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Cos'hai da fare di meglio che scrivere un romanzo con me?

Ho quasi 55 anni e ho 10 grandi romanzi storici da scrivere.
Storie grandiose di persone incredibili che si sono rifiutate di accettare una realta' ingiusta e hanno vinto.
Voglio raccontare gli amori di questa gente, la passione e come siano nate le idee che li hanno portati a vincere.
Voglio scrivere dei grandi mattoni da 600 pagine, di quelli che ti tengono incollati alle pagine. Voglio che migliaia di persone sappiano un pezzo di storia che nessun film di Hollywood ha mai raccontato.
Mi sono fatto due conti, ho da scrivere 6000 pagine.
E mi ha preso la paura di non riuscirci.
Allora ho pensato che sarebbe divertente scrivere un romanzo in gruppo.
Ci sono gia' state esperienze simili e hanno funzionato.
Ti interessa?

Non so come si puo' fare.
Iniziamo con un esperimento.
Ho scritto il trattamento della storia, la struttura. 
Discutiamone.
Come la impostereste la storia?
C'e' qualcuno che e' ferratissimo nelle ricerche? Chi adora scrivere storie d'amore? Un africanista che sa tutto della deportazione degli schiavi?
Vediamo se viene fuori un modo di collaborare. Poi, definita la storia piu' dettagliatamente, iniziamo a scrivere i capitoli. Ognuno ne scrive uno. Poi li discutiamo, li riscriviamo e li ridiscutiamo fino a che viene fuori qualche cosa di buono.

Disegni foto, video, racconto orale.

Allora la prima storia e' questa.

Africa. 1785. Un villaggio di neri matriarcali. Stanno preparando la festa piu' importante dell'anno. Una ragazza dopo alcuni giochi di corteggiamento si apparta con un giovane e fanno l'amore. (come si chiama una ragazza africana di una tribu' matriarcale africana? In Africa in che area vivevano?)
Arrivano gli schiavisti (chi sono?) che ne catturano molti, li deportano in Virginia.
La ragazza viene anche lei fatta schiava. Lei e' una apprendista sciamana, arriva in America e da alla luce un bimbo, John Horse.
(vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Black_Seminoles

e il sito dedicato http://www.johnhorse.com/trail/01/c/14.htm)

Nella terra Seminole si formano delle comunita' di neri fuggiti allo schiavismo. John Horse e la sua famiglia fuggono da una piantagione e vanno a vivere in uno di questi villaggi.
Scoppia la prima guerra contro gli schiavi fuggiti e i Seminole, con il massacro di centinaia di marrones (Schiavi fuggiti), asserragliati in un fortino. Jonh Horse e' ancora un ragazzo...

John Horse diventa famoso per il modo nel quale prende in giro i bianchi. Ad esempio riesce a vendere al colonnello Brooke 30 volte due tartarughe d'acqua, rubandogliele ogni notte per rifilargliele il giorno dopo. (Trovare altre storie di John Horse, era uno che si divertiva a fare scherzi che sono diventati leggendari, e' una specie di Pulcinella Guerriero).
E' una specie di Pasquino, i suoi lazzi entusiasmano i neri e gli indiani.

Jonh Horse diventa poi un allevatore, si sposa, possiede 90 bovini e un pezzo di terra. E' un benestante fino a quando gli europei dichiarano guerra un'altra volta alle comunita' libere di marrones (schiavi neri fuggitivi). 

Poi diventa uno dei capi del consorzio di tribu' nere e indiane che si uniscono nella nazione Seminole (precisare il rapporto).
Horse, quando la Seconda Guerra Seminole e' ormai imminente gira per la Florida e grazie alla sua notorieta' contribuisce molto a reclutare 300 schiavi che fuggono dalle piantagioni e si uniscono ai ribelli.
In battaglia continua a comportarsi come un pazzo esponendosi a grandi rischi (cercare racconti).

Storia d'amore.
Chi e' la moglie? Dove si conoscono? Con che rito si sposano?
Che succede nel loro rapporto?
Hanno figli?

Altre storie collaterali.
Oceola e' un mix tra indiani, irlandesi, neri e vari meticci.
Sua moglie e' una nera che viene rapita dai bianchi.
(che fine fa? Lui riesce a liberarla?)
Famoso il suo gesto di piantare un coltello sul foglio del trattato di deportazione proposto dal governo dei bianchi durante la Seconda Guerra Seminole.

All'inizio della Seconda Guerra Seminole Oceola vendica il rapimento di sua moglie uccidendo il responsabile insieme ad altri europei.

Battaglia
All'inizio della Seconda Guerra Seminole fanno fuori 102 soldati, un'intera compagnia, probabilmente attirati in una trappola.
Ma la guida indiana anche decenni dopo i fatti, continuava a negare di essere stato d'accordo con i Seminole... Ma alcuni osservano che fu molto rapido a buttarsi per terra quando dalla boscaglia parti' la prima scarica dei fucilieri ribelli.

Appendice
Articoli sui Seminole pubblicati sul blog
http://www.jacopofo.com/obama-neri-storia-censurata-matriarcato-tribunali-perdono

http://www.jacopofo.com/storie-jacopo-fo-seminole-indiani-non-si%20arresero-ora-ricchi

Jacopo Fo

 

Seminole news

Ho tradotto delle notizie "generiche" e alcune altre trovate su saggi e testi di etnomatematica di autori americani:

Nel paganesimo europeo la luna è femmina,il sole maschio.
Presso le popolazioni che hanno un passato da società nomade la madre è il centro della famiglia;l’uomo andava e veniva in base agli impegni che egli aveva per caccia e difesa del territorio.
Era quindi la donna a stabilire l’andamento della famiglia;perciò la donna era rappresentata dal sole dorato e costante e l’uomo dalla luna potente,ma mutevole a causa dei suoi continui viaggi ciclici nel cielo.
Gli sciamani venivano già scelti dallo Spirito alla loro nascita;c’erano 9 gradi di sciamanesimo,ognuno dei quali rappresentava uno dei 9 rami dell’albero del mondo.

Per quanto riguarda la parola “SEMINOLE” questa ha origine dalla pronuncia sbagliata degli europei della parola Creek “SIMANOLI” il cui significato è fuggiasco.
Il loro sistema di conteggio era in base 10,non esistevano simboli scritti,ma piuttosto del materiale con cui i numeri venivano rappresentati (semi o ciottoli) per descrivere fisicamente le quantità.
Il riferimento Seminole per indicare lo zero era l’equivalente di “avere nulla”.
I numeri molto grandi non erano necessari,quindi non esistevano parole per indicarli nello specifico. (L’avere “troppo” era considerato culturalmente inappropriato in quanto significava che la persona era avida e non disposta condividere con gli altri).Quando avevano la necessità di indicare numeri grandi lo facevano in altro modo:se ad esempio un Seminole doveva indicare il numero delle stelle in cielo diceva che ce ne erano talmente tante che non avrebbe terminato di contarle neanche se avesse contato per tutta la sua vita.
Le parole che seguono sono quelle usate per indicare i numero da 1 a 10 e fino a 100:
1 - Hum-kin
2 - Ho-ko-lin
3 - Too-chin
4 - Os-tin
5 - Chaw-kee-bin
6 - A-pa-kin
7 - Ko-lo-pa-kin
8 - Chin-na-pa-kin
9 - Os-ta-pa-kin
10 - Pa-lin
20 - Pa-lin-ho-ko-lin
30 - Pa-lin-too-chin
40 - Pa-lin-os-tin
50 - Pa-lin-chaw-kee-bin
60 - Pa-lin-a-pa-kin
70 - Pa-lin-ko-la-pa-kin
80 - Pa-lin-chin-na-pa-kin
90 - Pa-lin-os-ta-pa-kin
100 - Chope-kee-hum-kin

Per quanto riguarda la misurazione il corpo costituiva per I Seminole un ottimo standard di misura;per esempio: la distanza tra il naso e la fine di un braccio teso era usata per prendere le misure per gli abiti; per la costruzione delle loro case tradizionale dette “Chickees” veniva usata la “po-cus-wv e-mv-pe” (pronuncia: ba-giz-u-ah e-mobi) che può essere tradotto con “la lunghezza di un manico d’ascia”.
CHICKEES - Caratteristiche case Seminole fatte con un pavimento di assi di legno sollevato da terra,coperto da un tetto di paglia. La maggior parte delle volte non avevano pareti;per questo durante le piogge la casa veniva ricoperta da un telo per mantenerla asciutta. Questo tipo di struttura era ideale in quanto il clima era paludoso e l’altezza da terra impediva lo sprofondamento nel terreno e teneva i serpenti fuori casa.
Le distanze erano espresse in base al tempo che si impiegava per arrivare da un punto A ad un punto B;la velocità veniva misurata indicando i mezzi usati per viaggiare:il modo più lento era dato dal camminare a piedi,seguiva l’uso del carro e il modo più veloce era la canoa.
La matematica era spesso usata per spiegare concetti come l’età e il tempo che intercorreva tra alcuni eventi importanti:l’anno era calcolato con un ciclo di 2 stagioni.
Il gioco praticato presso i Seminole era lo stick ball,giocato uomini contro donne,il gioco tradizionale dei bimbi era simile al “mumble peg” (Appalachian): consisteva nel lanciare a turno un bastone appuntito in un mucchio di sabbia o terra,il punto era realizzato se il bastone si conficcava verticalmente e rimaneva così. Spesso veniva usato anche l’osso del ginocchio della mucca per fare questo gioco.

Ciaooo ;-)

Colui che da il respiro

Così gli indiani Seminole chiamavano il loro Dio: Breath Giver, colui che da il respiro.

Romanzo sui Seminole: discutiamo di stile di scrittura

Carissime e carissimi
Intanto che aspettiamo che qualcuno cucini una trama generale, o almeno ci provi per darci qualche cosa da cui iniziare, possiamo ingannare il tempo discutendo di stile.

Approfitto del lavoro di scrittura di Daniela76 (pubblicato qui sotto in data14/05/2010).

E parto dicendo che la struttura del racconto va bene, va bene il tentativo di collocare con nomi africani la narrazione.
Qui però bisognerebbe spiegare, tradurre.

Appena arrivata al villaggio Kai vide che tutte le donne dell’ onganda (((????))) erano riunite davanti all’ ondjuwo (((????))) di Abeke. Due parole ma bisogna dare un’indicazione.

QUI SOTTO SI EVIDENZIA UN'ALTRA QUESTIONE.
Kai guardò il giovane più da vicino:certo che era proprio bello!Aveva i capelli rasati sui lati e raccolti in due trecce piuttosto lunghe …..due trecce;questo,secondo la loro cultura, voleva dire che il ragazzo era in età da matrimonio ma non ancora sposato. ((ALLORA QUI C’è UN PROBLEMA: questo,secondo la loro cultura, voleva dire che E’ COME SE LA VOCE NARRANTE SI IDENTIFICASSE CON QUALCUNO DELLA NOSTRA CULTURA. IO NON FAREI QUESTA ROTTURA. USEREI UNA CHIAVE TIPO TELECAMERA CHE SEGUE SENZA DAR GIUDIZI O POSIZIONARSI RISPETTO GLI EVENTI. TOGLIEREI QUALUNQUE COSA RALLENTI IL RACCONTO))))

E ORA LEGGIAMO QUI:
Abeke presentò i due giovani senza tanti convenevoli e rapidamente si dileguò.
I ragazzi,dopo un primo interminabile momento di imbarazzo,iniziarono a parlare del passato,dei giochi che erano soliti fare insieme,delle leggende degli antenati che Abeke raccontava loro:si,era come se non si fossero mai lasciati ed ora Kamau,il suo amico d’infanzia,il compagno di mille scoperte e avventure,era lì ancora una volta vicino a lei per condividere un altro evento importante della sua vita!
Mentre Kai era assorta nei suoi pensieri il tempo e il momento della cerimonia arrivò:fu Abeke a darle inizio recitando un’antica formula che veniva tramandata oralmente da secoli e che segnava per le giovani Himba l’ingresso nell’età adulta;Kai mantenne un atteggiamento solenne per l’intera durata della cerimonia,finchè poi tutta la sua gioia esplose nelle danze Himba che,tradizionalmente,seguivano il rito.

TUTTO QUESTO PEZZO E’ OK PER QUEL CHE NARRA MA NARRA RIASSUMENDO IL SENSO DELLE AZIONI INVECE DI DESCRIVERE LE AZIONI.
IO RISCRIVEREI LE ULTIME RIGHE COSì:

Kai era assorta. I suoi pensieri nuotavano tra gli avvenimenti della sua vita. Si ricordava il coccodrillo che aveva visto lungo il fiume, una volta, le danze delle donne vestite con pellicce e criniere di erba secca, si ricordava in particolare delle grida che lanciavano per scacciare la malasorte. Grida che facevano quasi dolere le orecchie. E si ricordava quando suo padre era venuto a fare visita alla casa e le aveva portato un cane bianco, molto piccolo.
Kai sentì Abeke che suonava il tamburo grande, quello che emetteva un suono basso, erail momento di andare.
Una donna estremamente vecchia, che aveva fatto nascere sia sua madre che sua nonna, era ricoperta da un mantello di pelli di pecora rasate col fuoco, cucite e dipinte. In testa aveva una maschera che sembrava il muso di una tigre. Agitava un mazzetto di rametti di carruba. I frutti, ormai secchi dentro i baccelli, sbattevano producendo un suono simile a quello che il serpente a sonagli produce agitando con la sua coda.
Kai era felice, entro poco sarebbe diventata una donna adulta e la femminilità sarebbe esplosa dentro di lei. Nessun uomo l’avrebbe più trattata come una bambina incapace di amare.
Ora tutti gli uomini l’avrebbero considerata. Lei era una giovane madre.
Kai stava attenta a non muoversi. Una donna doveva dimostrare di avere i piedi saldi sulla terra. Sulla testa teneva in equilibrio una grande anfora piena d’acqua. Era abituata a farlo, tutti i giorni e non aveva mai rovesciato una goccia d’acqua. Ma ora c’erano i fuochi, le danze, la vecchia levatrice che le urlava parole incomprensibili nella lingua degli avi che tutti avevano dimenticato. E si sentiva talmente emozionata da non saper più reggere un’anfora sulla testa.
Poi l’anziana del villaggio le gettò addosso dell’acqua, le infilò in bocca della farina di …………., un frutto velenoso che doveva essere lavato e essiccato per diventare cibo buono. Con le dita intinte dentro miele e terra rossa le tracciò dei segni sul ventre e sulle cosce.
Poi toccò e nominò tutte le parti del corpo della ragazza incoraggiandole ad essere forti. Intanto la musica dei tamburi si faceva sempre più avvolgente. E tutto lo spazio attorniato dalla gente era pieno di odori forti. Si bruciavano erbe aromatiche e una polvere che veniva da lontano. Tutti bevevano birra di orzo fermentato nelle zucche dure che crescevano da quelle parti sopra gli alberi morti.
Le coltivavano facendole crescere verso l’alto per evitare che pecore e bovini se le mangiassero.
Un uomo entrò nel cerchio rituale.
Gridò forte. Aveva una maschera di legno sul viso che rappresentava un toro rosso.
La vecchia sciamana lo colpì violentemente con una canna di bambù.
Poi gridò tre volte.
Subito dopo le donne gridarono tutte insieme e Kai seppe di essere diventata donna.
E finalmente potè danzare di fronte a tutti la Himba che aveva provato e riprovato di nascosto, con le sue amiche.
Tutto il corpo doveva muoversi assieme, poi doveva restare immobile, poi ancora uno scatto, poi ferma. Sempre più veloce fino a diventare un tremore violento che prendeva tutto il corpo incentrandosi sui fianchi. La gonnellina di foglie seccate e dipinte avrebbe aumentato l’apparenza di quello scuotimento.
Zama le aveva detto che gli uomini erano molto interessati a questo movimento. E lei, sapeva bene perché.

(((Quel che ho cercato di fare qui è tradurre il racconto di Daniela che procede per concetti, in una sequenza di gesti o sensazioni. Far vedere quel che succede rende secondo me anche più facile scrivere.)))

Note: Non uso la parola ORA (orario) perché si suppone che queste tribù non avessero orologi né il concetto di ora. Come ho detto ci sarebbe una rottura tra il naratore e quel che descrive…))))

((((STESSO PROBLEMA PER LA DESCRIZIONE DELLA SCENA DI SESSO.)))))

L’accarezzò,la portò al limite poi furono una cosa sola e il maschio turgore di lui trovò rifugio nell’accogliente femminilità di lei. I loro corpi,tesi fino allo spasimo nel momento di massimo piacere,si
rilassarono l’uno contro l’altro felici ed appagati.....

(((((((((RACCONTI PER CONCETTI. IO PROVEREI INVECE A PARTIRE DA COSA CERCA, COSA IMMAGINA UNA GIOVANE DONNA DI UNA TRIBù SEMI MATRIARCALE DEL 1700.
Io starei stringato sul sesso sennò ci giochiamo milioni di lettori… Racconterei l’emozione inventandomi un dialogo, o un pensiero di lei, o descrivendo solo un piccolo gesto come una lieve lenta carezza sul collo. Niente di più, ma un’azione.
Spero di essermi capito )))))))))

Yes!!!

ok capito: più "occhio di telecamera",meno concetti ____in effetti l'azione descritta come tale rende tutto molto più coinvolgente :)
grazie ;)

la prima guerra seminole

dunque... ho concluso un altro capitolo del libro che sto leggendo. Prima pero' del riassunto volevo proporre 2 cose:
1- credo ci serva un blog a parte per avere tutto il materiale in maniera ordinata: uno spazio per la storia, uno per la trama, uno per i pezzi che scriviamo ecc.. altrimenti diventa un po complicato tenere un filo del discorso.. oppure una struttura tipo quella che ha il gioco dei regali( http://www.jacopofo.com/forum/58 )...
2- abbiamo tutti skype? in quel caso possiamo darci un appuntamento settimanale o bisettimanale... giusto una mezz'ora per scambiarci le idee come giustamente consiglia jacopo. decidiamo un giorno che va bene a tutti... magari dopo cena cosi' e' piu' semplice che dite? per me va bene sempre tranne martedi'. fatemi sapere le vostre disponibilita'.

sto contattando un professore universitario in florida....

ecco che arriva il riassuntoooooooo........

LA PRIMA GUERRA SEMINOLE

La FLORIDA e’ spagnola per tutto il diciottesimo secolo ad eccezzione dei due decenni dal 1763-83 che passa sotto il dominio inglese. Gli americani hanno comunque sempre interesse a levare la florida agli spagnoli e spingono sul confine con georgia, alabama e florida.
-1790 William Augustus Bowles of Maryland e’ un bianco atipico che decide di mettersi a capo degli seminole e dei creek meridionali. Fonda Muskogee popolata da muskogeans. Muore nel 1805 in una prigione spagnola ma il suo operato riesce ad incrinare i rapporti tra indiani e americani della georgia e alabama
-1774 Molti schiavi neri scappano dalle piantagioni e si insediano in florida. Molti diventano “schiavi” dei seminole ai quali devono un terzo del raccolto. Essi erano ottimi guerrieri, molto intelligenti ed erano bilingui (inglese, creek. Utilissimo). Gli americani accusano gli indiani di rubargli gli schiavi. I creek senza un consenso dei seminole firmano un trattato dove attestano di restituire gli schiavi>>questo inasprisce i rapporti creek-seminole
-1812 Il governatore spagnolo Kindelan aizza gli indiani contro gli americani e a condurre piccole invasioni in georgia. Di conseguenza il colonnello Daniel Newnan porta i suoi in territorio spagnolo per attaccare il nucleo indiano. La battaglia durera’ dal 27 settembre all’11 novembre. I seminole capitanati dal re payne vincono gli uomini di newnan. Questo fa molto inalberare gli americani.
-1813 Arrivano rinforzi dal tennessee col colonnello john williams che brucera’ 386 case indiane, distrugge i raccolti e rapisce il bestiame.
-1813-14 GUERRA CREEK (dettaglio nel post precedente) che vede i creek contro i bianchi. Andrew Jackson ha la meglio sui creek ai quali confisca le terre. Molti profughi si rifugiano dai seminole
-1814 EDWARD NICOLLS luogotenente colonnello della marina di sua maesta’ di Inghilterra arruola alcuni mikasuki lungo il fiume apalachicola. Costruisce un fortino che nel 1816 lascia agli indiani. Esso viene pero’ subito occupato da una banda di neri e verra’ chiamato negro fort. (in florida nel territorio spagnolo a 60 miglia dal confine americano). Esso giace lungo le sponde dell’apalachicola e quindi interferice con i rifornimenti diretti in georgia in particolare al fort scott.
-1816 i neri incendiano un vascello mandato dal generale maggiore Andrew Jackson
-1816 l’ufficiale Edmund peddleton gaines riesce a distruggere fort negro per culo perche’ centra il magazzino delle munizioni con una palla di cannone.
-Il fiume flint separava fort scott dal villaggio di mikasuki chiamato fowltown (villaggio del pollame). Il re nemathla si allea con bowlegs (gambe storte) a capo degli alachua e minaccia gli americani di massacro in caso di una lorro incursione. Questo fu il fattore scatenante della I GUERRA SEMINOLE
-1817 novembre. Il maggiore David Twiggs con i suoi 250 vengono sconfitti vicino fowltown mentre il luogotenente scott viene massacrato insieme ai suoi 40 sul fiume flint.
-1817 Washington autorizza Gaines ad entrare nel territorio spagnolo per combattere i seminole. Il 26 dicembre Andrew Jackson viene incaricato di sottomettere i seminole
-1818 il comando della guerra passa dall’alachua bowlegs al mikasuki Capechimico. I bianchi di fort scott attaccano fowltown e trovandola deserta la bruciano.
-1819 gennaio. Andrew Jackson con 1500 americani e 2000 creek (maledetti traditori)attaccano e distruggono i villaggi mikasuki che si ritrovano senza armi e guerrieri. 200 negri riescono a rallentare i bianchi con archi e frecce sul fiume suwannee per dare tempo ai civili di scappare.

Intanto Jackson che voleva togliere la florida agli spagnoli manda Gaines a prendere st augustine senza il consenso inglese. Si comincia quindi a dubitare della correttezza di Jackson anche per quanto riguarda la crudelta’ verso gli indiani.

Le impressioni di un osservatore del tempo sui seminole:
apparentemente disgraziati, lunghi e dritti capelli neri che puzzano di grasso d’orso, la pelle color cioccolato sporco, naso e orecchie ornati con anelli d’argento e ottone. Disprezzavano i bianchi e ancora di piu’ i negri dei quali non gli interessava neppure lo scalpo. Avevano un debole per l’alchool. In paese gli uomini si ubriacavano il primo giorno, ma il seguente toccava alle donne, in questo modo c’era sempre qualcuno in possesso delle proprie facolta’.

comunque sono Vania
ciao!!

Vania!!!!

Mi pareva fossi tu...siamo "amiciziate" su FB!!!!!!
comunque:accidenti che lavorone che ti stai facendo!!!Complimenti!
Poi per quel che riguarda skype per me va benissimo,decidete voi i giorni(o le sere) in cui "incontrarci",io lavoro con dei turni(sera,pome,mattina,notte,smontante,riposo)quindi cercherò di organizzarmi in base a voi ;)
ciaooooo

Entusiasmo Seminole

carissimi e carissime, volevo complimentarmi per il lavoro fatto fin qui. Era necessario che io stessi un po' fuori a guardare perché si sviluppasse un metodo di lavoro. Ho pensato che la presenza dei miei commenti in questa fase iniziale avrebbe dato in qualche modo una direzione. Invece così si è potuto esprimere fino in fondo il gruppo. E mi sembra che sia venuto fuori un ottimo stile di lavoro. A questo punto credo si possa iniziare a tirare una riga e passare a un primo livello di concretizzazione. Tiriamo le reti e vediamo a che punto siamo. Innanzi tutto grazie in particolare a Vain, Daniela76 e Anomalia abbiamo iniziato a centrare la storia. Il contesto. Resta da determinare l'identità etnica. Se poi uscisse qualche prova che era proprio Dogon come abbiamo immaginato sarebbe un colpo. Quello che mi da fastidio dei Dogon è che praticano la circoncisione femminile. Era così anche nel 1700? Interessante anche che l'etnologia moderna giudichi le storie sulla cultura Dogon raccolte inizialmente dagli europei siano frutto di un brutale malinteso (vedi storia che sapevano dov'era Orione ecc). Sono un popolo molto contradditorio, in ogni caso e c'è un'alternanza pazzesca tra strutture matriarcali epatriarcali. Come del resto per i Seminole. Per inciso sarebbe interessante scoprire quale fosse la tribù che Joan Padan incontra nel 1600 e che sbaragli poi gli spagnoli. Quelli erano molto matriarcali tanto che praticavano l'ospitalità sessuale. Apalachees, Timucua e Calusa? altro dubbio, furono sterminati completamente o restarono comunque il substrato sociale intorno a quale si sviluppa la collettività dei rifugiati? Opterei per la seconda ipotesi. Cioè che non vi sia un momento di totale sparizione degli indiani ma una progressiva rarefazione continuamente arginata da nuovi individui che si univano al gruppo iniziale venendone assorbiti culturalmente ma portando anche differenze. Un processo di meticciato che potrebbe spiegare la struttura composita dei costumi con elementi matriarcali e patriarcali. Comunque vedremo via via che la ricerca avanza questi dettagli. Direi invece che iniziamo ad avere una struttura narrativa. Adesso non voglio ancora discutere di stili. Anche qui lascerei andare avanti questa fase interessante di sperimentazione. Direi però che possiamo iniziare a scendere nel dettaglio della narrazione TRAMA cercando DI SPECIFICARE ALCUNI PASSAGGI. Ad esempio mi interesserebbe trovare qualche dettaglio sulla vita di John Horse, e proverei anche a immaginare qualche scena. Ad esempio quando lui va alla piantagione e arringa gli schiavi perché scappino e vadano a combattere con lui. E attenzione è uno che è famoso per aver preso per il culo un colonnello vendendogli 30 volte le stesse due tartarughe. E' un giullare. Anche il fatto che lui faceva il buffone durante le battaglie per incoraggiare i suoi mi piace. Comunque qualunque altro pezzo del racconto va bene. Si può anche non scrivere un testo strutturato come definitivo. E' INTERESSANTE ANCHE PROVARE A BUTTARE GIU' UN trattamento. Cioè un riassunto di quel che succede e si dice in un capitolo. Altra cosa che potrebbe essere interessante se qualcuno volesse provare a raccontare di fronte a una webcam un capitolo. Non leggere, raccontare. parlando si è costretti a una sintesi mirabile. La maggior parte delle cose che ho scritto prima le ho raccontate a voce. E' un grande trucco. Vediamo cosa viene fuori. Un abbraccio e grazie per il vostro entusiasmo.

Altre notizie sui Seminole

Otto clan per i Seminole della Florida (Panther, Bear, Deer, Wind, Bigtown, Bird, Snake, and Otter), quattordici per la tribù dell’Oklahoma, due della quali sono discendenti di schiavi che trovarono rifugio e libertà con la tribù prima del trasferimento dalla Florida .
Per essere considerato membro della tribù, un bambino deve essere almeno per ¼ seminole. Quando l’ultima donna di un clan muore, il clan è considerato estinto; molti storici clan sono ormai estinti, come ad esempio quello degli Alligator.
Nel corso della festa del mais nuovo veniva bevuta una bevanda purgante,detta “ASI”, che causava vomito a base di ilex vomitoria .La bevanda nera veniva bevuta il primo giorno della festa,in modo da purificare il fisico e lo spirito;poi il giorno successivo veniva magiato il mais nuovo;il terzo giorno era di digiuno.Secondo la credenza popolarechi non beveva la bevanda nera non poteva mangiare il mais nuovo e si sarebbe ammalato durante l’anno.
Per quanto riguarda la cucina tipica: Raccoglievano nei boschi la radice di una pianta, la Zamia Floridiana o “Coontie” in lingua Seminole, che era velenosa e quindi doveva essere ben lavata. Poi era sminuzzata in un mortaio di legno e la polpa che si ricavava veniva fatta essiccare, ottenendo una farina giallastra, con cui si preparava il pane, oppure bollita e mischiata con patate selvatiche e arachidi, in una minestra chiamata Soffkee. Coltivavano una zucca rampicante che veniva piantata alla base di un albero morto, in modo che i tralci potessero crescere verso l’alto. Era un’agricoltura verticale che permetteva di salvare spazio e teneva i frutti lontano da maiali e mucche. La zucca era piccola ma così dura che doveva essere aperta con un’ascia. Tagliata in strisce e seccata, poteva essere immagazzinata e usata in tempi di carestia; coltivavano pure fagioli, tabacco, cetrioli. Una corteccia amara chiamata Chinino della Florida proveniente da un piccolo albero che cresceva nelle paludi, simile all’albero della Cinchona del Sud America, veniva utilizzata nel controllo delle febbri intermittenti. Usavano la Guava, un frutto che ha il sapore simili alla fragola, i cui semi potevano essere arrostiti o macinati con la polpa per fare un formaggio di guava. Il frutto fresco rendeva 3 volte il suo peso in gelatina.
Ho trovato 2 leggende Seminole:
LA VIA LATTEA
Molto tempo fa il Grande Spirito soffiò il respiro verso il cielo e creò la Via Lattea,un ampio sentiero nel cielo notturno che porta alla città dove le anime dei buoni Semnole vanno dopo morti.Le anime delle persone malvagie,invece,restano nel luogo di sepoltura.
Nella lingua Seminole “so-lo-pihe-ni” significa “la via dello spirito” ,le anime,secondo i Seminole,non tornano mai sulla terra sottoforma di spettri.
Le eclissi secondo la leggenda Seminole,sono dovute al morso che il rospo dà a l sole,il rospo continua a mangiare il sole finchè il sole scompare. I cacciatori Seminole scagliano frecce sui rospi ogni volta che ne vedono uno,proprio per impedire le eclissi di sole o di luna.
Lungo la Via Lattea c’è il Grande Carro che ai Seminole appare come una barca che,la leggenda vuole serva per trasportare le anime dei buoni Seminole nella città del cielo.

I Seminole chiamano la stella del mattino “STELLA DOMANI” e quella della sera “STELLA ROSSA”.

COME SONO STATI DIVISI GIORNO E NOTTE

Gli animali tennero una riunione presieduta da No-koos-see (Nokosi), l’orso.
La questione riguardava la divisione del giorno e della notte:alcuni volevano solo il giorno,altri solo la notte.
Poi lo scoiattolo Chew-thlock-chew (Tciloktco), disse: “Guardando Woot-Kew (Wotko), il procione,che ha la coda ad anelli divisi in parti uguali uno chiaro e uno scuro,penso che giorno e notte dovrebbero essere divisi come la sua coda:in parti uguali”
Gli animali rimasero tutti sorpresi dalla saggezza dello scoiattolo,ma l’orso,per invidia,con una zampata lo graffiò sulla coda,dando ai discendenti dello scoiattolo le classiche striature sulla coda.
Le lingue parlate dai Seminole erano 2:CREEK e MUSKOGEAN
Alcuni vocaboli della lingua CREEK:
Lok-ts-sum-pa = quercia
Choo-lee = pino
E-to = albero

Kvpe = ceneri per la cucina
Esropottv = ago (Seminole della Florida)
Cufonwv = ago (Seminole dell’Oklaoma)
Cvtokolka = carbone
PARTI DEL CORPO:
chokwv :bocca
hvcko:orecchio
torwv:occhio
ekvesse :capelli

yopo:naso
Enke:mano
COLORI:
lvstē: NERO
hvtkē:BIANCO
cate: ROSSO
holattē:BLU
Oklane:GIALLO
oklanē:CELESTE
okholattē:VIOLA

ANIMALI:
Efv:cane
Corakko:cavallo
Nokose:orso
Wotko:procione
Kono:puzzola
Cufe:coniglio
Lvmhe:aquila
cetto= serpente

NUMERI:
1: Hvmken
2: Hokkolen
3: Tuccēnen
4: Osten
5: Cahkepen

ALTRE PAROLE:

Honvnwv:UOMO
Hoktē:DONNA

Hvse:SOLE
Hvrēssē:LUNA
Owv:ACQUA
istonko (pronunciato ISS-tone-KOH):CIAO

VERBI
cvhoketv (pronuncia: cahoketa) = divorare
Cvfeknicetv (pronuncia: cafekniceta) = guarire
Pvpetv:mangiare
Hecetv:vedere
Pohetv:sentire
Yvhiketv:cantare
Enkvpvketv o Wiketv:partire

ALCUNI VOCABOLI DELLA LINGUA MUSKOGEAN:

chehuntamo : (pronunciato Chee- Hun-TAH-moh) CIAO
Nakni:UOMO
Tayki:DONNA
Niilhaasi:LUNA
Haasi:SOLE
Ooki:ACQUA
Iifi:CANE

NUMERI:
1: Lhaamin
2: Toklan
3: Tocciinan
4: Ostaakan
5: Cahappaakan

COLORI:
Hatki:BIANCO
Lakni:GIALLO
Kitisci:ROSSO
Looci:NERO

VERBI:
Impa:MANGIARE
Hica:VEDERE
Hakla:SENTIRE

Non so se ci possano essere utili o meno,ma le scrivo ugualmente(non si sa mai)
ciao a tutti

Otima questa ricerca sui Seminole!

Mi sembra piena di spunti per arricchire dialoghi e interludi...

grazie!

grazie Nuzzino e Anomalia,ci sono altre info appena ho il tempo necessario traduco e posto (il problema è sempre quello:il tempo)
Scusate i periodi di latitanza intermittente.
Ciao,buona giornata a tutti (qui diluvia)

è ufficiale

dopo una attenta analisi degli eventi è stabilita l'indizione del dì di daniela. In tale evento si esalterà l'opera mirabile dei ricercatori in special modo di tutti quelli che si chiamano daniela76.

si prega di divvulgare

p.s. non so se te l'ho già scritto, ma ripetere le cose belle non guasta mai: "il tuo lavoro è eccezionale"...

ora copio in pen drive... ed elaboro. (sperando di avere un po' più tempo rispetto a questi giorni trascorsi...)

Bravissima!!! Lavoro

Bravissima!!! Lavoro stradordinario!!!!

Non sono citati i seminole ma è una gran bella notizia!

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201006articoli/55765girata.asp

prime informazioni storiche

ciao massa di poeti!!
Sto studiando come una pazza.. la tribu' dalla quale proviene john horse e' con tutta probabilita' quella dei Dogon ma e' da verificare..

Ivece per quanto riguarda la storia americana dei seminole vi riassumo brevemente a tappe il manuale consigliatomi da un professore statunitense.

I TAPPA:
La tribù dei seminole si forma lentamente negli anni grazie ai numerosi gruppi che si rifugiavano in florida in seguito a svariate guerre. Oltre a gruppi di nativi americani anche schiavi africani si rifugiarono in Florida formando i black seminole.
In florida da 25000anni vivevano 3 tribù: Apalachees, Timucua e Calusa nel 1750 vennero quasi sterminati dagli spagnoli. 1763 gli inglesi presero possesso della florida e cacciarono le ultime famiglie quindi la florida era disabitata, fertile e ricca.
-1710 prima ondata di indiani creek della tribù muskogean si stanziano a nord ovest della florida.
-1713 un gruppo di creek della tribù mikasuki ripopolano il territorio degli apalachees
-1715 guerra tra indiani yamassee e inglesi (alleati dei creek). Dopo la sconfitta degli yamassee i creek si accoppieranno con le loro donne. Per questo i seminole hanno anche influenze yamassee.
-1750 il primo nucleo di seminole e’ formato dai fuggitivi della guerra yamassee: indiani alachua, oconee e creek. Il loro leader era ahaya piu’ conosciuto come cowkeeper che sara’ il primo di una dinastia di leader seminole.

Ora in Florida ci sono due idiomi: Hitchiti e Muskogee che nonostante siano dello stesso ceppo sono totalmente differenti l’una dall’altra.

1813-14 Guerra creek in Alabama
Inizia come guerra civile tra i creek delle tribù settentrionali (bastoni rossi/Red sticks) e creek delle tribù meridionali. I bianchi condotti da Andrew Jackson approfittano delle ostilità per massacrare i bastoni rossi. Da qui un’altra importante ondata di 1000 creek si rifugiò in florida dopo la confisca delle loro terre. Tra questi c’era anche il futuro leader Osceola.

Il primo ad usare il termine Seminole (selvaggi) fu John Stuart nel1771.

Quindi i Seminole comprendono le seguenti tribù: Apalachicola, Apalachee, Chiaha, Eufaula, tallahassee, tamathili, oconee e yuchi.

QUALCHE DATO SULLA LORO CULTURA
La cultura seminole e’ quasi completamente creek
Il capo villaggio era detto MICO (linea ereditaria o grande valore in guerra). Le sue decisioni erano vagliate da un consiglio di saggio oppure dall’intera assemblea cittadina.
I ragazzi svolgevano lavori da donne finche dopo aver dimostrato valore in guerra perdevano il loro nome d’infanzia e prendevano un titolo di uomo. Questi titoli venivano usati al posto dei loro nomi di battesimo. Il rango si capiva anche dai segni tracciati sul corpo e sul volto.
EMATHLA e’ il leader in tempo di pace
TUSTENUGGEE leader in tempo di guerra
TUSTENUGGEE THLAKO dirigeva piu’ tustenuggee di diverse tribù nel caso di alleanze.
HADJO guerriero valoroso
FIXICO guerriero senza paura

I clan all’interno del villaggio erano matrilineari, ovvero ognuno apparteneva al clan della propria madre e dopo il matrimonio gli uomini andavano a vivere col clan della moglie.

Vigeva la legge dell’occhio per occhio

DONNE
Possedevano la casa.
Si occupavano dei lavori pesanti e manuali, dell’agricoltura l’allevamento e della casa mentre gli uomini si occupavano della caccia e della guerra.
Il divorzio era permesso.
La madre poteva uccidere il figlio nel primo mese di vita se non c’erano le condizioni per crescerlo.
Venivano confinate durante il ciclo e dopo il parto perche il sanguinamento era visto come una purificazione e col sangue usciva il male.
Le vedove dovevano rimanere 4 giorni a letto bendate e non potevano avere altre relazioni per 4 anni a meno che la donna a capo del clan del defunto non glielo permettesse prima.
Il sesso era permesso prima del matrimonio.
Adulterio era punibile col taglio del naso e delle orecchie mentre gli uomini potevano avere piu’ mogli (la prima aveva un ruolo di rilievo rispetto alle altre).
SESSO
Era visto come qualcosa di impuro, quindi era vietato a chi partecipava alla guerra ed era vietato visitare malati per 24 ore.
BAMBINI
Affidati alle madri. Poche punizioni corporali
GRAFFI
Il sanguinamento attraverso i graffi era usato per purificare. Veniva usato come punizione e nei rituali.
Non esprimevano le emozioni in pubblico

RITI
La danza del mais verde/ busk.
Dai 4 ai 7 giorni di celebrazione tra fine aprile e inizio luglio. Tra questi un giorno era dedicato ai giudizi, venivano giudicate le infrazioni alla tradizione.
Durante questa festa i ragazzi ricevevano i loro nomi da uomini dopo essere stati graffiati.

GUERRA
Il leader che perdeva una battaglia rischiava la vita.
Prima di prendere parte alla guerra gli uomini si purificavano reprimendo i bisogni della carne.
Si sedevano in cerchi e bevevano una bevanda nera, un emetico che puliva l’apparato digerente. Poi a turno vomitavano fino a 2-3 metri di distanza. Dovevano digiunare ed astenersi dai rapporti sessuali.

STREGONI
HILLIS HAYA guaritore. Invocava gli spiriti onnipresenti degli antenati e ricorreva a droghe che ricavava dalle piante locali.
La PIUMA DI POIANA indicava un guaritore esperto in ferite da proiettile.
Una LINEA CHE UNIVA L’ANGOLO DELLA BOVCCA AL LATO DEL TORACE indicava un guaritore generale.
Praticavano il salasso.

GIOCHI
Lo stickball era una sorta di lacrosse. A volte si giocava per risolvere tensioni tra villaggi invece della guerra. Per le donne era un rito durante il BUSK

AGRICOLTURA
Utensili primitivi. Nonostante avessero il cavallo non lo usavano in agricoltura.

CACCIA
Cacciavano i cervi col moschetto che compravano dai bianchi finché nel 1750 li uccidono quasi tutti e quindi si danno all’allevamento di bovini.

ABBIGLIAMENTO compravano vestiti dai bianchi e ci aggiungevano delle parti di cuoio.

CASE di legno grazie alle asce di ferro che compravano dai bianchi.

PROPRIETA' PRIVATA la terra non si poteva possedere ma era coltivata da tutti e parte dei raccolti era messa a disposizione della comunità.
Non esisteva l’eredita’. Le cose possedute venivano in parte sepolte col defunto e il resto veniva distrutto.

se avete domande o bisogno di approfondimenti chiedete volentieri!

sitografia

io mi sono entusiasmato solo per aver trovato una "sitografia"...

comunque in questo sito

http://www.eidetica.eu/riscatto/seminole.htm
[spero che funzioni]

c'è una "sitografia" molto interessante inerente i vari aspetti dei seminole; alcuni link non funzionano... altri mi sembrano affascinanti...

(perdonatemi la toccata e fuga...)

wow!!!!!

Vain complimenti!!!!!Quante notizie!!!E quanto è interressante conoscere altre culture anche nelle loro azioni "pratiche" !!!

due meglio che uan

in effetti fra voi due (daniela76 e vain) il ruscello dell'inizio è oggi un torrente...

errata corrige

emathla:E’ il capo di una banda che ha dato grossa prova di se in guerra.

+leggere sotto

voler volenti vain

Salve vain!

Tempo fa ho postato degli appunti tratti da: http://www.farwest.it/?p=1919
Alcune cose le ho trovate fra le tue informazioni. Però quello che mi è saltato agli occhi (e mi prudono ancora)sono delle differenze [per leggere il mio post a cui faccio riferimento puoi cercare “semino... le .... crescono là... e quà“ del 07/05/2010]

Nella pagina del link è riportato: Micco è il capo in periodo di pace
Tu hai riportato: Il capo villaggio era detto MICO (linea ereditaria o grande valore in guerra).
Qui … non vi è molta differenza salvo capire se “il valore in guerra” sia una discriminante per un leader che, appunto perché ha compreso la guerra, cerca in tutti i modi di evitarla.

Nella pagina del link è riportato: Tustenugee il leader in guerra,
Tu hai riportato:
TUSTENUGGEE leader in tempo di guerra
TUSTENUGGEE THLAKO dirigeva più tustenuggee di diverse tribù nel caso di alleanze.
Qui … direi che al di là di identificare una grafia comune il termine è ampliato di un altro significato.

Nella pagina del link è riportato: Emathla indica il capo di una banda che ha dato grossa prova di sè in guerra,
Tu hai riportato: EMATHLA e’ il leader in tempo di pace
ed eccoci di nuovo in quella dicotomia… non vi è molta differenza salvo capire se “il valore in guerra” sia una discriminante per un leader che, appunto perché ha compreso la guerra, cerca in tutti i modi di evitarla [ho copiato e incollato la stessa frase – alle volte sono pigroooooo].

Tu hai riportato: Il primo ad usare il termine Seminole (selvaggi) fu John Stuart nel1771.
Io avevo scritto: Prendendo spunto dal sito http://www.farwest.it/?p=1919 dove è scritto:
«Forse a causa della loro indipendenza li chiamarono “Cimarrones”, un termine che significava i “fuggiaschi” o i “separatisti”. Nel 1771 un agente indiano Inglese John Stuart corruppe il nome in Seminole, un termine che venne applicato prima agli Alaucha e poi a tutti gli Indiani della Florida. I Pellirosse invece si chiamarono, tra loro, Ikaniùksalgi, il popolo della penisola.»
… per come l’hai scritto sembra che Seminole significhi “selvaggi” – o era il significato con cui John Stuart interpreta il nome?

Tu hai riportato i termini: HADJO guerriero valoroso; FIXICO guerriero senza paura
Io avevo trovato anche: Micanopy il re. Haneka il luogotenente,

Hillis Haya il medicine man.
HILLIS HAYA guaritore. Invocava gli spiriti onnipresenti degli antenati e ricorreva a droghe che ricavava dalle piante locali.
Cavolo qui le cose coincidono…

per quanto riguarda la storia delle migrazioni e commistioni dei vari gruppi nativi e deportati che a poco a poco hanno dato vita ai seminole ne accennavo (nella chat durante una recente diretta di Jacopo e Eleonora) come ad un problema per molti "storici" di descrivere questo popolo come "nativi", se non piuttosto dei "rivoltosi indipendenti"; quindi senza una valenza prettamente etnografica. La storia di questo popolo quindi sarebbe non tanto la storia di "pellrossa/nativi" ma la storia della nascita di un nuovo popolo frutto della volontà di alcuni uomini di essere e restare liberi. Forse poi nello scrivere il racconto questo può anche essere irrilevante, ma sapere con quale "input" scrivo può aiutare a discernere la trama o se non altro il modis con cui raccontare...

le indicazioni sul sesso e sui graffi... mi deludono... e spero che con una ricerca si possa arrivare a scoprire che erano solo credenze dei "nativieuropei" ... perchè proprio non mi piacciono!

per ora mi fermo che mi sembra abbastanza.
ola vain... e anche a tutti gli altri. [p.s. grazie]

UFFA!

hehehe...
quali sono le tue fonti? Io sto leggendo the second seminole war di john mahone...consigliatomi da un professore universitario statunitense tra l'altro!!
allora rivedo quello che mi dici tu:
-sri lanka si pronuncia senza alcuna D.
-Each town had a chief called a “MICO”, veniva eletto per via ereditaria o per grande valore dimostrato in Guerra (I bianchi erano infamissimi ed era l’unico modo per essere liberi).
-il tustenuggee thalko e’ diverso dal tustenuggee in quanto li capeggia nel caso di alleanze tra diversi villaggi per condurre una guerra comune.
-Emathla… hai ragione!! Che un piccione mi fulmini! E’ il capo di una banda che ha dato grossa prova di se in guerra.
-Seminoles, a name meaning wild people, because they wanted to draw apart and be by themselves… quindi abbiamo ragione tutti e due. Selvaggi perche’ non vogliono far parte di nessuna confederfazione (es creek).

Per quanto riguarda il ceppo puo’ essere anche bello sapere che la liberta’ non dipende dal popolo, e che alcuni uomini furono tanto selvaggi da organizzarsi e vincere i cattivi!

Per quanto riguarda il sesso e i graffi bisogna interpellare un antropologo… quando feci l’esame di antropologia lessi un testo che spiegava il cannibalismo tra le tribu’…. Lo spiegava talmente bene che alla fine sembrava giusto!! Un addetto ai lavori saprebbe sicuramente trovare il lato positivo… io intanto spremo le meningi…
Grazzzzzie!!

e mi ero preoccupato dei graffi...

l'ho riletto attentamente... avevo slatato una parte... ma eliminavano anche i neonati... (lo so ci sono spesso tali testimonianze fra i popoli... e purtroppo spesso colpliscono in prevalenza le bambine...) ma come potevo leggere queste cose senza ... senza... senza... AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA! ecco!

... dicesi di ufo femmina molto stanca... uffa!

salve vain! dai non uffare... prometto che ... no non prometto niente ecco!

--- quali sono le tue fonti?
le mie fonti sono poche e "non verificabili"... diciamo che spigolo fra le pagine di internet... articoli di riviste tipo "atlante" (ma quelle vecchie)... dizionario delle religioni della BUR... voci di corridoio... amici immaginari... libri della bibblioteca (che orcaloca sembrano conoscere solo Dakota, Navaho, Cheyenne, ... i Seminole il nulla)

--- Io sto leggendo the second seminole war di john mahone... consigliatomi da un professore universitario statunitense tra l'altro!!
io purtroppo ho una conoscenza pitecatropesca dell'inglese...

--- allora rivedo quello che mi dici tu:
--- -sri lanka si pronuncia senza alcuna D.
Ma non ci posso credere...... hehehehehheheh (e si che era tutto così evidente...)

--- [omissis]
ho letto le integrazioni e le osservazioni... grazie... antropologia... bella. ho letto un libro di antropologia culturale in effetti studiarla apre il cervello... e alle volte anche il cuore. quasi quasi lo rileggo
ola

p.s. una curiosità il piccione non ti ha fulminato vero?

pagina contatti

Ciao Jacopo, avrei bisogno di scriverti in privato ma non riesco ad accedere alla pagina dei contatti [ scrivimi ]

Accesso negato
Non disponete delle autorizzazioni per visualizzare questa pagina.

C'è qualche altra maniera per mandarti una mail ?
grazie
ciao

trama

bisognerebbe anche capire un attimo una generalissima trama... che si puo' comunque cambiare, ma giusto per dare un indirizzo ai nostri sforzi... fino ad ora dove siamo arrivati? Infanzia in africa, concepimento di john horse e poi schiavitu' in america? giusto? Io ora sto leggendo un paio di libri sulla storia dei seminole quando sono gia in Florida cioe' quando gia' sono una tribu'. quindi presto avro il quadro storico completo delle battaglie, ecc.

tremante trama

per ora la sensazine è quella di schegge... grosso modo la tua sintesi di trama e gli input di Jacopo sono il quadro in cui mi muovo... spero presto di gustare i frutti delle tue letture. io avevo immaginato in grande del tipo una serie di libri "la saga" dei seminole, con volumi singoli che descrivano almeno le figure storiche più rappresentative. per la fase del periodo africano al pricipio immagino qualcosa magari di molto più rapido, e poco dettagliato, quasi senza chiare indicazioni etnico temporali... poi le ricerche di Daniela mi hanno affascinato.

il guado

“stanno arrivando”... la voce seppure bassa del guerriero mi aveva destato di soprassalto, stavo guardando il riverbero della luce sulla superficie delle acque del fiume, e il frangersi dei raggi del sole fra le foglie verdi degli alberi; è proprio una bella terra quella dove abitiamo. Mi guardava aspettando che gli dicessi qualcosa; era strano pensare a lui come ad un guerriero. Fino a pochi mesi fa era un contadino con qualche mucca da allevare, ora lui ed altri centinaia di uomini erano rannicchiati fra gli alberi di una giungla a giocare alla guerra. “Stanno arrivando”. Giorni fa ho inviato alcuni di noi a perlustrare la zona per capire dove si dirigeva la colonna comandata dal generale; mi interessava sapere dove avrebbe attraversato il fiume. Avevo un piano e quell'informazione era fondamentale perché si realizzasse. La nostra è una terra d'acqua, e un esercito, piccolo come il nostro o numeroso come il loro, comunque non poteva passarvi senza prima o poi guadare un fiume, ed era in quel momento, quando per necessità imposte dalla natura la forza veniva frenata e l'esercito diviso, che avevo deciso di attaccare. Il generale aveva già passato con i suoi uomini molti specchi d'acqua, acquitrigni, paludi, fiumiciattoli, e noi abbiamo aspettato. Ora si dirigeva verso il luogo che avevamo atteso. “stanno arrivando” “dove?” “da quella parte” “bene preparatevi”. Dopo la mia parola seguirono cenni e versi e in pochi attimi gli uomini erano in postazione. Li conosco tutti e tutti mi sono cari, ho timore di vederli morire eppure li conduco allo scontro. A noi non interessano il coraggio o l'onore, siamo disposti a travestirci, mentire e scappare se serve a restare vivi e liberi. Forse è per questo che si fidano di me, oltre al fatto che li faccio ridere. Ecco i primi segni indiscutibili dell'imminente arrivo. Prima l'odore di sudore di corpi chiusi dentro divise e armature logore, poi il rumore cacofonico di passi inadatti al terreno fangoso, e poi il luccichio dei metalli, togliendo ogni dubbio sulla qualità di quegli uomini e sulle loro intenzioni.
Ora la colonna era alla riva opposta, e mentre alcuni di loro si predispongono in un sorta di bivacco d'attesa, altri cominciano ad attraversare in piccole canoe il fiume, raggiungendo la riva dove noi gli aspettiamo. Non posso credere che uomini tanto violenti e abituati alla guerra siano nel contempo tanto stolti da attraversare in quel modo un fiume. Ma in questo caso mi va bene che a guidare l'altro esercito vi fosse un generale e non un uomo libero come noi! Per nostra fortuna non sempre i violenti sono anche intelligenti. L'arrivo degli invasori alla riva a noi vicina è progressivo. Spero che nessuno dei nostri si muova troppo presto. “Dobbiamo aspettare il momento giusto”. Lo avevo spiegato più volte e me lo ero fatto ripetere quasi all'ossessione dagli uomini meno pazienti, quelli che in altre circostanze erano stati fondamentali, perché avevano reagito rapidi e d'istinto salvando molti di noi; ora dovevano controllarsi e attendere il segnale. Io dovevo dare il segnale. Il nostro obiettivo era raggiungere il massimo risultato con il minimo rischio. Non siamo guerrieri non ci piace la guerra, il massimo rischio per noi è la morte, non il disonore, o la perdita di una postazione o di un simbolo, ma la vita nostra e dei nostri cari. Si doveva attaccare in un momento “armonico”. Non ricordo come mi era potuto venire quel pensiero; associare la musica alla guerra lo trovavo stridente, però io lo sentivo così. Era come un passaggio musicale, se anticipavo troppo la musica sarebbe finita troppo in fretta, avremmo rischiato pochissimo, ma non avremmo ottenuto nessun risultato rilevante, perdendo oltretutto l'opportunità di usare un'altra volta questa tattica. Non potevo nemmeno aspettare troppo con il rischio opposto di rischiare ingenti perdite fra di noi, o addirittura la sconfitta. Intanto guardavo. Con un colpo d'occhio ho come l'impressione di vederli tutti, i nostri nascosti fra gli alberi, e guardandoli quasi sentire la tensione dei loro muscoli, gli archi testi, i fucili puntati, le fionde armate dei sassi. E poi gli altri uomini, si perché anche quelli sono uomini, venuti a ucciderci, a rubare le nostre terre, a renderci schivi per i loro bisogni; avevo anche loro nel mio colpo d'occhio e nel mio cuore. Ok è il momento... segnale! Sono nella tempesta, una goccia nella tempesta, improvvisa da una nuvole inattesa, cadde dalle fronde degli alberi e dalle foglie dei cespugli la nostra pioggia di proiettili, frecce e sassi. In pochi attimi più della metà degli uomini vicino alla nostra postazione erano morta o gravemente feriti, gli altri non riuscivano ancora a capire nulla. Gli uomini delle barche erano tutti morti, e queste senza direzione cominciano ad allontanarsi trascinate dalla corrente, alcuni degli invasori allora si girano e corrono per raggiungerle, dalla riva opposta si levano grida! Secondo segnale! Partiamo come una sola onda con una forza d'urto che mi faceva tremare i muscoli. Era l'assalto corpo a corpo che aveva seguito la tempesta. Come fango di un fiume in piena ci rovesciamo sui sopravvissuti sommergendoli. La strenue resistenza degli ultimi dura poco. Alla fine ansimando mi guardo attorno; siamo ricoperti di sangue, a terra giaciono corpi mutili, feriti, e cadaveri; sento da più parti gemiti e lamenti, e dall'altra riva le grida alzarsi più forti. Non resisto più! Devo gridare anch'io! Non per la vittoria o la gioia di aver ucciso, ma perché sono ancora vivo. Poi uno strano silenzio, ho guardato verso l'altra riva, dove il restante gruppo di invasori si agitava senza sapere cosa fare, avevo valutato bene anche l'ampiezza del fiume e il soffiare del vento. I loro proiettili non ci raggiungono. “prendiamo quello che ci serve e andiamocene”. Alcuni di noi, che sapevano cosa fare cercarono di aiutare i feriti, altri si organizzarono per portar via i cadaveri dei compagni morti, altri ancora raccolsero tutto quello che ritenevano utile (munizioni, armi, boracce). Io ero fermo a pensare al prossimo scontro.

Battaglia

Caro' Anomalia,
Che bello bellissimo questo guado!
E' coinvolgente e mantiene l'attenzione... secondo me farei una pausa nel momento della battaglia. Cioe' tra le prime frecce e il campo di battaglia coi cadaveri ci metterei uno stop. anche solo una riga... oppure una descrizione piu' lunga della battaglia... pero' abbiamo gia' detto che siamo tutti pacifisti e il sangue non ci piace... che dici?
Tipo: e mentre le foglie continuavano a brillare verdissime e indifferenti noi ci scambiavamo pugnalate e proiettili ignorando i nostri sentimenti...

che fa tipo effetto silenzio.. tempo che passa.. battaglia finita..

che dici?

pax vain

il guado l'ho scritto di getto... mentro aspettavo il treno... a dire il vero credo che le scritture mi escano sempre di getto... poi quando le riprendo le sconvolgo.
di questa mi piace l'incipit, tanto che mi ritrovo ad usarlo anche per altri pezzi... il tempo del racconto lo volevo "molto presente" ma secondo me non è del tutto in tal senso. per la battaglia ho le remore del pacifista a frenarmi (forse potrebbe essere interessante descrivere meglio la tattica... - ma ho estrema difficoltà a reperire dati storici - del tipo ... che fiume poteva essere, che clima c'era... - e anche quando li reperisco, la mia fantasia non teme argini... e li supera indifferente...)... non ho inteso bene come rendere la pausa nel momento della battaglia. a dire il vero volevo renderla ansiogena... questo non significa che farò cadere nel vuoto le tue osservazioni... salvo dimentirmene per "dementia" appena spento il pc. ola

Anomalia,ho seguito il tuo consiglio...

Salve Anomalia,ho seguito il tuo consiglio e ho provato a riscrivere "IL Guado" con il mio stile,quello che segue è il risultato:
__Lo stato di allerta in cui si trovavano non gli impedì,seppure per poco tempo,di distrarre la propria mente ammirando le meraviglie della terra in cui viveva;ma il suono di una voce amica lo ridestò da questi pensieri e lo riportò bruscamente alla realtà: stavano arrivando!Era giunto il momento!
Il soldato che era andato ad avvertirlo aveva appena sussurrato,per evitare di essere udito da orecchie indiscrete;ora era lì,di fronte a lui,aspettava che egli gli dicesse cosa fare,che gli desse un ordine. Già:un ordine,era a capo di quel drappello di uomini ora,doveva ripeterselo ogni tanto,giusto per non rischiare di dimenticarsene.
Era strano pensare a lui come ad un soldato:fino a poco tempo prima la sua realtà,come pure quella di un altro centinaio di persone,erano il villaggio ,le mucche,il campo. La sua vita scorreva in perfetta armonia con la natura e in funzione del bene della piccola ma serena comunità di cui era parte.
Ad un tratto tutto era cambiato:la notizia dell’avanzata dell’esercito e il timore di veder conquistata la propria terra l’aveva spinto a riunire gli uomini del villaggio in una guarnigione che avrebbe tentato di contrastare l’esercito;certo lui disponeva di pochi uomini e quei pochi che aveva non erano addestrati ad affrontare una guerra,ma avrebbero difeso la propria terra a costo della vita e avevano il vantaggio di saper esattamente come muoversi su un territorio tanto ostile allo straniero.
Si,egli sapeva che il suo piccolo esercito era inferiore sia per numero che per abilità bellica;per questo si era appostato con i suoi uomini nel punto in cui,ne era certo,il generale avrebbe tentato il guado del fiume. Era quello il momento in cui il potente esercito nemico si sarebbe temporaneamente sparpagliato,questo avrebbe dato loro l’opportunità di tendere un’imboscata senza subire troppe perdite.
Sentiva salire la tensione per l’imminente battaglia e per l’incerta sorte che sarebbe potuta toccare a lui così come a uno qualunque dei suoi compagni;una perdita,anche solo una,sarebbe stata una perdita di troppo che gli avrebbe causato un dolore immenso:li conosceva tutti i suoi uomini,lui. Era cresciuto con loro,aveva lavorato,riso e scherzato insieme a loro;ma sapeva che stava facendo ciò che andava fatto per non perdere la libertà.
I rumori che annunciavano l’arrivo imminente del generale e del suo esercito si facevano via via più forti fin quando i soldati comparvero davanti a loro:erano davvero tanti,pensò,l’esito della battaglia si faceva sempre più incerto nella sua mente;loro non erano un popolo di tradizione bellica,volevano solo evitare che le loro terre gli venissero tolte,tutto qua!
Continuava ad osservare,nascosto tra gli alberi,la colonna di soldati che si accingeva a guadare il fiume in piccoli gruppi a bordo di canoe;spettava a lui dare il segnale ai suoi compagni,era un compito di grande responsabilità:buona parte dell’esito della battaglia sarebbe dipeso da quell’unico,impercettibile ed interminabile attimo in cui egli avrebbe ordinato l’attacco.
Si stavano avvicinando ormai,si … era il momento,l’istante che precedette il segnale gli sembrò eterno;poi “Via!”
L’effetto sorpresa aveva funzionato: una pioggia di frecce e proiettili investì i soldati sulle canoe,la maggior parte di essi non riuscì ad arrivare sulla riva opposta del fiume e coloro che vi riuscirono approdarono tra le braccia della morte.
Tutto era terminato ormai,al fragore della battaglia si erano sostituiti tenui lamenti ed un pesante silenzio. Avevano vinto, si guardavano sgomenti l’un l’altro ascoltando solo il tumulto dei loro cuori e guardando i corpi senza vita degli uomini del generale;poi ad un tratto,uno di loro urlò.
No,non era gioia,era tensione,paura,incredulità … quell’urlo ridestò tutti dal torpore: non era finita;non ancora, bisognava curare i feriti,prendere dai cadaveri dei nemici ciò che avrebbe potuto esser utile loro per il prossimo scontro………

c'è un suono... "danie... la"... un "la" forse?

a me piace... c'è come dentro un suono... che devo scoprire... come se fra le righe vi fosse un filo d'oro sottile. devo rileggerlo. ho avuto la medesima sensazione confrontando la prima versione del tuo racconto con la tua seconda versione... un suono che mi piace...

nel frattempo sto leggendo (e rileggendo) anche gli scritti degli altri. ho provato anche a modulare un'armonia interna... ma non ho trovato una chiave precisa.

ho letto anche una marea di dati sui popoli africani e i seminole; ed ho provato a costruire un tavola cronologica di riferimento delle aree dove ambientare i racconti... non è affatto facile (non per me almeno).

una annotazione... ho capito che "matrilineare" non è necessariamente "matriarcale"... il "matrilineare" è come un'impronta archeologica di un passato matriarcale. l'ho scritto solo come espressione di un mio pensiero. nulla di più.

quanto prima stenderò un altro tassello nel tappetto dei nostri mosaici.

Contenta

contenta davvero che ti piaccia!!!! ;)
Credo tu abbia ragione:non è semplice realizzare una tavola cronologica,ma vedo che comunque le cose iniziano a prender forma e questo fatto mi esalta parecchio!!!
Quindi...aspetto con ansia i prossimi tasselli e nel frattempo cercherò di dare il mio contributo mettendo anche i miei!!!

Si tratta solo di una bozza

Si tratta solo di uan bozza,in parte ho aggiustato quello che avevo postato tempo fa,ho aggiunto cose nuove e in più non sono convintissima dei nomi,sono africani,ma ho dubbi sul fatto che siano Himba o Kavango comunque,con un pò di imbarazzo, lo posto lo stesso....

Kai,l’amabile:era questo il nome
che le era stato dato alla nascita,un nome dolce e forte allo stesso tempo;come dolci e forti erano le donne della sua tribù e,in particolare,Abeke,la donna che le aveva insegnato tutto ciò che sapeva sulle pratiche magiche della sua tribù,colei che le aveva insegnato come utilizzare le erbe per guarire. Si,Kai era cresciuta e lì,nella terra che lei amava,aveva imparato tutto ciò che una brava sciamana deve sapere:aveva imparato a curare le ferite del corpo e dell'anima, con l’aiuto delle piante che Abeke le aveva insegnato a riconoscere e rispettare.
Kai era cresciuta,ormai era una donna e,sebbene la sua acconciatura fosse ancora quella delle adolescenti,vedeva il suo corpo mutare d'aspetto,i suoi seni sbocciare e i suoi fianchi diventare rotondi ed accoglienti,a volte si soffermava a guardare la sua figura riflessa nell'acqua,si sentiva confusa e sgomenta dinanzi a quei cambiamenti,ma sapeva....Abeke le aveva detto che tutto quello che le stava accadendo era nell'ordine naturale delle cose e che,un giorno,semmai lo avesse desiderato,il suo corpo le avrebbe permesso di dare alla luce un bambino.
-”Kai!”- la voce di Abeke,portata dalla lieve brezza del mattino, la ridestava dai suoi pensieri,doveva sbrigarsi e tornare al villaggio;doveva prepararsi per l’evento che l’avrebbe portata in un’altra fase della sua esistenza,la cerimonia della pubertà: si trattava di una festa importante che le giovani fanciulle Himba attendevano con trepidazione e che conferiva loro un nuovo status,quello di donna.
Appena arrivata al villaggio Kai vide che tutte le donne dell’ onganda erano riunite davanti all’ ondjuwo di Abeke per dare una mano nei preparativi;tutte tranne le pre-adolescenti cui era ancora vietato prendere parte a questa cerimonia.
Abeke chiamò Kai , le disse di entrare nell’ondijuwo e di affidarsi alle altre donne che erano lì solo per renderla,se possibile,ancora più bella: appena entrata i suoi sensi furono travolti dalle essenze degli olii profumati che le donne stavano preparando per lei. Abeke si affidò alle sapienti mani delle anziane che le ricoprirono il corpo con una mistura di grasso,ocra rossa ed erbe ,le acconciarono i capelli all’indietro,rasandoli sulla fronte com’era loro tradizione,e le misero in testa un copricapo a tre punte fatto di pelle conciata,l’ekori.
Quando le donne ebbero finito Kai era curiosa di sapere come era il suo aspetto agli occhi degli altri;ma quando si girò verso Abeke e vide nel suo sguardo orgoglio e commozione sentì il cuore traboccarle di gioia;Abeke riuscì solo a dire,con un filo di voce:-”La mia piccola Kai è cresciuta”.
Era l'imbrunire ormai,quindi la festa stava per cominciare e si iniziava a vedere un certo fermento;Kai era intenta a sistemare un ciuffo di capelli che usciva ribelle e dispettoso dal suo prezioso copricapo,quando vide arrivare un bellissimo giovane,non lo conosceva,era sicura di non averlo mai visto al villaggio,se ne sarebbe ricordata ne era certa!
Si avvicinò a Abeke e le chiese incuriosita chi fosse il ragazzo,l'anziana donna rispose che si trattava di Kamau e che lei avrebbe dovuto ricordarlo visto che, erano stati compagni di giochi,prima che il padre del giovane decidesse di lasciare il villaggio.
-”Kamau”-fece Kai tra sé;si!Ora ricordava il bambino con cui da piccola aveva condiviso giochi e risate!Certo era cambiato un bel po';si chiese se lui avesse la benchè minima idea di chi lei fosse e se,a sua volta,la trovasse diversa … certo erano passati diversi anni,eppoi Kai era più piccola di lui;quindi,pensò lei,era pressoché impossibile che lui la riconoscesse.
Kai era totalmente immersa in questi pensieri quando la voce di Abeke la riportò alla realtà:”Kai ,mi ascolti? Vieni,voglio presentarti Kamau,puoi chiedergli se si ricorda di te,così la smetterai di fantasticare!Andiamo.”
Kai guardò il giovane più da vicino:certo che era proprio bello!Aveva i capelli rasati sui lati e raccolti in due trecce piuttosto lunghe …..due trecce;questo,secondo la loro cultura, voleva dire che il ragazzo era in età da matrimonio ma non ancora sposato.
Abeke presentò i due giovani senza tanti convenevoli e rapidamente si dileguò.
I ragazzi,dopo un primo interminabile momento di imbarazzo,iniziarono a parlare del passato,dei giochi che erano soliti fare insieme,delle leggende degli antenati che Abeke raccontava loro:si,era come se non si fossero mai lasciati ed ora Kamau,il suo amico d’infanzia,il compagno di mille scoperte e avventure,era lì ancora una volta vicino a lei per condividere un altro evento importante della sua vita!
Mentre Kai era assorta nei suoi pensieri il tempo e il momento della cerimonia arrivò:fu Abeke a darle inizio recitando un’antica formula che veniva tramandata oralmente da secoli e che segnava per le giovani Himba l’ingresso nell’età adulta;Kai mantenne un atteggiamento solenne per l’intera durata della cerimonia,finchè poi tutta la sua gioia esplose nelle danze Himba che,tradizionalmente,seguivano il rito.
Era notte inoltrata quando Kai,ancora sveglia per l’eccitazione,si trovò a tirare le somme della sua meravigliosa giornata:la cerimonia le aveva attribuito il nuovo status di donna e aveva ritrovato il suo amico d’infanzia Kamau… si, era stata decisamente una buona giornata,così pensando si addormentò felice.
Passò qualche mese e l’amicizia di Kai e Kamau era più salda che mai,i due giovani approfittavano di ogni loro momento libero per stare insieme e spesso si appartavano per parlare un po’.
Un pomeriggio come tanti Kamau passò all’ ondijuwo di Kai per chiederle di trascorrere del tempo con lui,la giovane acconsentì con piacere,amava sentire Kamau raccontare di terre che lei non aveva visto;ma quel pomeriggio qualcosa era diverso,Kamau la guardava con occhi diversi e le parlava in modo diverso. Il cuore di Kai veniva nutrito da quelle parole d’amore così come i sen di una donna gonfi di latte nutrono un bambino appena nato;era felice di sapere che Kamau provava gli stessi sentimenti che lei aveva per lui.
I giorni passavano e i due giovani continuavano a vedersi ma non più da amici;ora entrambi sapevano cosa l’uno sentiva per l’altra; finchè una sera,Kamau chiese a
Kai di appartarsi con lui;la giovane vide una strana luce brillare negli occhi del suo amato:era la luce della passione,lui la desiderava e anche lei anelava di scoprire l’amore con lui.
Kamau iniziò a baciarla sulle labbra,a toccarla e ad ogni sospiro di lei le sue mani si facevano sempre più bramose:tracciarono linee infuocate sui suoi seni,sul suo ventre e sui suoi fianchi,fino a giungere nel luogo segreto che conteneva l’essenza della femminilità di Kai. L’accarezzò,la portò al limite poi furono una cosa sola e il maschio turgore di lui trovò rifugio nell’accogliente femminilità di lei. I loro corpi,tesi fino allo spasimo nel momento di massimo piacere,si rilassarono l’uno contro l’altro felici ed appagati.....

ampliare

Che brava sei Daniela!
Veramente piacevole!
Secondo me ci sono dei momenti che andrebbero descritti piu' a fondo e piu' dettagliatamente. tipo: il momento in cui lei vede lui (invece che vedere un bellissimo giovane si puo' dire in un altro modo piu' arzigogolato); il momento in cui si rincontrano la prima volta e il momento in cui fanno l'amore. che dici? cosi' secono me ci si immedesima di piu' nei personaggi.. secondo te?
bacibaci

Ampliamento

Ho cercato di scrivere in maniera più dettaglaita il momento in cui fanno l'amore(x ora son riuscita a scrivere solo questo)....ve lo posto:

I giorni passavano e i due giovani continuavano a vedersi ma non più da amici;ora entrambi sapevano cosa l’uno sentiva per l’altra; finchè una sera,Kamau chiese ad
Kai di appartarsi con lui;la giovane vide una strana luce brillare negli occhi del suo amato:era la luce della passione,lui la desiderava e lei lo voleva.
“Vieni qui”-mormorò Kamau.Le tese la mano e si inginocchiarono l’uno di fronte all’altra,lei era desiderosa di scoprire l’amore con lui,ma non c’era alcuna fretta potevano prendersi tutto il tempo che volevano;lui iniziò a massaggiarle delicatamente la cute sussurrando:”Un uomo ama la propria donna in molti modi:le massaggia la cute,se il sole è troppo forte le unge la fronte e le guance perché non si scotti,l’aiuta ad alleviare la tensione accumulata con il lavoro.”
Kai era talmente rilassata e felice da udire appena le parole che il suo amato aveva pronunciato,percepì il momento in cui Kamau le sollevò l’orlo dell’abito per sfilarglielo e deporlo in un angolo remoto della loro alcova. Il giovane rapito dalla bellezza del corpo di lei,iniziò ad accarezzarle le spalle scendendo lungo le braccia. Kai si abbandonò a quelle carezze che sembravano tracciare scie di fuoco sulla sua pelle,un brivido le serpeggiò lungo la schiena.
Ormai incapace di formulare un pensiero coerente,Kai si limitò a sentire reagendo con passione ad ognuna di quelle carezze,ma anche lei voleva toccarlo;anche lei voleva sentirlo fremere sotto le sue mani.
“Lascia che ti tocchi”-così dicendo Kai gli passò delicatamente una mano sul petto,sulla schiena,sulle spalle;poi le sue dita scesero a sfiorare l’addome e i fianchi di lui;il desiderio di Kamau era sempre più forte,abbassando la testa iniziò a stuzzicare con la lingua uno dei capezzoli di Kai,facendola tremare dal desiderio. Le sue mani continuarono l’esplorazione della superficie del corpo vellutato di lei;allorchè le mani di lui presero a sfiorarle l’inguine le cosce di Kai si separarono come spinte da una volontà propria,permettendo a Kamau di accarezzare l’umido centro della sua femminilità .Kai fu percorsa da una miriade di rivoli di piacere ,si sentiva stordita,abbagliata e desiderosa di avere di più dall’uomo che amava;fu allora che Kamau si mosse sopra il suo corpo e scivolò in lei.
Kamau iniziò a muoversi dentro di lei dapprima lentamente,poi la danza del piacere prese un ritmo sempre più frenetico mentre l'eccitazione dei due amanti aumentava e i loro corpi tesi fino allo spasimo prendevano appagamento l’uno dall’altro…….

Ciao :)

Amplesso matriarcale???

Ciao Daniela, scusate l'assenza dall'argomento romanzo, ...
Ho letto il tuo pezzo dell'amplesso e ho una critica.
Il pezzo a me piace, è scritto bene, si lascia leggere e non è volgare però sembra un amplesso "comune".
Lui la spoglia, la tocca, lei è passiva e si lascia andare...
Ma siamo davvero sicuri che un amplesso di una civiltà matriarcale sia così?
Kai è un'iniziata al culto della Dea, come può essere così passiva e lasciarsi condurre dall'uomo?
L'amplesso matriarcale, io me lo immagino con la donna che, conoscendo le grandi forze della natura, conduce l'uomo nella sperimentazione del piacere mistico.
Io punterei su aspetti più spirituali, i due sono o no l'incarnazione del Maschio e della Femmina Universali, che unendosi nel piacere rievocano la prima unione che ha genereato l'universo? Se no lei che shamana è?
Io punterei sul passare il messaggio che ci sono altri modi a parte quello tradizionale di fare l'amore.
In questo modo si "stupisce" il lettore e si insegna anche che esistono altre possibilità rispetto quella classica.
Non dovrebbe essere l'uomo a penetrare, dovrebbe essere la donna ad accettare di essere penetrata... so che sembra la stessa cosa ma è difficile rendere meglio il concetto in poche parole. Insomma, per me vanno ribaltati i ruoli.
Lei è la sacerdotessa, conosce le forze della natura sa come vanno gestite e come veicolarle. Diamole un ruolo più attivo!
Qualcosa tipo questo:

Era finlamente giunta la notte tanto sognata.
Kai aveva atteso per diversi giorni il lento crescere della luna che, notte dopo notte, si era mostrata sempre meno timidamente agli occhi dei sognatori e dei poeti che le domandavano ispirazione.
Sentiva che le stesse forze che spingevano l'astro nel cielo stavano muovendo anche dentro di lei energie primordiali.
Aveva atteso per settimane questo momento, la luna piena, la fine dello sforzo dell'accumulo e l'inzio dell'esplosione delle energie.
Non c'era più motivo di aspettare, era il momento di agire.
La luna piena dura solo una notte.
Andò a cercare Kamau.
Lo trovò seduto intendo intento a intagliare un ciocco di legno e a discutere con amici.
Le bastò uno sguardo per attirare la sua attenzione e un cenno perchè lui capisse che quella non sarebbe stata una serata normale.
Lo prese per mano, senza dire una parola e si incamminò lontano dal villaggio.
La luce della luna illuminava perfettamente la rada boscaglia che separava il piccolo gruppo di abitazioni dai campi coltivati.
Attraversò le timide piantine di grano (potrebbe essere un altro cereale più conosno e potrebbero non essere piantine a seconda della stagione in cui ambientiamo) senza calpestarne alcuna e arrivò in prossimità di una piccola collinetta su cui svettava una gigantesca pietra oblunga ritta nel terreno.
-Sai cos'è quella?- Chiese sicura a lui.
-Certo, è la pietra della fertilità- rispose lui stranito.
Lei lo fissò come per aspettare che dicesse qualcos'altro.
-Pensavi non lo sapessi..?- Chiese allora Kamau quasi indispettito -lo sanno anche i bambini!-.
Kai gli lasciò per un momento la mano, e andò ad appoggiare il suo palmo alla pietra che rifletteva la luce della luna.
Rivolse lo sguardo prima alla terra, poi al cielo, infine agli occhi del suo amato.
-Questa pietra- disse - è molto di più-.
-Questo è il luogo in cui il cielo e la terra si uniscono, e unendosi danno vita alle centomila creature che vedi correre nel bosco. E danno vita anche al bosco stesso e a me, e a te e a tutto quanto spunta dalla terra in primavera.
Vedi Kamau, neppure il cielo che è la dimora degli spiriti, ne la terra che è la culla degli antenati, possono creare nulla da soli.
Senza il cielo non ci sarebbe la vita, senza la terra neppure. Hanno bisogno uno dell'altra per dare un senso alla loro esistenza e per creare la nostra...Capisci quello che ti sto dicendo?-
-Si... credo di si- fece lui titubante.
Lei sorrise appena nel vedere il suo smarrimento e si avvicino accarezzandogli delicatamente il viso.
-Solo abbandonandosi l'uno nell'altra, cielo e terra possono perdere loro stessi ritrovando la potenza dell'energia creatrice.
Non c'è più cielo e non c'è più terra... c'è altro- disse fissandolo con uno sguardo irresistibile e avvicinandosi al suo viso.
-Io ho voglia di perdermi dentro di te, questa notte, in questo luogo; tu hai voglia di perderti dentro di me?- chiese sussurrandogli sinuosa all'orecchio.
Kamau non se lo fece ripetere e la bacio con tutta la passione che le parole di Kai avevano suscitato in lui.
Era da tempo che voleva assaporare il nettare di quelle labbra carnose color dell'amore.
Le cinse i fianchi con ardore e la avvicinò a se. Poi la accompagnò delicatamente verso terra.
Mentre le loro bocche si aggrovigliavano nella passione, le loro mani correvano veloci sui lacci delle vesti per liberarli.
Si baciarono a lungo accarezzandosi dolcemente.
-Ti voglio- disse lui afferndole i seni morbidi e dando voce a tutti i suoi desideri.
Lei si discostò appena, lo guardò fissa, sorrise e rispose: -Mi hai già... non devi conquistarmi, devi fonderti con me-.
Detto questo scivolò lateralmente scambiando le loro posizioni.
Seduta a cavalcioni su di lui, cominciò a muoversi molto delicatamente.
Il corpo di Kai era quasi immobile, eppure Kamau percepiva un grande movimento interno. Si abbandonò a quel piacere profondo e sentì sciogliersi dentro di se ogni tensione. Non c'era più desiderio, c'era solo piacere.
Un piacere profondo, che coinvolgeva ogni singola parte di loro stessi.
Era come una forza che non apparteneva ne a una ne all'altro ma scaturiva dalla loro unione; come il fuoco, che pur avendo bisogno di aria e di legna per ardere, non appartiene nel al legno, ne al vento.
La terra umida accoglieva i propri figli come una madre premurosa, la brezza estiva accarezzava i loro corpi abbandonati alla passione. La luna, nel centro del cielo, sembrava sorridere alla vista di quel tenero amore giovanile.
L'orgasmo arrivò lentamente, lasciando ai due amanti la possibilità di gustarne ogni singolo istante, assaporandone la dolcezza e la potenza.
Fu il più lungo e intenso orgasmo che entrambi avessero mai provato prima.

Mentre il piacere scemava, ritornando nel posto da cui era venuto, lasciava il posto a una leggera sensazione interna. Come una piccola vibrazione piacevole.
Kamau si rese conto che il suo corpo vibrava dolcemente ma la cosa che lo stupì di più fu che percepiva la stessa vibrazione anche sulla terra sulla quale era sdraiato. Voleva quasi muoversi per rendersi conto se quella sensazione fosse reale o frutto della sua fantasia ma sentì la voce di Kai.
-La senti?- sussurrò lei.
Lui fece cenno di si con la testa.
-E' la forza della terra, la forza che anima tutte le creature che da essa sono nate. Tocca la pietra- disse accarezzando l'obelisco gigantesco -anche lei vibra delle stessa energia-
-Perchè solo ora la sento?- chiese lui ubbidendo.
-Perchè hai abbandonato te stesso alla potenza della natura e in questo modo lei si può mostrare a te.- rispose Kai.
-Cosa dovrei fare ora?- domandò ancora Kamau con un filo di preoccupazione nella voce.
-Nulla, abbandonati a quella sensazione, tu vibri come vibra la terra e la pietra, è perchè tu sei la terra e tu sei la pietra.- rispose lei delicatamente.
Lui annuì pur non essendo convinto di aver capito quelle ultime parole ma decidendo comunque di abbandonarsi alla quella sensazione.

Ok ok...forse ho esagerato... lui ne esce un po' come un babbazzo...ma per me l'amplesso matriarcale potrebbe essere una cosa del genere.

pro Nuzzino

ola Nuzzino
l'interscambio grafologico fra te e daniela76 mi è piaciuto. mi piacciono le tue osservazioni e i frutti che da esse derivano. i tuoi scritti li sto rileggendo. in questi giorni ero preso da altro, e prima mi aveva affascinato il lavoro di daniela76.

comunque era solo per dirti grazie.

x Anomalia

...e questo è per dire grazie a te!
Fai un ottimo lavoro, sempre preciso e simpatico. Continuiamo così...chissà che ne esca davvero un best seller :)
A breve penso che scriverò un pezzo sul discorso di Jhon Horse ai suoi combattenti... il difficile è renderlo comico senza cadere nel ridicolo!
A presto!
Hasta il termine del libro!

d'accordo solo in parte

Ciao Nuzzino,
sono d'accordo con te solo in parte:io son partita dalla considerazioen che Kai fosse alla prima esperienza sessuale,visto ceh comunque l'ho immaginata molto giovane,quindi inesperta all'arte amatoria;tra l'altro ho fatto in modo che il suo desiderio crescente la spingesse anche a prender l'iniziativa e a toccare il corpo di lui...s9i certo ok lei era un'iniziata,ma comunque una giovane donna ancora priva di esperienza concreta(e parlo sempre del mio immaginario,ovvio)che,almeno al principio,viene condotta per mano da lui che aveva già avuto le sue esperienze(ancora nel mio immaginario lui ha qualche anno in più di lei), non mi pare di averla lasciata passiva(abbiam tutti stili diversi di scrittura ed ognuno mette il suo ).
comunque bello il tuo pezzo...mi piace ;)
e fa piacere rileggerti

Grazie! Pensa che io ho

Grazie!
Pensa che io ho immaginato una cosa diametralmente opposta :)
Lei cazzuta ,lui babbazzo... ma nella mia idea non sono vergini ne uno ne l'altro...
Or mi sovviene che forse jacopo aveva chiesto espressamente che fossero vergini... non ricordo... ora vado a controllare.
Comunque anche volendo tenere lei vergine io modificherei qualcosa perchè, la mia opinione, è che sia un pelo scontato. Senza offesa eh! si Discute!

Sinceramente non ricordo se

Sinceramente non ricordo se la direttiva di Jacopo fosse quella della verginità di entrambi(nel qual caso sarei incasinata dal fatto che,per me lui non lo era....ops)
Se trovi l'indicazione di Jacopo fammelo sapere,per favore ;)
è "scontato" che io non lo trovi scontato(e questo gioco di parole era troppo divertente da scirvere)...altrimenti non l'avrei scritto(in fin dei conti è il mio modo di vedere il primo amplesso di una giovane coppia:io lo vedo magari fin troppo dolce come incontro e non eccessivamente "forte")....ma sono comunque aperta alle critiche,anche perchè...così per dire no...si potrebbe magari trovare già una "mezza via" tra gli amplessi immaginati (per ora solo da me e da te...ma sono sicura che anche gli altri posteranno presto __:)__)e magari ne vien fuori qualcosa di buono_____un amplesso universale!!!!!yeah!!!
Comunque con Anomalia si sta provando a scirvere ognuno i pezzi dell'altro,magari per vedere cosa succede...non è facile trovare una chiave narrativa che stia bene a tutti(logicamente ognuno lo sciverebbe nel proprio stile che reputa,inevitabilemente,il più adatto__ :)___ )Io ad es. la "cazzutaggine" di lei l'ho pensata ad altri ambiti(almeno inzialmente)
Poi credo una cosa:che ancora non abbiamo la mole di info che ci sarebbero utili(e trovarle è sempre più difficile)per scendere magari in particolari che tengano comunque fede alla realtà dei fatti.Anche gli stessi nomi rimangono ancora imprecisi.....

Nuzzino...scusa la domanda:"babbazzo" è tipico siciliano vero?Me lo dici il significato preciso?Sarebbe uno un pò carciofo?Ora sono curiosa :)

iao ciao

Siamo salvi! Jacopo non

Siamo salvi!
Jacopo non specifica verginità nel post iniziale! Dice solo che dopo qualche giorno di corteggiamento fanno l'amore. Quindi è la prima volta fra loro, non per forza in assoluto.
Comunque non volevo dire che non mi piace il tuo pezzo è ovvio che ognuno ha le sue idee, era semplicemente una critica. Come ogni critica può essere accolta o meno :)
Sono perfettamente d'accordo che il grosso problema è quello delle fonti...ora sono in contatto con un ragazzo che ha fatto una tesi di laurea sugli indiani d'america, compresi i seminoles.
Vedo se riesco a strappargli informazioni attendibili!
In pace!

Altra cosa:

Nuzzino,secondo te....si può già tentare di individuare una dell tribù matriarcali di provenienza? Io mi son attenuta agli usi Himba sostanzialmente per il fatto che sono riuscita a reperire qualche notizia in più,ma non sono convintissima e d ho fatto di testa mia per cui io aprirei un dibattito anche sulla scelta del popolo di provenienza....
A voi la parola,anzi____la tastiera :))))

Io mi chiedo: siccome non si

Io mi chiedo: siccome non si sa (nel senso che per ora non si trova notizia della tribu di provenienza di john horse) non facciamo prima a battercene e considerare la storicità solo dai seminole in poi?

le notizie certe sulla vita

le notizie certe sulla vita del protagonista vero e proprio in fondo ci sono(quelle che ci servono)quindi magari va bene fare come dici tu,proviamo ad andare avanti e vediamo cosa succede.

e come tu hai scritto una volta:
tarallucci e vino a tutti :)

Probabilmente

anzi sicuramente il tuo amico saprà darci notizie più attendibili di quelle che si trovano in giro(anche perchè avendoci fatto la tesi avrà già verificato le sue fonti,cosa che a noi riesce un tantino difficile)
figurati,è solo che credo di vederla a tinte più "soft" e non è detto che siano i colori giusti,anzi :)___le critiche per me sono ok(che pessimo slang ho usato...vabbè),ma al momento non riesco ad immaginarmelo in altra maniera tutto qui :))))Forse perchè ora mi son fissata sulla "prima volta" di lei e non ne esco più.

In pace....Nuzzino____mica stiamo in guerra ;)))

Però tu mi devi dire di preciso cosa significa "BABBAZZO"!!!!(lo so che esula dal romanzo,ma la curiosità mi sgranocchia)

Dicesi Babbazzo un uomo che è

Dicesi Babbazzo un uomo che è stupido.
In ambito amoroso dicesi dell'uomo che non sa come prendere una donna. Sai l'uomo timidino che non sa decidersi mai? Ecco quello è un babbazzo.
Non pensavo si dicesse solo in liguria...

Da oggi

si dirà anche nel Lazio ;)

io sono per la via di mezzo

Io sono assolutamente per la via di mezzo...
Puo' essere la prima volta per lei ma sa benissimo cosa fare e quello che fara' sara' esotico e matriarcale. secondo me si puo' esprimere la gioia di mettere in pratica l'arte del piacere che le era stata tramandata e la volutta' della prima unione con un uomo, stupendo il lettore con un nuovo modo di fare l'amore. Forse daniela dovresti riscrivere il pezzo di nuzzino dandogli femminilita', sensualita' e dolcezza...
che dite?
bha... io butto la'...

Vain la via di mezzo sarebbe

Vain la via di mezzo sarebbe la più adatta anche secondo me,allora si può tentare di vedere la cosa in modo più _"matriarcale"_e magari cercare di cimentarci tutti in un pezzo impostato in questa maniera,poi si prende il buono e il bello che c sarà senz'altro nel pezzo di ognuno_____La base da cui partire potrebbe essere il pezzo di Nuzzino;proviamo tutti,ognuno col suo stile,vediamo che esce fuori ;)
Secondo me si finisce a far qualcosa di buono!
ciaoooo
P.S. Buon "ponte" a tutti(per chi lo fa :)__)

Credo che potrebbe essere una

Credo che potrebbe essere una buona idea riscreve il pezzo in chiave "più femminile" per quanto reputi la mia parte femminile molto brava :)
Oltretutto sarà interessante vedere come vi immaginate voi la scena che ho pensato io... sarà divertente.
Però voglio vedere come gestite il fatto che lei sia "conscia del sesso" ma inesperta.