Giacon che ha fatto il giro del mondo in barca a vela come ambasciatore del movimento solidale italiano e Piera Marsilio, scrittrice e musicista. Abbiamo parlato del neonato Movimento Etico Solidale. Parlare oggi di un nuovo movimento politico puo' sembrare una follia. Ma la cosa non spaventa i fondatori di questo gruppo che credono che sia proprio questo il momento per chiamare all’unita' su obiettivi concreti il popolo che sta opponendosi con i fatti allo sfascio nazionale.
Salviato mi racconta che in Francia le associazioni delle signore che amano i cani, gli ecologisti della prima ora, gli amanti dell’ambiente bucolico, i terrorizzati dalla catastrofe ambientale, i gruppi etici e solidali e i comitati spontanei di difesa del territorio sono riusciti a fare un patto che e' partito dal basso e che ha permesso al movimento ecologista-etico di ottenere un risultato formidabile: oggi sono il terzo “partito” con il 16% dei voti, solo un pelo al di sotto del Partito socialista.
Perche' non facciamo lo stesso?
Uniamo il Movimento del fare, dei piccoli passi, dei piccoli circoli locali, la gente concreta che non ama le chiacchiere e ha a cuore i risultati!

Mentre scrivo stanno arrivando i dati sulle elezioni regionali in Germania. Anche li' una nuova sinistra ha ottenuto risultati notevoli, un segnale che qualche cosa si sta muovendo a livello internazionale.
Quello che mi affascina del Movimento Etico Solidale e' il rifiuto per le divisioni ideologiche, la partenza cercando di portare idee semplici, proposte concrete. Salviato inizia dicendo che sogna un movimento che misuri l’impegno dei propri militanti con il numero di pannelli solari installati, con la quantita' di combustibile fossile risparmiato.
Oggi sarebbe possibile trasformare in fatti le nostre proposte.
Abbiamo decenni di esperienza e le tecnologie sono mature.
Possiamo immaginare di proporre finalmente nuovi strumenti di risparmio, permettendo alle famiglie italiane di investire in modo sicuro e vantaggioso nelle fonti di energia rinnovabile, estendere la logica dei gruppi di acquisto a servizi complessi come la telefonia o le assicurazioni, far risparmiare le famiglie e valorizzare le imprese etiche.
E possiamo perfino dimostrare che un comune che ha bisogno di 3 milioni di euro per costruire una scuola puo' ottenerli dando vita a un progetto globale di razionalizzazione delle risorse energetiche.
Cambi le lampadine e i regolatori di flusso della corrente e tagli l’80% dei costi dell’illuminazione stradale, produci biogas dai rifiuti urbani organici, tagli del 50% i costi del riscaldamento isolando gli immobili, copri i tetti e i parcheggi con pannelli fotovoltaici, dove puoi installi generatori di elettricita' eolici, idrici, a scarti di legno. Con una semplice operazione di prefinanziamento e grazie ai finanziamenti dello Stato puoi realizzare gli investimenti senza sborsare un euro e ottenere contemporaneamente i 3 milioni di euro per la scuola, facendoti anticipare i risparmi ottenuti e gli utili provenienti dalla produzione diretta di elettricita'.
Oggi possiamo non limitarci a dirlo, il Movimento contiene le professionalita' e l’esperienza per trasformare questa possibilita' in un’azione politica diretta. In campagne di riconversione dell’economia dei Comuni. Far vivere la nostra propaganda politica sulle esperienze.
Quando avremo realizzato simili interventi in 10 Comuni avremo dimostrato di avere un progetto vero per la rinascita economica, ecologica e culturale dell’Italia. Non chiacchiere.
Il fatto di trovarmi per la prima volta di fronte a un’organizzazione politica che si muove su questa linea di pensiero mi ha entusiasmato.
E credo che sia importante in questo momento aprire una discussione su questi temi.
Ben sapendo che non sara' facile, non sara' comodo ma potrebbe essere un’esperienza straordinaria di cambiamento.
Vogliamo farlo?
Possiamo farlo?
Come?

Se vuoi saperne di piu': http://www.movetico.org/

Movimento per lo sviluppo di un’idea allegra, e fuori dagli schemi, di se' stessi. (Cazzo che frase!)

FOTOGRAFATI CON UN CAPPELLO DA DEFICIENTE IN TESTA!
Contro il grigio della quotidianita' crisifera esalta il dadaista che e' in te!
Lancia nella rete una tua immagine goliardica, provocatoria, iconoclasta, destrutturante.
IGIENE MENTALE SUBITO!
Diamo spazio alla nostra identita' giocherellona.
IL MOMENTO E’ GRAVE!
HAI ASSOLUTAMENTE BISOGNO DI PENSARE A TE COME A UNA PERSONA SOCIALMENTE DESTABILIZZANTE!
Domenica prossima lanceremo la campagna!
Lucidate le macchine fotografiche!

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