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Scuola[STAMPA] Lingua italiana: Dario Fo adotta 'gibigianna' e Pisapia 'dirimere'Roma, 9 gen. (Adnkronos) - Dario Fo, Giorgia, Javier Zanetti, Aldo Cazzullo, Gianni Vattimo, Viola Di Grado, Giuliano Pisapia: sono alcuni dei personaggi che hanno scelto di sostenere la lingua italiana attraverso l'iniziativa 'Adotta una parola', promossa dalla Societa' Dante Alighieri in accordo con i dizionari Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli, e in collaborazione con 'Io donna'. 'Gibigianna' e' la parola adottata dal Premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo: un termine lombardo che significa illusione o trappola melodiosa e affascinante. Dopo Matteo Renzi, custode di 'Propinare', un altro primo cittadino ha deciso di sostenere la nostra lingua divenendo custode di una parola: Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, ha adottato 'Dirimere'. "Sono particolarmente legato a questa parola - ha detto Pisapia - Ripeterla nella mente, scriverla all'interno di un testo, anche se oggi si usa meno di una volta, mi fa tornare indietro nel tempo, ripercorrendo gran parte della mia attivita' professionale da avvocato". fonte: adkronos.com fonte immagine: apollodoro.it
Dario Fo sugli esami di maturità - adnkronos.comDario Fo: oggi è un quiz tv da 'prendere o lasciare' Della maturita' ha un bel ricordo Dario Fo, che ricorda con piacere il suo esame all'Accademia di Belle Arti di Brera: "c'era un coinvolgimento cosi' stretto fra allievi e professori e un'atmosfera che faceva di quell'evento davvero il coronamento di un percorso di studi", racconta all'Adnkronos. "Oggi invece intorno alla maturita' c'e' un senso di esame finale da 'prendere o lasciare', un'angoscia da fine del mondo. Sembra piuttosto che i ragazzi partecipino a un quiz televisivo dove giocarsi il tutto per tutto", sostiene il Premio Nobel per la Letteratura. "Ai miei tempi - aggiunge - l'esame di maturita' non era cosi' carico di tensione, angoscia e disperazione, e soprattutto non era vissuto come una scommessa, qualcosa dove bisognava farla franca. Un clima da gioco al massacro, quello di oggi, che forse non ci sarebbe se ci fosse un reale rapporto profondo tra la scuola e gli alunni. Io ho imparato molto da professori e maestri - sostiene - che si comportavano davvero come degli amici, erano nostri compagni di scuola e ci dicevano che erano loro a imparare da noi. Quella si' - conclude - che era davvero una scuola di vita". Infine, sugli argomenti proposti nella prova scritta di oggi, Fo confessa che "si sarebbe aspettato un tema sul nucleare e invece - conclude -non si sa bene dove sono andati a parare...". fonte: adnkronos.com
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