22 cose che la sinistra deve fare e non ha fatto - 4° punto

4) Utilizzare nuove forme di lotta. Voti ogni volta che fai la spesa

Cos'è la globalizzazione?  Gli albanesi sbarcano in Puglia e a Milano sono esasperati
(Ellekappa)

Per un secolo e mezzo la forza del movimento progressista è stata quella delle masse operaie concentrate nelle città industriali.
Lo sviluppo tecnologico ha ridotto enormemente il numero degli operai e quelli che sono rimasti ora sono in piccole aziende sparse sul territorio. Oggi non esiste grande differenza salariale tra un metalmeccanico, un impiegato di un call center, una commessa e un lavoratore della new economy ma questa proletarizzazione dei ceti medi non si è tradotta in compattezza sindacale di tutti i lavoratori. Le figure sociali dei dipendenti si sono diversificate enormemente e questo ha portato a una grande difficoltà nell’organizzare e unire le rivendicazioni.
Ma d’altra parte è nato un grande movimento sindacale che riunisce tutti i cittadini in quanto consumatori e questo movimento è oggi la più grave minaccia per le multinazionali.  Sempre più, infatti, i consumatori non si limitano a combattere le frodi ai loro danni ma vogliono intervenire sulla qualità “totale” del prodotto. Si è calcolato che nel 2001 il 47% degli americani e il 27% degli italiani hanno rinunciato a comprare almeno un prodotto perché non gradivano le scelte etiche dell’azienda che lo proponeva.
Molte multinazionali hanno sperimentato amaramente che è sufficiente che il 4-5% dei consumatori rifiuti i loro prodotti per scatenare il panico negli investitori e causare un crollo in borsa. Questo movimento si sviluppò notevolmente all’inizio degli anni ottanta con gli scioperi degli acquisti degli spinaci in California in sostegno dei braccianti agricoli messicani. Oggi esiste un movimento  sostenuto da migliaia di comitati in tutto il mondo.
Alla fine del 2001 è bastato che un gruppo di risparmiatori, capeggiati da un’associazione di pensionati inglesi, minacciasse di ritirare i propri risparmi dai fondi di investimento che contenevano azioni della Glaxo perché questa casa farmaceutica accettasse di vendere a prezzo di costo le medicine salvavita in Africa.  
La sinistra tutta ha sempre snobbato questa forma di lotta. Non occupandosi neppure di dare notizia sui suoi giornali delle vittorie ottenute da questo movimento.
Va invece compreso che si tratta della più grande leva di cambiamento che abbiamo nelle mani. Nessuna azienda potrebbe più fregarsene di come produce e di cosa produce se sapesse che anche solo il 10% della popolazione compra seguendo non la pubblicità ma l’eticità e la qualità dei prodotti.
È necessario far crescere il numero dei consumatori informati e appoggiare lo sviluppo di enti indipendenti di certificazione etica e di qualità.
Da questo punto di vista internet ha aperto prospettive enormi. Milioni di persone ormai comprano sulla base delle recensioni fornite da altri consumatori.
Siti come www.ciao.com sono dei sistemi di referenza sulla qualità, autogestiti direttamente dai consumatori. Non ci vorrà molto per avere un sistema di referenze che oltre alla qualità del prodotto segnali il suo percorso etico ed ecologico.
(continua)

(I primi tre punti su http://www.jacopofo.com/node/4654)