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Informazione indipendente

Tutto quello che le tv per bene non ti raccontano

Scienziati che non vedono le tette e altri misteri storici

La scienza ascientifica di History Channel & C.

La televisione divulgativa ha molti pregi. Porta informazioni alle masse. Inoltre mostra in modo immediato che alcuni importanti scienziati televisivi dovrebbero comprarsi una mente curiosa.
La trasmissione “Evoluzione, la guerra infinita” sfoggia decine di professori delle migliori universita' del mondo e riesce a scodellare banalita' deliranti. E ci mostra limpidamente che le meraviglie del metodo scientifico sono poco conosciute anche in ambienti cattedratici.
Il metodo scientifico e' bellissimo perche' non puoi affermare la prima stronzata che ti viene in testa, devi fornire delle prove che siano verificabili senza ombra di dubbio.
Ad esempio: perche' l’elefante si e' fatto crescere delle grandi orecchie senza peli?
Per poter raffreddare la propria temperatura.
Un giorno l’elefante era li', peloso come un mammuth, e si e' fatto cascare i peli perche' gia' sapeva che cosi' si sarebbe raffreddato nelle giornate di sole. Il mammuth non lo ha fatto ed e' morto. Cioe', l’elefante aveva capito che il pelo, essendo un isolante termico, avrebbe reso difficile lo scambio di temperatura tra orecchie e aria agitata dal movimento auricolare. Lui gia' prima, quando aveva le orecchie pelose e piccole, le agitava ma vedeva che a causa del pelo funzionavano poco come radiatore, allora le elefantesse hanno iniziato a far sesso con i maschi con le orecchie piu' glabre, grosse e mobili e nel giro di qualche milione di anni gli elefanti hanno avuto quel che desideravano.
Anche l’essere umano era peloso da bestia, ma si e' alzato in piedi per guardare il panorama e ha subito capito che avrebbe potuto essere il primo mammifero munito di milioni di pori sudoriferi e che si sarebbe raffreddato molto meglio se invece della pelliccia avesse avuto un sistema per raffreddare il corpo autobagnandolo costantemente. UN GENIO!
La logica scientifica ci dice che la causa non puo' mai dipendere dall’effetto. Cioe' ci deve essere una ragione per cui perdo il pelo PRIMA di sapere che perderlo sia utile.
Un credente puo' dire che e' la volonta' di Dio, ma usciamo dal criterio scientifico ed entriamo nella fede religiosa.
Questi scienziati televisivi dimenticano che da anni si propone una spiegazione sensata del perche' l’elefante abbia le orecchie senza peli.
Per lo stesso motivo per cui ha il resto del corpo senza peli.
L’elefante ha iniziato a vivere lungo i corsi d’acqua e a passare molte ore nell’acqua, in un clima torrido. Si voleva rinfrescare. Questo rese superflui i peli, visto che nell’acqua danno impiccio (a meno che tu non sia una foca che sta nell’acqua ghiacciata… allora ti si sviluppano peli particolari e grassi che producono un effetto muta).
Lo stesso dicasi per l’essere umano, come spiego' Elaine Morgan circa 40 anni fa. Una decina di milioni di anni fa ci fu un grande aumento di temperatura, gli australopitechi nostri avi dovettero migrare in cerca di frescura e alberi verdi sui quali arrampicarsi. Durante questa migrazione gli australopitechi si trovarono a essere seguiti dalle tigri con i denti a sciabola che, vedendo che i loro pasti si allontanavano, decisero di andare loro dietro.
Un vero dramma per le scimmiette nostre progenitrici che lungo il cammino dovevano attraversare grandi estensioni di terreno dove non era disponibile il sicuro rifugio delle cime degli alberi.
Ma per fortuna alcuni gruppi di scimmie impararono a sfuggire ai predatori buttandosi in acqua, qui, assumendo la posizione eretta, toccavano il fondo laddove le tigri dovevano gia' nuotare.
Fuggire in acqua e' tutt’ora un comportamento che si puo' osservare in molte specie di scimmie. Se sono inseguite da una belva e non c’e' un albero li' vicino, se ne hanno la possibilita', si buttano in acqua perche' sanno che i predatori non sono bravi a combattere e nuotare contemporaneamente (se non si tratta di coccodrilli).
Cosi' l’umanita' dei primordi abbandono' le altre scimmie e inizio' una mutazione incredibile. Comincio' a vivere molta parte del giorno in acqua. E questo spiega molte cose. Ad esempio, perche' le donne hanno le tette. Sono le uniche mammifere terrestri ad averle. Le foche hanno le tette. Non sono un gran che' ma sono tette. Quelle delle mucche no. Sono capezzoloni. Le altre mammifere hanno capezzoli e producono latte ma non hanno il seno, inteso come massa adiposa intorno alle ghiandole mammarie per tener caldo il latte, che altrimenti stando in acqua si raffredderebbe che poi il bambino ha le coliche… Il meraviglioso seno umano e' un contenitore termico, un thermos, come me lo spieghi altrimenti?
Qualche scienziato invertendo causa e effetto sostiene che agli uomini piacevano le tette rotonde, quindi le donne se le sono fatte crescere (giuro!). Cioe' il concetto di seno tondo e morbidoso e' un senso innato nella scimmia…

La transizione acquatica spiega anche un altro aspetto umano che gli accademici che studiano l’evoluzione umana fingono di non vedere: le labbra. Che non e' facile non notarle.
Non c’e' nessun altro mammifero terrestre che abbia le labbra. Servono solo se sei un neonato che vuole succhiare il seno della madre stando a mollo nell’acqua ottenendo un’aderenza perfetta con i contorni del capezzolo e riuscendo cosi' a evitare di suggere, oltre al latte, mezzo oceano.
E come mi spieghi che l’essere umano e' il solo tra i mammiferi di terra ad avere il naso a sifone? Gli altri mammiferi hanno semplicemente due buchi in faccia. Noi abbiamo due narici che si uniscono formando da una parte la punta del naso e dall’altra due campane. E il condotto dell’aria sale quasi verticalmente dal culmine di queste due campane in modo tale che non permette all’acqua di passare se entro verticalmente nel mare.
Perche' abbiamo la lacrimazione degli occhi, perche' camminiamo eretti e perche' abbiamo perso il pelo? Perche' abbiamo fatto quel che han fatto elefanti, delfini e balene.

Gli accademici televisivi non si rendono neppure conto delle assurdita' che sostengono, affermano: l’uomo perse il pelo perche', in quanto cacciatore aveva molto caldo rincorrendo le sue prede. Il leone insegue anche lui le prede ma non gli e' venuto mai in mente di perdere il pelo perche' proprio la pelliccia lo protegge ottimamente dai raggi solari.
E poi, se abbiamo perso il pelo per cacciare come mai le donne, che stavano nella grotta con i bambini, hanno meno pelo dei maschi?
Forse avevano gia' capito che i maschi preferiscono la donna depilata gia' da quando le donne erano pelose come scimmie (essendo scimmie)? E’ nata prima la ceretta della gallina.

Spero che tu sia d’accordo che e' veramente assurdo che i migliori accademici del mondo abbiano fatto finta di non accorgersi che le donne avevano i seni, le labbra e meno peli degli uomini. Siamo di fronte a una cecita' selettiva di proporzioni galattiche.

E spero che tu porti questa nuova consapevolezza nella tua vita.
Se vuoi vivere degnamente, assaporare il rosolio dell’esistenza, fare sesso in modo continuo e abbondante, migliorare il mondo, fermare guerra e fame, DEVI comprendere che esiste un’elite che domina il pianeta composta da persone che quando guardano un donna vedono solo l’ombelico. E che inoltre sono maledettamente stupidi.
Perche' ti dico questo?
Perche' da piccolo ho avuto svariati problemi affettivi e durante l’adolescenza non ero capace di competere con gli altri maschi in nessuno dei 12 ambiti riconosciuti ufficialmente, quindi mi sono inventato di scovare aneddoti curiosi e divertenti per stupire le ragazze e avere qualche possibilita' di fare sesso prima dei 40 anni.
E ammetterai che tirar fuori che i grandi accademici non vedono le labbra e le tette e neanche il nasino a sifone e' veramente un’osservazione stupefacente.
Ma suppongo che a te non interessi nulla delle profonde aspirazioni che mi spingono ad agire in modo compulsivo.
Diciamo allora che sapere questo fatto delle tette e degli accademici ti da' una misura della stupidita' dei potenti.
Non e' che questo ci liberera' da questa genia di malvagi alla svelta.
Ma saperlo e' meglio che non saperlo. Mi sto arrampicando sui vetri?
No. Dico sul serio.
Quando le schiere dei malnati ti circondano, quando inizi a dubitare di poter arrivare alla fine della storia, quando sembra che il tempo stia giocando con la tua anima, quando perfino la Luna ti guarda con un’espressione ambigua, allora, e' giunto il momento di ricordarsi che il grande professor Kreiskeip studio' la natura umana per decenni e mai si accorse che c’erano due masse emiglobulari a meta' strada tra l’ombelico e il mento.
E allora tu, che sei molto piu' intelligente di una piattola, ti ricorderai che se la tua trismilnonna era una tipa che ebbe l’idea pazzesca di delfinizzarsi per fregare le tigri, tu troverai un cavolo di modo di uscire dall’accerchiamento a tenaglia che 50mila cosacchi stanno attuando per catturarti.
(Ma cosa hai fatto per farli imbestialire cosi'? 50mila contro uno! Non potevi evitarlo?).
Quando sei li' circondato comunque recriminare non serve. Serve agire. Prima accendere il cervello poi agire. Ricordati: in te scorre un sangue che non mente mai. Un lignaggio di persone capaci di costruire piramidi immense e delicatissime miniature sopra un chicco di riso, per dichiarare il proprio amore.
Non c’e' nulla che ti possa fermare, e se, al limite, ti ammazzano, ricordati di sghignazzare indicandoli con il dito indice mentre esali l’ultimo respiro. Passeranno il resto della loro vita a chiedersi percheccavolo ridevi morendo.
Che cosa sapevi di loro che loro non sanno?
Sono stupidi come frigoriferi.
Basta infilare una lisca di pesce nei loro meccanici ingranaggi mentali e deragliano.
E quando deragliano soffrono come tu non potrai mai. Non c’e' nulla di piu' terribile di scoprire che dentro di se' non c’e' niente.
L’assenza di senso e' l’inferno in terra per i malvagi.
Questa e' la Grande Filosofia.
A livello piu' spicciolo ricordati che quando sei veramente nella merda, con le mani e i piedi legati, non ti resta che la verbalizzazione.
Guardi il cattivo negli occhi e gli dici:
“Dio non e' con me. Viene dopo da solo. E ti fa male.”
Se invece tu hai in mano una grossa pistola e lui e' disarmato gli dici: “Hai sbagliato giorno, hai sbagliato mese e hai sbagliato anno. E hai sbagliato anche il posto.”
Beh, sinceramente non sono sicuro che queste frasi funzionino veramente.
Comunque se ti capita provale. Poi mi telefoni.
In ogni caso ricordati: “Lo stupore diverte le persone sensibili e paralizza i malvagi.”
Quasi sempre.
(State lontani dalle anomalie statistiche)
Buone vacanze!!!

Jacopo Fo

 

Cacao e la redazione vanno in pausa estiva. Riprenderemo le trasmissioni mercoledì 1 settembre 2010 con le buone notizie comiche di Cacao.
Buona estate e buone ferie a tutti.

Yéle Haiti chiede aiuto

Wyclef Jean HaitiCarissimi,
Questa settimana torniamo a parlare di Haiti. Come sapete abbiamo seguito questo sfortunato paese gia' con due cacao del sabato, una volta parlando di un suo illustre rappresentante, Wyclef Jean, e della casa discografica che stava costruendo dal basso tramite internet (http://www.jacopofo.com/wyclef-jean-guerrieri-musica-case-discografiche-mp3-cd-album) e un'altra volta per chiedervi di aiutarci a raccogliere fondi per Yele, un'organizzazione haitiana fondata dallo stesso Wyclef Jean che portava aiuti immediati e concreti alla popolazione della penisola martoriata dal terremoto.
La situazione ad oggi e' quantomeno drammatica.
A distanza di sei mesi da quel terribile giorno i paesi che si sono fatti carico dell’onere di donare ingenti somme di denaro in aiuto di Haiti per ora hanno donato solamente il 10% di quello che hanno promesso, eccezion fatta per il Brasile che ha versato 55 milioni di dollari, e il Venezuela che ha quasi raggiunto la sua quota e continua a inviare aiuti umanitari.
L’11 luglio scorso l’ex presidente americano Bill Clinton, co-presidente della Commissione interim per la ricostruzione di Haiti (IHRC), denunciava il mancato assolvimento di queste promesse da parte di paesi e istituzioni come Usa, Giappone, Spagna, Francia, Norvegia, Ue, Banca dello sviluppo interamericano e Banca mondiale.
Un altro paese, oltre al Brasile e il Venezuela, in prima linea per la cancellazione del debito internazionale di Haiti e' il Canada, che oltre ad aver cancellato il debito estero che Haiti ha nei suoi confronti, ha promesso di versare 400 milioni di dollari a sostegno del Piano di Azione per Haiti dopo averne versati 33 per estinguerne il debito con le banche di sviluppo internazionali.
Ma al di la' di quello che puo' fare la comunita' internazionale aiutare Haiti vuole anche dire dare la possibilita' ad Haiti stessa di risorgere. Dare la possibilita' agli haitiani di costruire la loro Haiti, di coltivare la loro terra, di costruire le loro case, di creare l'Haiti degli haitiani.
Ed e' esattamente quello che sta cercando di fare Yele, che oltre a distribuire acqua e viveri per i bisogni immediati sta anche distribuendo sementi per coltivare i campi, preparando nuovi siti per la ricostruzione, organizzando comunita' e cooperative di lavoro con l'utilizzo del sistema del microcredito.
Aiutiamo Yele' e Wyclef Jean in questa impresa, con le nostre piccole cose: basta una donazione, potete trovare come fare su www.yele.org. Grazie.

Traduciamo e riportiamo un articolo del cantante hip hop pubblicato dalla CNN. Buona lettura.

Nei sei mesi da quando un terremoto ha devastato la mia terra, Haiti, il 12 gennaio, ho lavorato con mia moglie, Claudinette, e con Yele Haiti, l'organizzazione che ho fondato piu' di cinque anni fa, per cercare di porre rimedio alle condizioni terribili in cui vive la mia gente.
Ogni volta che torno, mi auguro che le cose siano migliorate e lo sono, ma solo un po' e non e' mai abbastanza. Dobbiamo continuare a sperare, per l'amor di Haiti, che il mondo non si dimentichi di quanto aiuto sia ancora necessario.
Per il popolo di Haiti, che ha cosi' poco, sono una gioia anche le cose piu' piccole. Nei pacchetti che distribuiamo, per esempio, le donne che vivono nelle tendopoli sono felici di trovare le torce windup (ricaricabili a manovella). Un oggetto che per noi ha poco valore, ma senz'altro avrete letto che alcune donne sono state assalite, stuprate o rapite nei campi di notte, ecco che queste torce permettono loro di non dover girare al buio nei campi di notte. Ecco che le torce illuminano il loro cammino e anche i loro visi quando le ricevono!
Naturalmente, sappiamo che c'e' molto altro da fare per garantire la sicurezza di tutte le donne e bambini.
Le aziende che ci forniranno case con porte che si chiudono contribuiranno a migliorare le condizioni economiche delle persone cosicche' i disperati non abbiano la necessita' di ricorrere al crimine e alla violenza... ma per ora la semplice torcia che si ricarica a mano da' qualche speranza a queste donne.
Pensate solo all'ondata di caldo che ha colpito la costa orientale degli USA in questi giorni, le temperature hanno superato i 38 gradi. Questa e' la temperatura normale in estate ad Haiti dove ci sono 1,2 milioni di persone che non hanno casa, che vivono nelle tendopoli, senza abbastanza cibo e acqua, con appena un riparo dal sole e senz'altro senza aria condizionata.
Pensate a questo e cosi' non vi sara' difficile capire perche' la gente e' cosi' felice di ricevere cose che altri danno per scontato avere: pacchi soccorso con pochi vestiti, oggetti di pronto soccorso, scarpe, alimenti in scatola e acqua.
Yele porta fino a 36.000 litri di acqua filtrata al giorno alle tendopoli, con una flotta di 14 camion cisterna. Portando l'acqua tutti i giorni abbiamo aiutato 7.200 famiglie che cosi' hanno potuto avere la gioia di cucinare un po' di cibo o di lavare i piatti, E abbiamo distribuito acqua potabile, inizialmente in bottiglia, ora in singoli sacchetti da 0,3 litri, piu' piccoli e quindi piu' facili da trasportare. Anche in questo caso sono le piccole cose che possono fare la differenza.
Ma vogliamo dare agli haitiani di piu'. Vogliamo che non debbano essere felici solo con una piccola torcia, quando in realta' cio' di cui hanno bisogno e' una casa che li metta al sicuro. Vogliamo che non debbano essere grati di avere l'acqua di cui necessitano quando quello di cui hanno bisogno e' migliori condizioni di vita con una fonte di acqua vicina alla loro casa. Ecco perche' Yele sta organizzando e raccogliendo fondi per la costruzione di case per i residenti delle tendopoli, dove ci sia anche una scuola, latrine, docce e una fonte d'acqua per ogni piccolo gruppo di case.
Vogliamo che il popolo di Haiti, per poter sognare in grande, non debba accontentarsi del minimo per tirare avanti. La loro gioia e gratitudine sono il carburante per i nostri sforzi. Perche' vogliamo portare loro un po' di sollievo che non hanno da quando il terremoto li ha colpiti sei mesi fa, e vogliamo combattere per loro, perche' il mondo sappia che meritano di vivere meglio che nelle condizioni disastrose in cui sono causate da circostanze al di fuori del loro controllo.
Tutti i nostri piccoli sforzi, le nostre piccole cose, una dopo l'altra, possono portare a grandi cambiamenti. Quindi cerchiamo di apprezzare le piccole cose, come gli haitiani fanno, ma cerchiamo di fare grandi miglioramenti per queste grandi persone.

Berlusconi non sa nulla del Punto G.

La sinistra, la ciulatina di Berlusconi con la cameriera e i muscoli pelvici.

(Dal blog di Jacopo su il Fatto Quotidiano)

Come fa l’amore Silvio? In maniera patetica. Ecco le prove. Il suo livello di conoscenza dei misteri del sesso è fermo a quello di un adolescente che ha frequentato i corsi di educazione sessuale della Gelmini. Tragico.
E’ tanto che lo tengo d’occhio e annoto.
Il primo campanello d’allarme mi è suonato ascoltando le registrazioni della notte brava con la D’Addario.
Allora, riflettiamo sulla scena: tu sei lì nel lettone che ti ha regalato Putin, con una ragazza dalle curve portentose, e lei ti dice che non ha raggiunto l’acme del piacere. E tu cosa le dici? Silvio le consiglia di esercitarsi un po’ di più da sola. Un vero principe. Già questo mi fece intravedere una logica erotica un po’ calcistica: se non sei bravo nei calci di rigore tocca che ti eserciti.
Lungi da lui pensare che ci siano magari anche questioni psicologiche, emozionali, sentimentali. Il panorama erotico del presidente, la sua visione del desiderio, è un deserto dei tartari. Il nulla per centinaia di chilometri.
Se fosse un uomo di mondo, un vero amante delle donne, avrebbe potuto dire alla D’Addario ben altro. Ad esempio chiederle se c’erano situazioni nelle quali provava un maggior trasporto. Cercare di farle comprendere che solo se c’è un abbandono mentale profondo scattano i meccanismi dell’ascolto delle sensazioni corporee e quindi si può innescare la meravigliosa spirale del piacere.
Se poi il Presidente avesse proprio voluto entrare nel tecnico avrebbe potuto spiegare alla D’Addario che esiste anche un nesso tra tensione muscolare e piacere sessuale. Come scoprì il dottor Kegel, già nel 1936, esiste un collegamento stretto tra frigidità femminile e tono muscolare dell’area. Secondo alcune ricerche circa il 50% delle donne occidentali ha un tono muscolare insufficiente. Il sesso, culturalmente negato viene dimenticato anche muscolarmente. La muscolatura si atrofizza e anche la sensibilità al piacere diminuisce. Il dottor Kegel dimostrò che le donne frigide possono recuperare la capacità orgasmica imparando a considerare il sesso in modo positivo e rieducando al movimento la muscolatura pelvica.
Si tratta di esercizi molto semplici. Il primo passo è individuare il muscolo pubococcigeo che è quello che tutti usiamo, anche i maschi, se facendo pipì blocchiamo il flusso delle orine.
Esercitare questo muscolo è facile. Basta contrarlo per circa 5 secondi e rilassarlo per 15. Questo esercizio NON va eseguito facendo pipì. L’esempio serviva solo per identificare il muscolo.
Poi Silvio avrebbe potuto continuare ad aiutare la D’Addario a superare il suo problema di insensibilità spiegandole anche che tonificando il cosiddetto pavimento pelvico, si ottiene anche di rendere sensibile un’area che si trova tra l’interno dell’osso pubico e la parete superiore del sesso femminile, a circa 3,5 cm di profondità. Quest’area è il Punto G e finalmente si è provato che esiste veramente. Abbiamo le foto realizzate dal Professor Jannini dell’Università dell’Aquila, risultato che è stato applaudito da tutti i più grandi sessuologi del mondo.
Proprio il fatto che le donne che non muovono i muscoli pelvici hanno quell’area atrofizzata ha reso così complesso dimostrare l’esistenza di questo punto orgasmico.
Infine Berlusconi avrebbe potuto spiegare alla D’Addario che anche la parte emotiva è essenziale e che se lei continua a accoppiarsi con vecchi babbioni economicamente e politicamente molto potenti, non può pretendere anche di essere travolta dal trasporto emotivo indispensabile per una piena soddisfazione.

 

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Intercettate questo!

“Le parole che non vogliono farti sentire”, di Saverio Tommasi.
Una raccolta delle migliori intercettazioni telefoniche dal 1983 ad oggi.
Lodevole lo scopo di Tommasi: “L'obiettivo e' quello di fare comprendere a tutti la loro importanza, con il fine di impedire al governo in carica di varare una legge pesantemente restrittiva rispetto al loro utilizzo, indispensabile per la ricerca delle prove e dei colpevoli”.
“Da Berlusconi a Dell'Utri, passando per Vittorio Mangano e la D'Addario. Da Fassino a Consorte, da Moggi ai poliziotti in servizio al G8 di Genova. Ci sono tutte.”
Il libro e' gratuitamente scaricabile in formato pdf  dal sito http://www.saveriotommasi.it/blog/intercettazioni/ .

L’italiano ne ha pieni i coglioni della destra e della sinistra!

Nei sondaggi di Repubblica sul gradimento di politici e partiti, Berlusconi arretra ma arretrano anche PD e Di Pietro.
Nel giro di 11 mesi Berlusconi ha perso 8 punti passando dal 49% di consenso al 41%. Il suo governo sta al 37%.
Il Partito Democratico stava al 32% a settembre 2009, era salito al 41% a novembre, ora e' arretrato al 34%.
A settembre 2009 l’IDV raccoglieva un gradimento del 43% fino ad oggi ha perso 7 punti e sta al 36%. Perdita di due punti per Udc, stazionaria la Lega.
(http://www.repubblica.it/statickpm3/rep-locali/repubblica/speciale/2010/sondaggi_ipr/fiducia_governo_giugno.html?ref=HREC1-3)

Il che vuol dire che nessun partito riesce oggi ad aumentare il proprio consenso.
Siamo in una specie di melma. Cresce il numero dei cittadini che sono esasperati e non vedono una via d’uscita.

E la situazione non potrebbe essere diversa.
E’ ormai evidente che l’opposizione e' affetta da una serie di malanni che non la rendono abbastanza diversa dalla Banda Bassotti.

Ad esempio, il PD continua a candidare personaggi di dubbia moralita'. Non vogliono proprio capire che per il popolo della sinistra e' un’azione disgustosa.

Poi e' sempre piu' evidente che la strategia complessiva dell’opposizione parlamentare ed extraparlamentare contro il Governo del Conflitto di Interessi e' perdente.

Come si batte Mister B?
Con un bel corteo?!?
Con un bel referendum? (Quanti ne abbiamo gia' persi? 23 o 24? Ho perso il conto…)

Nell’ansia di attaccare il presidente del Consiglio italiano piu' inquisito degli ultimi 2.000 anni, si arriva poi a sostenere il malaffare.
E’ il caso della giusta protesta contro i tagli alla cultura.
E’ orrendo che si tagli il denaro destinato a un’area essenziale per la crescita del nostro Paese.
Ma come e' possibile chiedere al popolo della sinistra di difendere un sistema di finanziamenti che favorisce le baronie?
Da sempre in Italia i finanziamenti alla cultura sono stati uno strumento di potere e camurria. Spettacoli faraonici costati centinaia di migliaia di euro e poi visti da qualche centinaio di spettatori.
Teatri Stabili che si scambiano gli spettacoli in un girotondo che serve a “fare serate” per incassare lauti premi ministeriali.
Un sistema burocratico che rende quasi impossibile a chi non e' AMICO di arrivare a incassare un solo euro.

Ma poi, perche' finanziare spettacoli che interessano solo a un pubblico ristrettissimo?
Non si dovrebbe investire per diffondere la cultura?

Ieri sera sono andato a vedere il saggio di ginnastica ritmica di mia figlia. Qui in provincia di Perugia ci sono tantissime scuole che si riuniscono per dar vita a spettacoli di danza con piu' di 100 ragazzine per volta. Sono scuole di paese, frequentate da ragazze figlie di operai, impiegati, artigiani, contadini.
C’erano almeno mille genitori a vedere lo spettacolo.
E valeva proprio la pena. Le scuole, aiutate dai genitori, hanno prodotto costumi e coreografie notevoli. Hanno messo in scena “Il re leone”.
Credo che la maggioranza del pubblico presente non sia mai stata in un teatro vero.
Peccato che lo spettacolo si svolgesse in una palestra, senza un’illuminazione e un’acustica decenti.
Ma queste scuole popolari sono disprezzate dai baroni della cultura e non ricevono un solo euro di sostegno pubblico.
I teatri finanziati con i nostri soldi non offrono la possibilita' di rappresentare gli spettacoli sopra un palcoscenico vero e attrezzato. I teatri stanno chiusi piuttosto che dare spazio a pezzenti che non hanno mai preso un premio o ottenuto una recensione.
Se avessero un minimo di sostegno queste iniziative potrebbero compiere grandi salti di qualita'. Da questo punto di vista la cultura e lo sport sono simili. Se voglio avere molti calciatori devo organizzare molte squadre di calcio per bambini. Se voglio ottenere vivacita' culturale devo investire a livello di massa dando possibilita' a centinaia di migliaia di dilettanti.
Sono stato in Danimarca dove ho scoperto che la' lo Stato investe cifre enormi proprio per sviluppare queste attivita' di base. I gruppi “amatoriali” hanno spazi di ogni genere a cifre irrisorie. Non solo teatri veri ma laboratori favolosi dove ci sono tutti i tipi di attrezzature, e anche artigiani in grado di aiutare le persone alle prime armi. Ci sono centri multidisciplinari super attrezzati in tutti i quartieri e perfino nei paesini.
E appena un gruppo teatrale raggiunge un minimo di qualita', ha a disposizione circuiti eccellenti dove cimentarsi di fronte a un pubblico. E incassare. Ad esempio, ogni scuola, dalle elementari in su, paga piccoli gruppi che rappresentano spettacoli per gli studenti.
Vedere spettacoli teatrali e di danza fa parte integrante del programma scolastico.

Insomma, il sistema di finanziamenti pubblici pelosi alla cultura, nato dall’inciucio tra destra e sinistra, fa schifo. Non me la sento proprio di impegnarmi per difenderlo.
Non si puo' difendere un sistema marcio e corrotto solo perche' una cacca e' meglio di niente.
E non si puo' pensare di fare un’opposizione vera se non si ha il coraggio di proporre il totale ripensamento del sistema.
La crisi italiana e' di sistema.

Cacao Resistenza e Informazione Alternativa: Alfredo Gasponi

Carissimi questa settimana ci occupiamo di una questione di cui pochi parlano e che puo' sembrare marginale o riguardante solo una persona, ma ci sembra importante mettervi a conoscenza di questo fatto in quanto risponde a quanti affermano che la questione della censura, delle corporazioni intoccabili, piu' semplicemente dell'informazione in Italia non esiste, o riguarda solo quei giornalisti come Travaglio, Gomez, Santoro che sono sempre li' a rompere le scatole...
Qui raccontiamo la storia di Alfredo Gasponi, giornalista collaboratore (articolo 2) del Messaggero che si occupa da anni di critica musicale e che ha solo avuto la sfortuna di avere imposto dalla redazione del quotidiano un titolo che l'ha messo nei guai, una storia assurda che colpisce una persona che ha sempre fatto onestamente il suo lavoro e che con una condanna al pagamento di 500mila euro si trova ad aver pignorata la casa.
La storia la lasciamo raccontare a Dario della Porta, professore di storia ed estetica musicale al Conservatorio dell'Aquila.

La storia di Gasponi fa il paio con un'altra raccontata in questi giorni su Cacao: quella riguardante il sindaco di Camigliano (CE) Vincenzo Cenname. Per leggere l'articolo clicca qui

Gasponi, la giustizia e lo Zen
Antefatto: Alfredo Gasponi e' un critico musicale del quotidiano il Messaggero condannato da un Tribunale a pagare un risarcimento di 500.000 euro a favore dei musicisti dell'orchestra Santa Cecilia (e 2.500.000 euro il Messaggero) in quanto lesi nell'onore dal titolo dell'articolo pubblicato nel 1996 che sintetizzava un parere critico di W. Sawallisch sui musicisti della prestigiosa orchestra.
L'oggetto della denuncia (come si legge nell'articolo qui sotto) e' soprattutto legato ai titoli considerati diffamatori dall'Accademia di Santa Cecilia. Titoli e sottotitoli di cui non e' autore Gasponi.

Articolo Alfredo Gasponi

Ho esaminato il testo delle due sentenze - in primo grado e in appello - che condannano il critico musicale del “Messaggero” Alfredo Gasponi a pagare mezzo milione di euro all'orchestra di S. Cecilia per aver intervistato un illustre direttore d'orchestra, Wolfgang Sawallisch, e aver riportato alcune opinioni del Maestro sull'orchestra stessa. Le stesse sentenze erano state distribuite ai giornalisti intervenuti alla conferenza presso l'Associazione Stampa Romana il 6 aprile scorso, riunita  allo scopo di discutere questo grave caso; per cui, molti passaggi importanti del testo mi erano gia' noti in quanto gia' stati citati in diversi articoli pubblicati su questa vicenda. La quale e' semplicemente kafkiana. Luogo comune, lo so, ma bisogna rassegnarsi ai luoghi comuni quando questi sono i piu' atti a esprimere la realta'. La vicenda e' lontana - inizia nel 1996 - ma ora e' giunta a un nodo preoccupante e cruciale. La lettura integrale ha confermato l'idea che mi ero gia' fatta sulla questione, che vorrei qui approfondire. L'interpretazione avverra' a lume di buon senso: non sono un giurista. Premesso che sia l'articolo incriminato - una intervista, per l'esattezza - che una lettera di Sawallisch, la quale totalmente discolpa Gasponi, sono pubblicati in facsimile nella pagina di Facebook “Solidarieta' ad Alfredo Gasponi” (http://www.facebook.com/group.php?gid=112023232151747), vediamo come le sentenze le hanno interpretate.

La fine del mondo e' adesso! Altro che 2012!!!

In questi giorni ho avuto la febbre, e le notizie dei tg mi arrivavano attraverso una nebbia sciropposa. Mi sembrava tutto irreale, impossibile.
Poi mi sono ripreso e mi sono reso conto che non ero in preda ad allucinazioni febbricitanti. E’ proprio cosi'!
Mentre il vulcano islandese erutta cenere sull’Europa, il pozzo di petrolio nell’oceano continua a eruttare oro nero. I petrolieri hanno ammesso che non hanno la piu' pallida idea di cosa fare. La BP ha pubblicato un appello: cercano qualcuno che abbia un’idea per fermare il disastro.
Forse ci butteranno una bomba atomica. Forse due.
La Grecia crolla, le borse crollano. Ci sono ancora in giro titoli tossici per un valore spaventoso. Il sistema bancario mondiale si rivela una truffa colossale. E dire colossale e' poco.
Si inizia a parlare di crisi endemica.
Intanto in Italia pare si siano scoperchiati i tombini dell’inferno: la nuova tangentopoli e' entrata in una fase di iper-accelerazione supersonica. Si scoprono liste spaventose di lavoretti realizzati dalla cricca Anemone a centinaia di alti papaveri della politica e dell’amministrazione pubblica.
Un amico notaio mi ha detto che ormai e' di rito che l’acquirente di una casa, al momento di pagare, domandi al notaio con un sorrisetto: ”Arriva adesso quello che mi paga meta' della casa?”
Un tormentone. Su Facebook puoi scaricare un’applicazione che ti avvisa quando qualcuno ti compra una casa a tua insaputa.
Berlusconi vacilla e per la prima volta in 20 anni non tira fuori la storia dei giudici comunisti. Ha detto che le indagini le fa lui. Personalmente. Guardera' i sospettati negli occhi e chiedera': “Sei tu onesto al cento per cento?!?”
Cioe' non so se hai presente Berlusconi quando fa gli occhi da pazzo… Nessuno puo' mentirgli!

E poi ci sono alcuni giornalisti che insinuano che sta per arrivare una bomba ancora piu' grossa.
Piu' grossa di cosi'?
Cosa c’e' di piu' grosso di cosi'?
Vuoi vedere che qualcuno e' veramente riuscito a vendere il Colosseo ai giapponesi e la settimana prossima arrivano con gli elicotteri e se lo portano via?

E anche dalle parti di Dio non se la passano bene. Sentenza dopo sentenza il conto dei preti pedofili diventa sempre piu' salato. Tra poco dovranno vendersi la tiara papale.
Il solito sceicco si e' gia' offerto di comprare la Cappella Sistina.

Non mi risulta che ci sia mai stato un momento simile. Un crogiolo di coincidenze pazzesche. Sincronicita' impossibili.

Una caratteristica e' comune a tutti questi eventi epocali.
I petrolieri hanno fatto finta di avere sotto controllo i pozzi di petrolio e non era vero.
I banchieri hanno fatto finta di gestire un sistema finanziario onesto e non era vero.
I preti hanno fatto finta che le chiese fossero luoghi sicuri per i bambini, e non era vero.
Berlusconi ha detto che non c’era la crisi e che nel suo partito c’erano solo persone oneste e non era vero.

 

Europa7 ha vinto!

 

(L’hai sentito dire tu?)

Europa7 Televisioni Di<br />
StefanoInternet e' grande: le notizie fanno prima ad arrivare su Wikipedia che sui quotidiani. In televisione non ci passano proprio.
Ho letto sull’enciclopedia piu' letta del mondo:
“L'8 aprile 2010 e' stata risolta definitivamente la disputa: per integrare la copertura del canale 8 in banda VHF, il Ministero ha deciso di assegnare dei canali ulteriori….”
Su Cacao l’avevamo scritto perche' siamo bravi…
Ma il testo continua spiegando che da giugno partira' questo nuovo network digitale con svariati canali ad altissima qualita'.
Cioe' ci sara' proprio un decoder di Europa7. Un decoder interattivo con un super HD che a confronto quello di Sky e' un ferro da stiro a carbonella.
6 canali, 5 a pagamento, con film, eventi e sport, uno free di informazione.
E’ diventato quindi di pubblico dominio uno dei segreti meglio custoditi dopo l’ubicazione esatta del Santo Graal.
Non potevo dirtelo prima perche' senno' poi dovevo venire a casa tua a ucciderti personalmente. E odio viaggiare.
Se i brontosauri se ne fossero accorti per tempo avrebbero scatenato i lanzichenecchi. Invece ormai le navi cariche di decoder sono giunte nel porto di Ostia e stanno risalendo il Tevere a bordo di carri armati anfibi fabbricati a Latina in una fabbrica truccata da salumificio.
Di Stefano, dopo 11 anni di guerra contro una truffa incredibile e' pronto. Ha lottato strenuamente contro un inciucio tra Berlusconi e D’Alema, con l’appoggio esterno di Bertinotti, che ha fatto si' che si negassero a lui 2 reti tv nazionali mentre continuava a trasmettere Rete4 che non ne aveva il diritto.

Quindi ora, se il cielo non ci cade in testa, avremo il piacere di vedere uno che non si e' piegato alla Casta, che inizia a poter agire senza le manette ai polsi.

Si discute della legge sulle intercettazioni, intanto si tagliano le palline a quelli che lavorano per intercettare.

L’Associazione I.L.I.I.A denuncia che lo stato italiano ha un debito (500 milioni di euro) contratto dal Ministero della Giustizia per le forniture richieste nel settore intercettazioni.

Somma accumulata in diversi anni di attività, con fatture risalenti addirittura all’anno 2003. La situazione odierna delle aziende del settore è drammatica.

La Iliia annuncia che le aziende sono sull’orlo del collasso e la conseguente inevitabile paralisi delle attività tecniche di supporto alle intercettazioni disposte dalla magistratura.
Capito mi hai?
Ma dove vai se il microfono non cel’hai?

Già oggi intercettare per la polizia è molto più difficile che pria.
Fra poco potranno farlo solo vendendosi le volanti.

E' parecchio che denunciamo questa storia... Vedi:

Ecco come le intercettazioni telefoniche ormai sono impedite nei fatti con un semplice trucco!!!

http://www.jacopofo.com/stato_non_paga_debito_450_milioni_aziende_fornitrici_servizi_intercettazioni_telefoniche

Perche' la controinformazione non vuol parlare delle intercettazioni bloccate e della strage di Acerra?

http://www.jacopofo.com/berlusconi-intercettazioni-telefoniche-diossina-acerra-silenzio-controinformazione

(Oh quanto godo a stracciare i santissimi, sempre con le stesse storie che stanno sul cavolo!!!!!! Ohh! Non ho detto neanche una parolaccia! Com'è successo?)

Tag: Iliia, intercettazioni, censura, Berlusconi, Alfano, debito pubblico, economia bloccata, illegalità di stato

L’eroe romantico e' uno stronzo!

Oggi vorrei affrontare un argomento del quale non ho mai sentito discutere. Il che e' strano perche' si tratta di una questione centrale nella nostra vita. Dell’esistenza di questa questione io stesso me ne sono reso conto solo pochi giorni fa. Ci ho dormito sopra, e ora cerco di raccontare questo pensiero. Sono quindi curioso di conoscere il vostro parere.

Ci sono dei momenti nei quali dobbiamo scegliere una linea di condotta.
Ti accorgi che lei ti tradisce. Lei ti chiede perdono. Cosa fai? Lei e' dolce, ti ama, con lei trascorri momenti meravigliosi, pero' ti ha tradito! Accetti di lasciar perdere? Oppure tronchi perche' tu certe cose non le accetti?

Oppure.
La ami, lei ti ama, e' una bellissima storia, state insieme da molti anni. Ma ci sono delle difficolta', delle ruggini che rendono macchinoso, a volte, il rapporto. Che fai? Molli tutto e ti metti a cercare una storia nuova, tutta da inventare, senza vecchie recriminazioni, piccoli rancori… Oppure ti dedichi a cercare il dialogo, aprirti di piu', limare con pazienza e giochi la ruggine?

Questi due esempi ci mettono di fronte a un bivio comportamentale.
Da una parte un gesto dettato dall’onore o dal desiderio di avventure e novita'.
Dall’altra parte c’e' un abbozzare, farsi forza, prendersi cura, rispondere alle difficolta' mettendosi in gioco, inventando corteggiamenti, sorprese, nuovi stupori.

Non so come funzioni per le donne, forse e' diverso in parte…
Ma per noi uomini queste due alternative hanno un colore diverso, ti danno una sensazione differente, un’emozione agli antipodi. Da una parte c’e' una tua identita', dentro la tua testa, che ti dice: “Non accettare di chinare la testa! Non farti mettere le briglie! Tu sei forte, tu meriti molto, la vita e' breve, non farti fregare, da vecchio avrai enormi rimpianti perche' non hai avuto il coraggio di osare e vincere. Si vive una volta sola”  E’ un’identita' che ti dice: “Lascia questa donna potrai trovarne altre, anche a tre per volta”. Questa identita' nutre sentimenti ribelli, vitalistici. Ama i cibi piccanti, i colpi di scena, gli oggetti appariscenti, e' trasgressiva, non e' incanalabile. Non e' disposta a passare l’equivalente sentimentale di una vita da contabile dietro una scrivania. Ama l’arte, l’estremo, la festa, i fuochi d’artificio, il pericolo, l’ebbrezza. E’ esaltante! E’ colorata.
L’altra identita' sembra un po’ noiosa. E’ un’identita' metodica, che soppesa i pro e i contro, che pensa in termini di anni, di direzioni, di lunghi percorsi. E’ un’identita' che sa stare zitta, che riflette, che si mette nei panni dell’altro, che cerca di mediare, di proteggere, di curare. E’ un’identita' che ti dice: “Ma sei proprio sicuro che quello che vuoi e' ricominciare da capo? Ripercorrere la lunga trafila di avventure senza valore, con scarso godimento… Ritrovarti con una persona che non conosci, nudi nel letto e chiederti: checcazzo ci faccio io qui? Che cos’ho da spartire con questa tipa? Come faccio a sganciarmi il piu' velocemente possibile?

E l’identita' piu' sfrenata ti dice: “Vuoi la minestra tutti i giorni o la torta una volta l’anno?
Meglio un giorno da leoni o 100 anni da pecora?”

Ma l’identita' piu' casalinga chiede: “Ma siamo sicuri che questo giorno da leone valga poi cosi' tanto? Voglio veramente ruggire? E poi ci sono pecore e pecore. Chi raggiunge i risultati piu' sostanziosi: uno che e' capace di prendere fuoco e bruciare in un attimo o chi e' in grado di dare una martellata al giorno per 100 anni?”

Ma a questo punto entra di mezzo la storia che ci insegnano a scuola, la storia raccontata dai documentari televisivi e dai romanzoni.
Quando il popolo e' riuscito a liberarsi dal giogo dei nobili e dei re?
Quando c’e' stata la rivoluzione francese, le barricate, la presa della Bastiglia, le donne col seno scoperto e la bandiera in mano, in piedi sulla barricata della rivoluzione… E tutti quei nobili finiti sulla ghigliottina. Una grande avventura narrata per secoli come una storia di ribellione romantica, estetica, trascendentale.
Balle.
La Rivoluzione Francese e' stata un disastro. Un inutile spargimento di sangue. Subito dopo i nobili, sono stati i rivoluzionari sinceri ad avere la testa tagliata.
L’Inghilterra ha conosciuto il trionfo della borghesia e dei diritti dei cittadini prima della Francia, senza decapitazioni in piazza. Agli inizi del 1800 le macchine a vapore hanno creato l’industria moderna e arricchito talmente gli imprenditori che a quel punto comandavano di fatto anche se il potere era formalmente ancora nelle mani della nobilta'.
La riforma dello Stato ha poi ratificato questi nuovi rapporti di forza.
In Inghilterra la rivoluzione industriale ha dato il potere economico ai capitalisti e i nobili hanno fatto un passo indietro. Perche' il potere ce l’ha chi ha i soldi e le forme della politica si piegano spontaneamente a questo stato di cose.
Le forme costituzionali sono solo l’ombra dei reali rapporti di forza.

Usando la stessa logica, che pone l’accento sull’aspetto scenico degli eventi, i libri di storia ci magnificano le gesta del grande generale Giulio Cesare che cavalca alla testa dei suoi uomini sopra un bianco destriero grazie al suo coraggio e alla sua genialita'.
Ma se andiamo a analizzare le ragioni delle vittorie dei grandi generali scopriamo continuamente che il fattore GENIO INDIVIDUALE e' alla fine un elemento secondario nel determinarsi della vittoria.
Al di la' di singoli colpi di genio o di fortuna, le guerre le vincono sempre gli eserciti che hanno alle spalle una tecnologia e un’economia capaci di dedicare maggiori risorse alla guerra.
Alessandro Magno vince perche' ha in dotazione cavalli domati in modo eccelso: la sua cavalleria era capace di manovrare durante la battaglia fermando istantaneamente una carica al galoppo e invertendo subito dopo la direzione. Si scontravano con eserciti che quando la cavalleria partiva alla carica poi non la fermavi piu' perche' i cavalli erano domati male. I Macedoni avevano poi imparato a usare in battaglia la formazione a falange: un muro di scudi e di lance e riuscirono a creare addirittura una falange a cavallo. Poi avevano le catapulte e le macchine d’assedio migliori del mondo in quantita' enorme e valenti artigiani al seguito capaci di costruire ponti, torri e addirittura alzare di parecchi metri una montagna per arrivare a montare le catapulte piu' alte del livello delle mura nemiche.
Cesare vince i Germani semplicemente costruendo in pochi giorni un ponte di barche sul Danubio in piena. I Germani, che non avevano mai visto niente del genere, fuggono terrorizzati. I Mongoli vincono gli europei e gli arabi perche' hanno bombe, razzi esplosivi, gas asfissianti e lanciafiamme. E gli Europei sbaragliano gli Incas e i Maya perche' hanno spade di acciaio, armature, fucili e cavalli. E gli alleati sconfiggono Hitler perche' hanno un’economia spaventosamente piu' potente e producono cento aerei per ogni aereo abbattuto. Americani e Inglesi subiscono una serie di sconfitte clamorose, lo sbarco in Normandia e' un delirio, i carri armati sono delle ciofeche, i generali sono isterici ma alla fine i nazisti non reggono alla misura delle forze messe in campo.

Se poi portiamo questo ragionamento sul terreno dei bilanci personali scopriamo innanzi tutto che la scelta tra impegnarsi in una storia d’amore e sfarfallare qua e la' premia chi riesce a tenere in piedi la propria relazione negli anni: vivono di piu' le persone che hanno trovato un’anima gemella.
Rompere tutto e' scenografico, momentaneamente appagante per il super io, ma alla lunga crea dei problemi.
Ad esempio perche' l’essere umano ha bisogno di stabilita'.
Gia' siamo nei casini perche' ci e' saltata la socialita' istintiva del branco animale. Se mi togli anche il bozzolo del nucleo famigliare entro in ansia e mi ammalo!
Non e' bello ammettere che abbiamo bisogno degli altri. Faccio piu' colpo se dico: io sto bene da solo, io non ho bisogno degli altri, io basto a me stesso.
Ma e' una balla. La nostra natura e' quella di bestioloni socievoli e teneroni, che amano stare al sole a spulciarsi e leccarsi reciprocamente i graffi.
Questo ci piace veramente, profondamente. Abbiamo bisogno di aria, di acqua, di cibo, di coccole.
E anche di sesso.
Quando pensiamo al sesso e' facile cadere in certe fantasie… Quel modo di fare sesso esagerato che imperversa nei film porno. Posizioni acrobatiche, succhiamenti forsennati a velocita' da formula uno, stantuffamenti da 120 colpi al minuto. Una roba tutta: ti prendo, sono potente, guarda come ti trivello bella cavallona. Esibizione. Trasgressione. Desiderio di sesso a chili, quantitativo.
Ma questo e' il piacere?
Il massimo dell’orgasmo, della sensazione fisica del piacere genitale lo ottengo quando lei me lo risucchia facendo vorticare la lingua a 200 all’ora?
Se me lo succhiano in due godo il doppio?
Io sinceramente il massimo orgasmico lo tocco dopo un massaggio dolce di un’oretta, quando il mio pene viene sollecitato con estrema delicatezza.
L E N T A M E N T E.
Si'. Qualche volta e' divertente fare anche la stantuffata stile caterpillar con trivella idraulica. Anche cosi' puoi avere un buon orgasmo. Ma quando sono rilassato, morbido ed emotivamente coinvolto godo di piu'. Molto di piu'.

E godo di piu' con una donna con la quale faccio l’amore da anni. Su… diciamolo… e' raro che durante le prime scopate raggiungi il massimo del godimento, non ti conosci, non c’e' confidenza. Certo c’e' piu' emozione, c’e' la novita', ma se dobbiamo misurare i kilotoni di potenza del piacere, io sinceramente il massimo inizio a sperimentarlo dopo un migliaio di volte che faccio l’amore con una donna, e piu' passa il tempo piu' il piacere cresce.

Lo so che molti stanno storcendo il naso.
Balle, dici cosi' perche' speri di fare bella figura con tua moglie che sta sospettando che tu la tradisci con una ventenne pettoruta… Ed e' vero.

Lo so che porgo il fianco ai sospetti e alle risatine incredule.
Ma chiedete in giro. C’e' molta gente che la pensa sinceramente come me. Io ho avuto la fortuna di vivere la rivoluzione sessuale prima dell’Aids. E’ durata poco ma abbiamo scopato veramente tanto.
In particolare se eri un fumettaro pacifista vegetariano new age. Avevamo depenalizzato il sesso. Anzi, c’era un obbligo morale a scopare il piu' possibile con tutti.
Io a un certo punto non ne potevo piu'.
Era diventata una cosa sportiva, una specie di sollevamento pesi. Era certo gradevole cambiare donna ogni giorno ma non era profondamente appagante.
Non era neanche rassicurante. Era destabilizzante.
Poi ho scoperto che il mio piacere vero aveva bisogno di tranquillita', di farmi sentire a casa, un amante complice non un’amante da conquistare. Un frutto da cogliere assieme non un frutto da rubare.
Voglia di rapporti di qualita'.

E qui entriamo nel vivo di un discorso difficile da mandar giu'.
Parliamo di fedelta'.
Per anni siamo stati convinti, noi rivoluzionari floreali, che la nostra natura sessuale fosse quella dei bonobo: sesso con tutti a oltranza. I bonobo costituiscono relazioni di coppia stabili per tutta la vita ma poi fanno sesso con tutti. La coppia si basa su altri comportamenti oltre a un’assiduita' sessuale: spulciarsi, dormire vicini, accudire i figli, coccolarsi e avere una precisa posizione reciproca in caso di pericolo.
Credo che questa sia la forma naturale anche per gli umani, e so che per millenni e' stata praticata con gioia e vantaggi enormi da moltissimi popoli.
Ma sono nato nel 1955 in Italia, sono cresciuto a film western, ho la cultura del maschio dominante, della gelosia, della faida.
Per anni ho praticato la coppia aperta.
Ho pianto perche' la mia donna stava scopando con un altro e lo sapevo. E ho soffocato questo dolore perche' anch’io ci guadagnavo potendo andare a letto con chi volevo.
Ma poi mi sono chiesto: e' questo che voglio?
Il mio modesto parere e' che la coppia aperta e' una boiata pazzesca!
Un sistema per farsi male in quantita' industriali.
E vaffanculo, mica me l’ha ordinato il dottore.
Se mia moglie e' a casa da sola con un essere di sesso maschile prima di entrare in casa busso forte, perche' non si sa mai e non mi va di sorprendere qualcuno a letto. E se mia moglie mi tradisse lascerei correre.
Ma sono proprio contento che ne' a me ne' a lei, a oggi, interessi avere relazioni sessuali con altri. Mi da' una gran tranquillita' pensare che puo' anche succedere ma non e' proprio obbligatorio per motivi politici.
E sinceramente non essere sempre li' in tensione che devi sedurre qualcuno senno' ti senti un perdente mi rilassa.
E’ una calma profonda che vale parecchie scopate con avvenenti sconosciute.

Non dico che se vedo una bella ragazza non mi piace. Mi piace, la guardo, ma mi sembra cosi' complicato arrivare poi a letto. Entrare nel mondo delle relazioni clandestine oppure buttare via un rapporto meraviglioso per la vita per qualche scopata…
Non vale la pena, il gioco non vale la candela. Potra' essere magari una buona amica, avere un ruolo nella tua vita anche senza sesso. Non sto dicendo di limitare le relazioni, di chiudersi nella coppia, io e Eleonora conosciamo centinaia di persone ogni anno. Magari lei torna alle 3 di mattina perche' e' restata ad Alcatraz a fare una gara di barzellette. Piena autonomia, piena indipendenza. Ma io so che il suo bersaglio sessuale sono io e questo mi da' serenita'. Una cosa impagabile (e viceversa).
E’ cosi' grave non mandare la palla in rete?
Non segnare il punto di una scopata?
Ma chissenefrega!

Un attimo fa ho scritto che per gli animali, oltre al sesso c’e' il piacere di spulciarsi, dormire vicini, accudire i figli, coccolarsi e avere una precisa posizione reciproca in caso di pericolo.

Sentirsi all’interno di un sistema di difesa collettivo in caso di pericolo credo sia un grandissimo piacere fisico. Una sensazione di pelle di tranquillita' e completezza.
Oggi, dopo la disgregazione consumista della famiglia patriarcale tradizionale questa sensazione ci manca.

Molte persone non hanno alle spalle un sistema famiglia che li protegge.
E non solo si e' disgregata la famiglia, ma pure la parrocchia, la sezione di partito, il sindacato, le associazioni hanno smesso di essere reali strutture di protezione reciproca, di mutualita', assistenza e cooperazione.
L’umano del 2010 e' molto solo. Nuove strutture socializzanti si stanno sviluppando ma sono ancora in germoglio (i social network, gli ecovilaggi, il cohousing).

Sentirsi parte di una rete di mutua assistenza e' essenziale per il nostro benessere quanto il cibo.
Decine di statistiche su migliaia di casi ci dicono che le persone rissose, sospettose, musone vivono meno di quelli ottimisti socializzanti e dotati di senso dell’umorismo. Questo succede proprio perche' i musoni tendono a isolarsi.
La socialita' agisce sul benessere fisico direttamente perche' uno stato d’animo conviviale attiva la produzione delle dopamine in quantita' massiccia.
La socialita' ha un potere straordinario: baciarsi con amore o regalare qualche cosa sono attivita' capaci di attivare il sistema immunitario, grazie alla produzione di dopamine, meravigliose droghe naturali, e combattere un’influenza piu' efficacemente di un’aspirina.
Questa nostra natura e' iscritta nel nostro DNA. Noi abbiamo in testa, da qualche parte, imperativi assoluti che ci spingono a costituire reti di relazioni. I branchi animali hanno una precisa divisione dei compiti e della posizione nello schieramento difensivo in caso di attacco nemico. Ad esempio, quando una cavalla allo stato brado partorisce, intorno a lei si forma un cerchio che comprende le figlie e la capo branco, intorno le sorelle e la madre, un cerchio successivo e' costituito dalle altre femmine del branco, poi c’e' il cerchio lungo dove montano la guardia i maschi adulti, piu' all’esterno ancora i puledri che generalmente sono presi da esaltazione e scalciano qualunque foglia si muova.
In natura i branchi di scimmie sono indissolubili. Si nasce e si muore all’interno del proprio branco.
Questo legame e' molto piu' forte e basilare di quello sessuale.
L’umano moderno spesso e' privo di branco e cambia lavoro, citta', nazione.
Uno stress enorme dal punto di vista animale.
Chi ha provato a mettere insieme 5 cavalli che non si conoscono, liberi in una valle, sa quante risse si verificano. I cavalli sono agitati e nel primo anno puoi scommettere che avverranno incidenti di ogni genere. Poi piano piano il gruppo si omogeneizza, si stabiliscono i ruoli e tutto inizia a girare per il verso giusto.
Lo stesso vale per gli umani.
Abbiamo bisogno di stabilita' nei rapporti sociali.
Abbiamo bisogno di sentirci protetti dal gruppo.
La funzione protettiva della coppia assume un’importanza cruciale, in una situazione nella quale la maggioranza delle persone e' senza un branco solidale.
E visto che il branco primordiale si e' dissolto, costruirsi il proprio branco e' una priorita' centrale nella vita di una persona ma anche avere una storia d’amore stabile e' una grande sicurezza.
Da questo punto di vista una storia di vero amore da' benefici enormemente superiori a 100 storie di una notte.

Far parte di circuiti di solidarieta' e cooperazione e' un elemento importante per il nostro benessere psicologico e fisico.
Lo spessore delle relazioni positive determina la capacita' di superare le crisi.
Ogni volta che con un amico o un amante riesci a rinnovare la relazione, a comprendere le ragioni dell’altro, a ritrovare il piacere di stare insieme, aumenti lo spessore della tua fiducia, della tua capacita' di capire gli altri e acquisti determinazione nel continuare a coltivare le relazioni nonostante le difficolta'.
Chi fugge ogni volta che una storia si fa difficile e bisogna arrivare a riconoscere i propri errori, non riuscira' a crescere emotivamente e sentimentalmente e non avra' nessuna fiducia nella solidita' e continuita' delle relazioni.
Quando si litiga hai la convinzione di avere ragione. Tutte le ragioni. Mille volte.
Ma non e' mai vero. Mia nonna Pina mi diceva che un soldato da solo non fa la guerra.
Quello che dobbiamo superare e' la convinzione di avere tutte le ragioni. Capire il punto di vista dell’altro, ammettere le proprie insensibilita'. Ammettere. Scusarsi.
Non c’e' niente che sia piu' difficile, piu' profondamente eroico del cercare l’amore quando va a pezzi.
Non c’e' una carica di cavalleria che esprima la stessa potenza di fuoco, lo stesso sprezzo del pericolo, lo stesso coraggio, la stessa abnegazione.
E’ una roba da guerrieri, non da ragazzini esaltati.

Quando vivi, a volte vai a sbattere contro una tragedia.
Quando sei morto difficilmente ti succede.
Quando attraversi la palude del dolore con una persona che ti ama che cammina con te, ti stupisci.
Si', ti stupisce che un altro essere umano ti ami talmente da sopportare di starti vicino nel tuo momento peggiore. Accettare di vederti soffrire, di soffrire con te.
Queste sono cose che neanche gli Dei sono capaci di fare.
Sono cose di un livello superiore.
Quando poi fai l’amore, o anche solo ti abbracci con una persona con la quale hai vissuto questo, e' diverso.

E se invece vuoi cambiare il mondo cosa fai?
Le battaglie con la polizia?
Quando ero un ragazzo pensavo che l’essere comunista si misurasse con la capacita' di restare fermi quando la polizia caricava.
Io era un pauroso totale e il terrore era talmente tanto che mi venivano delle coliche renali durante i cortei.
Poi un giorno decisi che dovevo aspettare di vedere il bianco degli occhi dei poliziotti prima di lanciare il mio sasso. L’avevo sentito dire in un film. Quello che avevo in mano era un sassolino che non avrebbe fatto male a un topo, ma non mi interessava far male a un poliziotto. Volevo solo dimostrare a me stesso che potevo restare fermo mentre i poliziotti mi venivano addosso.
Tutti i compagni erano scappati. Io stavo in mezzo alla strada. Uno squadrone di polizia mi veniva addosso e io ero da solo. E non riuscivo a vedere quel cazzo del bianco degli occhi.
Poi l’ho visto, ho lanciato il sassolino simbolico, mi sono girato e ho fatto 100 metri in 9 secondi e 4 decimi. Forse meno. Ero contento perche' non ero piu' un vigliacco.
Ma e' veramente questo il coraggio?
Il bel gesto eroico?
Serve veramente scontrarsi con la polizia, sventolare le bandiere, riunirsi in piazza a insultare il governo, urlare forte?
Questo cambia il mondo?
Oppure si cambia il mondo inventando il martello, la tessitura, la pizza, il mambo?
Abbiamo da fermare la fame, la guerra, l’inquinamento. Dobbiamo costruire l’economia etica e smettere di finanziare con i nostri soldi l’impero del male.
E dobbiamo inventare nuovi modi di coltivare l’orto, fare politica e ballare.
Non abbiamo eroi.
Abbiamo voglia di lavorare.

Gli eroi romantici hanno fatto il loro tempo, appartengono a un’epoca primitiva.
Noi siamo nati per costruire un mondo di pace. Oggi e' possibile!
Noi siamo quelli che si alzano al mattino sempre con la stessa idea in testa, siamo quelli che lavorano con metodo, sfidando i decenni.
Siamo quelli che amano una donna fino alla morte e che vogliono un mondo migliore per i loro figli.
Non vogliamo solo provare a costruire un mondo migliore. Vogliamo costruirlo veramente.
Cureremo le ferite di questa terra e costruiremo giardini pieni di fiori e di pannelli solari.
E daremo un senso nuovo, piu' profondo al mambo.
Amiamo vivere con calma. E chi va piano va sano e va lontano.
Siamo qui e ci resteremo per miliardi di anni. Fino a quando il sole restera' nel cielo.
Abbiamo fantastiliardi di fantabilioni di baci da baciare.

 

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