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[STAMPA] 'Don Giovanni in città'. Mercoledì 11 gennaio Dario Fo al Piccolo TeatroSi terrà (oggi) mercoledì 11 gennaio alle 20.30 al Piccolo Teatro Strehler (largo A. Greppi 1) Il "Don Giovanni e la Commedia dell'arte", lezione-spettacolo inedita di e con Dario Fo, prevista all'interno del programma Il Don Giovanni in città. La serata, originariamente prevista per il 5 dicembre, era stata a suo tempo rinviata per evitare al Nobel un affaticamento della voce in seguito ad un intervento alle corde vocali. L'ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili. I biglietti possono essere ritirati a partire da lunedì 2 gennaio attraverso i seguenti canali: biglietteria Piccolo Teatro Strehler – aperta tutti i giorni, escluso il 6 gennaio, dalle 9.45 alle 18.45 e domenica dalle 13 alle 18.30 – e il web, all'indirizzo piccoloteatro.org/dariofo. fonte: mentelocale.it
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emozioni da ieri sera
carissimo Dario,
non offenderti per il tono confidenziale che non è irrispettoso ma dimostra l'affetto con cui ti ho seguito negli anni. Dalle prime rappresentazioni che seguii alla vecchia Palazzina Liberty, avevo solo 16 anni, in cui rimasi affascinata dalla splendida affabulazione, per me digiuna di teatro ma desiderosa di imparare, al punto da imparare a memoria alcuni pezzi del Mistero Buffo. La cosa più divertente era dover tradurre quel linguaggio meraviglioso che travalica ogni confine, alla mia amica del cuore di allora, originaria della Puglia con orecchie ostili alla comprensione.
Portai mio fratello appena adolescente ad un spettacolo dove recitavi insieme alla tua meravigliosa moglie Franca, al vecchio Teatro Cristallo di via Castelbarco, dove si raccoglievano fondi per i detenuti in rivolta del carcere di Trapani. E poi in tante altre occasioni...
Per la ricorrenza dell'8 marzo di una ventina d'anni fa circa, Franca venne a Cesano Boscone con uno spettacolo sulla violenza sulle donne e mi fece una dedica per la mia bambina che conservo con cura. Allora aveva solo pochi anni e ora è una giovane donna che ne compirà 23 proprio la settimana prossima. Mio figlio david è riuscito a trascinare alcuni suoi amici, che non avevano mai messo piede a teatro prima d'allora, ad applaudirti dopo la rappresentazione del Mistero Buffo nel 2010, mi pare.
Quando i miei ragazzi erano piccolini, e li scarrozzavo in macchina qua e là, oltre alle filastrocche in dialetto milanese mi sentivano raccontare pezzi del Bonifacio VIII o raccontavo del bambino Jesus, terùn di Palestina.
da ragazza provai a fare gli esami di ammissione alla scuola del Piccolo, ma volevano la frequenza obbligatoria e invece andai a lavorare presto. Seguii per un po' le lezioni alla compagnia dei Rabdomanti di Cesano Boscone (dove abitavo) quando ancora c'era Alberto Sala. per me era davvero molto importante riuscire a esprimermi, sopratutto perchè ho iniziato a balbettare all'età di 3 anni e vivevo la recitazione come una specie di riscatto.
adesso dopo tante vicissitudini personali sono più serena e sicura di me e non mi serve avere riconoscimenti esterni, basta il mio divertimento nel parlare imitando vari dialetti e altre piccole cose. Ma al teatro devo tanto perchè mi ha fatto scoprire un mondo nuovo. i miei genitori avevano la cultura del lavoro, tutto il resto era una perdita di tempo. Solo mio padre, nato nel 1028, andava da giovane allo Smeraldo a vedere la rivista e sopratutto ad aspettare le ballerine all'uscita.
una volta un suo amico rubò un camion in viale Monza, a Turro dove abitavano, perchè si era innamorato di una ballerina e doveva raggiungerla ad ogni costo. Ne combinavano tante, a volte andavano al Carminati di p.za Duomo con le moto, magari in 15 o 20 moto, portando un pentolone da casa a farsi dare la trippa. Storie di una Milano che non c'è più, come il mio papà che è morto lo scorso anno.
Ieri sera siamo venuti ad ascoltare la lezione sulla commedia dell'arte, meravigliosa e intensa.
Ero con il mio compagno, ritrovato dopo 33 anni ma è un'altra storia, mia figlia e il suo ragazzo. sai qual è stato il commento di Gaia all'uscita?
"mamma sai che mi veniva voglia di abbracciarlo, proprio come se fosse un nonno speciale".
Mi sono commossa ieri sera, e mi auguro di poterti seguire ancora, poter ascoltare le giullarate e sono immensamente felice di essere riuscita a dare ai miei ragazzi il piacere del teatro anche grazie a te e Franca.
con profondi stima e affetto,
Patrizia