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L'acqua non è una merce


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Chi controlla i bisogni primari, controlla la società. PDL e PDmenoelle lo sanno bene. Senza acqua si muore, ma se l'acqua viene privatizzata i partiti vivono meglio. I concessionari sanno essere riconoscenti, voti, soldi, poltrone finanziati dal rincaro dell'acqua a carico dei cittadini.
Le liste civiche del blog avranno come punto fondamentale del loro programma l'acqua. Non si può privatizzare. Non è una merce, è un diritto. Come respirare, parlare, amare. Gesù trasformò l'acqua in vino, Veltrusconi la vuole trasformare in business. Beati gli assetati di giustizia perchè vedranno i ladri dell'acqua in galera. Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.

"Caro Beppe,
nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e dell’Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del PD, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. (Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on.Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!).
Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male. Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti! Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici R.Lembo e R. Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali.“ Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra Costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo? Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina, (Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di azioni) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%! Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina! Ora, nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina! L’obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare. E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa. Non possiamo lasciarli soli!
L’ estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania. L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo, lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’ Arin, la municipalizzata dell’acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili.Per far digerire la pillola, Cardillo promette una “Robintax” per i poveri (tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell’acqua si creano necessariamente cittadini di seria A (i ricchi ) e di serie B (i poveri), come sostiene l’economista M.Florio dell’Università degli studi di Milano.
Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l’acqua come bene comune. Invece dell’acqua pubblica, l’assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un comune di centomila abitanti della provincia di Napoli ), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori, (una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell’Acea di Roma).Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori, che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani (da Nola a Sorrento).
“Non pagate le bollette dell’acqua!”, è l’invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po’ dappertutto.Mi chiedo amareggiato:” Ma dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua?
Ma cosa succede in questo nostro paese? Perchè siamo così immobili? Perchè ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori? Perché il Forum dell’acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull’acqua? Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?
Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minor costo possibile per l’utente,senza essere SPA. “L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito”profitto- ha scritto l’arcivescovo emerito di Messina G. Marra.Pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.”
Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana? Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli, ma soprattutto per gli impoveriti del mondo? (Avremo milioni di morti per sete!).
E’ quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI:” Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana .Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico.” Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell’acqua? L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore- ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita.”
Sull’acqua ci giochiamo tutto!
Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti. Diamoci da fare perché vinca la vita!". padre Alex Zanotelli


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del 24 agosto 2008
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[ LA MIA ACQUA...] Sono sconvolgenti le...

Il blog di Sandro Ruotolo - 8 hours 13 min ago

[ LA MIA ACQUA...]
Sono sconvolgenti le due pagine che il Corriere della Sera di oggi ha dedicato al consumo d'acqua nel nostro Paese. Per produrre un chilo di caffè occorrono 21 mila litri d'acqua. Per una T-Shirt circa 2000 litri d'acqua. E noi, per le nostre esigenze quotidiane, abbiamo bisogno di 215 litri a testa. Quello che non capisco è perchè consumiamo tanta acqua minerale pur essendo quella che sgorga dai ribinetto di buona qualità. L'Italia è il quinto maggior consumatore di acqua in bottiglia.  Siamo noi i responsabili dell'inquinamento. Siamo noi i responsabili del disastro ambientale. Milioni di bottiglie di plastica che se non vengono recuperate vengono bruciate producendo diossina. La mia famiglia ha smesso di consumare la cosidetta acqua minerale e ha deciso, da tempo, di tornare "al rubinetto". Nei ristoranti, invece, sembra una battaglia persa. L'acqua è un bene pubblico. Tale deve restare ma soprattutto deve essere. Dovremo imparare tutti a usarla meglio e a non sprecarla.

Pubblicato da aleruotolo | Commenti (8)


Tags: acqua, inquinamento ambientale


                                   



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PRESENTAZIONE DEL MONOLOGO: "LO STUPRO" 1975

Il Blog di Franca Rame - 27 Agosto, 2008 - 16:44

DOPO LO SCALPORE CREATO DAL BRANO "LO STUPRO" DA ME RECITATO E PUBBLICATO SUL BLOG DI BEPPE GRILLO, MI FA PIACERE DARVI IL TESTO USCITO NEL 75, DI GRANDE E TRAGICA ATTUALITA' ANCORA OGGI.
IL 3 SETTEMBRE SAREMO A VICENZA: DARIO CON "LA STORIA DELLA TIGRE", ED IO CON "LO STUPRO".
VI ASPETTIAMO!
UN ABBRACCIO
franca

PRESENTAZIONE DEL MONOLOGO: "LO STUPRO" 1975
Al centro dello spazio scenico vuoto, una sedia.
PROLOGO

FRANCA Ancora oggi, proprio per l’imbecille mentalità corrente, una donna convince veramente di aver subito violenza carnale contro la sua volontà, se ha la “fortuna” di presentarsi alle autorità competenti pestata e sanguinante, se si presenta morta è meglio! Un cadavere con segni di stupro e sevizie dà più garanzie. Nell’ultima settimana sono arrivate al tribunale di Roma sette denunce di violenza carnale.
Studentesse aggredite mentre andavano a scuola, un’ammalata aggredita in ospedale, mogli separate sopraffatte dai mariti, certi dei loro buoni diritti. Ma il fatto più osceno è il rito terroristico a cui poliziotti, medici, giudici, avvocati di parte avversa sottopongono una donna, vittima di stupro, quando questa si presenta nei luoghi competenti per chiedere giustizia, con l’illusione di poterla ottenere. Questa che vi leggo è la trascrizione del verbale di un interrogatorio durante un processo per stupro, è tutto un lurido e sghignazzante rito di dileggio.
MEDICO Dica, signorina, o signora, durante l’aggressione lei ha provato solo disgusto o anche un certo piacere... una inconscia soddisfazione?
POLIZIOTTO Non s’è sentita lusingata che tanti uomini, quattro mi pare, tutti insieme, la desiderassero tanto, con così dura passione?
GIUDICE È rimasta sempre passiva o ad un certo punto ha partecipato?
MEDICO Si è sentita eccitata? Coinvolta?
AVVOCATO DIFENSORE DEGLI STUPRATORI Si è sentita umida?

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COMMENTI AL VIDEO STUPRO DOPO LA PUBBLICAZIONE SUL SITO DI BEPPE GRILLO 26 AGO 2008:DA FABIO GREGGIO

Il Blog di Franca Rame - 27 Agosto, 2008 - 15:45

Commenti al Video Stupro dopo la pubblicazione sul sito di Beppe Grillo 26 ago 2008:

maubax ha aggiunto un commento su LO STUPRO - Franca Rame:
... potrei cambiare cittadinanza se mi facesse schifo essere italiano
... potrei cambiare religione se non mi ritrovassi nei valori del cristianesimo
... ma non potrò mai cambiare il mio essere maschio/uomo, quindi mi indigno e mi rattristo di fronte alla confessione di questa Donna che ha conosciuto esseri che nulla hanno da spartire con l'essere uomo.
Un abbraccio a Franca e grazie per la tragica testimonianza.
Maurizio

sidespin85 ha aggiunto un commento su LO STUPRO - Franca Rame:
I nostri politici speculano sugli stupri per raccogliere voti, ma poi ci presentano in televisione la donna come un oggetto sessuale privo di personalità educando le generazioni al disprezzo per la donna e le donne alla poco rispetto dell apropria dignità.
Basta con questa ipocrisia.

blackvenere23 ha aggiunto un commento su LO STUPRO - Franca Rame:
ecco mi viene da piangere....che donna,che coraggio,che forza.grazie franca rame,hai tutta la mia stima

sineDNX ha aggiunto un commento su LO STUPRO - Franca Rame:
Brava, gradissima Franca!

T4l0nITA ha aggiunto un commento su LO STUPRO - Franca Rame:
spesso noi uomini facciamo proprio schifo ..

BlackangelNIGHT ha aggiunto un commento su LO STUPRO - Franca Rame:
I miei complimenti.Un recitazione perfetta che ti entra dentro il Cuore.Ti meriti UN MILIONE DI VOTI POSITIVI

Rogerdrums78 ha aggiunto un commento su LO STUPRO - Franca Rame:
Da brividi...che tristezza la razza umana..

antmerl ha aggiunto un commento su LO STUPRO - Franca Rame:
Bravissima.

tuttoquellochesifa ha aggiunto un commento su LO STUPRO - Franca Rame:
spero che la testimonianza di franca apra il cuore di tante testa di cazzo al governo
grazie franca

god8usall ha aggiunto un commento su LO STUPRO - Franca Rame:

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Jurassic media

Il Blog di Beppe Grillo - 27 Agosto, 2008 - 14:14



La giornalista De Gregorio ha preso il posto del giornalista Padellaro. Guiderà l’Unità. Un giornale assistito dalla carità pubblica. Come gli altri, del resto. Vivono di pubblicità, sempre meno, e delle tasse degli italiani. Soru, governatore del centro sinistra, finanzierà il suo giornale con l’IRPEF. Il nostro, non il suo. L’Unità in un libero mercato avrebbe già chiuso i battenti con gli album delle figurine di Topo Gigio Veltroni. Altri, come Libero, Il Riformista, Il Foglio non sarebbero mai nati. I finanziamenti pubblici ai giornali non sono pubblici. Nel senso che non li decidono le persone. Nessuno finanzierebbe una Polito o una Feltri Onlus.
Gli elemosinieri della stampa sono i partiti e le lobby. Sono TUTTI giornali schierati. Il Sole con Confindustria, la Repubblica con il PDmenoelle, il Corriere con il salotto buono dei Geronzi e dei Tronchetti. Se prendi ordini prendi i soldi, altrimenti chiudi. Nei prossimi dieci anni i giornali, non solo in Italia, scompariranno. Li ricorderemo come un’era jurassica insieme a Scalfari. In tutto il mondo i grandi gruppi editoriali tagliano il personale, riducono le testate, spostano gli investimenti sull’on line. La pubblicità sta migrando verso Internet. In 8/10 anni il travaso sarà completato. Un media non controllabile. Le informazioni le fanno i cittadini. Il palinsesto lo decidono i navigatori. Più sei credibile, più sei visitato nel tempo. Non sono ottimista. Sta succedendo ora.
Marco Travaglio ha detto che l’Unità ha raggiunto una media giornaliera di 48.000 copie. Non ha aggiunto, forse per modestia, che la maggior parte delle copie le porta lui. Molti hanno comprato l’Unità in questi anni solo per leggere Bananas o Uliwood Party. Infatti, Travaglio non è stato nominato direttore dell’Unità. Travaglio partecipa a questo blog con “Passaparola” una volta alla settimana. Tira spesso, senza il supporto di una redazione e la partecipazione di direttori, giornalisti, correttori di bozze e galoppini, 170.000 visualizzazioni su YouTube, oltre ai contatti streaming. Senza fare pagare le tasse a nessuno. Quattro volte le copie giornaliere dell’Unità. Senza editori, senza canone, senza pubblicità. E’ la Rete, bellezza. Paga chi vuole e se vuole.

Le prime dieci “libere conversazioni” di Marco Travaglio, circa tre ore e mezzo, sono state raccolte, con il titolo: "Ci pisciano addosso e ci dicono che piove", nel primo numero della collana “Passaparola” da oggi disponibile sul blog.


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del 24 agosto 2008

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[ IL PUDORE CHE NON HANNO...] Della...

Il blog di Sandro Ruotolo - 27 Agosto, 2008 - 09:20

[ IL PUDORE CHE NON HANNO...]
Della gaffe del sindaco di Roma, Gianni Alemanno ( qualcuno lo ha definito il sindaco piacione della destra, una brutta e sbiadita copia di Walter Veltroni) si è detto nei giorni scorsi a proposito dei poveri cicloturisti olandesi (botte per entrambi e stupro per lei) che se l'erano cercata. A tener banco oggi è il ministro dell'istruzione. Vi ricordate le dichiarazioni del ministro Mariastella Gelmini? "Quelli del sud sono insegnanti di serie B"? Ebbene si è scoperto che la bresciana Gelmini è diventata avvocato superando l'esame di stato a Reggio Calabria. Un pò di pudore, please!

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Tags: politica, gianni alemanno, mariastella gelmini


                                   



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Una tranquilla Italia da paura

Il Blog di Beppe Grillo - 26 Agosto, 2008 - 13:28



I sindaci sono in prima linea contro la violenza, ma non quella degli stupratori. Quella dei turisti che vengono in Italia a passare un tranquillo week end di paura. Un turismo sprovveduto. Gente che si espone a proprio rischio e pericolo in tenda o in camper. Un atteggiamento che rovina la reputazione dell’Italia all’estero.
Una coppia di tedeschi con un cagnolino parcheggia la macchina e campeggia in una spiaggia di Torre Annunziata. Sono picchiati, la ragazza stuprata da tre ITALIANI che, secondo le cronache, fanno un giro con lei per due volte a turno in macchina. Il cagnolino morsica uno dei tre ITALIANI e per vendetta viene sgozzato.
Giosuè Sparita, sindaco di centrosinistra di Torre Annunziata, ha tenuto a precisare che i due turisti “con un po' di attenzione in più avrebbero potuto evitare l'orribile episodio di violenza”.
Due cicloturisti olandesi si fermano alle porte di Roma. Montano una tenda in un campo a Porta Galeria, periferia sud. Sono picchiati a sangue con i bastoni da due ROMENI. Lei è stuprata dai due pastori ROMENI (uno espulso da tempo). La donna ha perso quasi tutti i denti. Ora è in ospedale insieme al marito.
Gianni Alemanno, sindaco di centrodestra di Roma, si è soffermato sull’episodio: “Se due turisti vengono a Roma in bicicletta e si vanno ad accampare in un posto abbandonato da Dio e dagli uomini dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a un branco di pastori immigrati, ebbene è difficile garantire loro la sicurezza. La loro è stata una grave imprudenza
Al loro Paese olandesi e tedeschi, ma vale lo stesso per danesi e irlandesi, piantano la tenda in un prato e dormono tranquilli. Da noi vengono stuprati due volte, dai delinquenti e dalle autorità.
Campeggiare alla periferia di Roma “abbandonata da Dio e dagli uomini” in cui vagano “branchi di pastori” o su una spiaggia campana senza fare “un po’ di attenzione” alla delinquenza locale è più pericoloso che dormire in una foresta della Tanzania.
L’italiano in CASA SUA ha sbarre alla finestra, porte blindate e antifurto e il turista viene in Italia in tenda senza pitbull e armi da fuoco?
All’estero pensano che il fim Gomorra sia una fiction, invece è tutto vero. I turisti, prima di partire, dovrebbero essere costretti a guardarlo a occhi aperti come il protagonista di Arancia Meccanica.


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ABBIAMO TUTTE LA STESSA STORIA da "Tutta casa, letto e chiesa"

Il Blog di Franca Rame - 26 Agosto, 2008 - 09:36

Nel centro della scena vuota un praticabile scosceso delle dimensioni di un grande letto sul quale è distesa una ragazza. Luce bassa.

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Comuni a 5 stelle: Acquanegra

Il Blog di Beppe Grillo - 25 Agosto, 2008 - 12:23


Consiglio comunale Carate Brianza

La democrazia in Italia non c’è più. Non è attraverso un nuovo partito che le cose cambieranno, come alcuni, anche nel blog, credono. Tutto cambierà quando cambieremo noi. Nella nostra vita quotidiana, in quello che mettiamo nella borsa della spesa, nei nostri comportamenti. I partiti sono il passato. I cittadini sono il futuro. la democrazia deve essere partecipata, attuata. Attuata da me, da te, da tutti. La delega a Veltroni o a Berlusconi produce solo mostri. E’ il sonno della democrazia. E’, ormai, una pagliacciata. Non c’è nessuno dall’altra parte del muro. Troverete interessi economici, bancarottieri, mafiosi in doppiopetto, massoni, scarichi industriali, centrali nucleari, inceneritori e ignoranza.
Non possiamo più voltarci dall’altra parte di fronte alla distruzione della nostra società, dobbiamo voltarci da QUESTA parte. E fare qualcosa. Non abbiamo bisogno di un altro duce e un altro re, ma solo di dipendenti che ESEGUONO il nostro programma.
Dobbiamo iniziare dai comuni, il blog appoggerà nel 2009 le liste civiche che si ispireranno al suo programma. In settembre inizierà la campagna elettorale. Senza l’amministrazione dei comuni, i partiti si svuoteranno come un palloncino bucato, i piranha non avranno più l'acqua dove nuotare. I comuni virtuosi esistono già, sono veri comuni a cinque stelle. Ne riporterò le esperienze sul blog.
Un’ultima cosa: FILMATE (e sottotitolate) le sedute dei consigli comunali e mettetele in rete. E’ un vostro diritto. Se il sindaco non ve lo permette, denunciatelo.

“Acquanegra: l’acqua del rubinetto di casa.
Il nostro viaggio nell’Italia dei Comuni a 5 stelle comincia da qui, Acquanegra Cremonese, comune di circa 1500 abitanti in provincia di Cremona. L’avventura di questa piccola comunità per ridurre la propria impronta ecologica parte dall’acqua, dal bene comune per eccellenza, così maltrattato nel tempo e fatto merce per gli interessi dei soliti noti.
L’amministrazione comunale, ad un anno dal proprio insediamento, lancia il progetto “Chiare, fresche e dolci acque… del rubinetto”. Dopo aver distribuito un foglio informativo in tutte le case in cui venivano spiegati i vantaggi ambientali ed economici derivanti dall'utilizzo dell'acqua del rubinetto al posto di quella in bottiglia, fu organizzato un incontro pubblico con la responsabile del laboratorio della ditta che gestisce la rete idrica, durante il quale furono raffrontate le caratteristiche chimiche di alcune acque minerali in commercio con quelle dell'acqua prelevata all'uscita del rubinetto di un'abitazione privata. In quell’occasione furono anche presentate le analisi chimiche della stessa acqua del rubinetto dopo un trattamento di filtrazione con una apposita brocca.
Per convincere sempre più famiglie ad utilizzare l'acqua del rubinetto, l’iniziativa (ancora oggi attiva) prevede un intervento del Comune in due forme: la fornitura in comodato gratuito ai cittadini che ne fanno richiesta, e che hanno acquistato un set di 3 filtri, di brocche filtranti; il rimborso di una parte del costo per l'installazione di un filtro a struttura composita, conforme ai requisiti di legge, da applicare sotto il lavello. Circa il 10% delle 500 famiglie del Comune ha aderito all'iniziativa, la maggior parte scegliendo la brocca.
Se ipotizziamo un consumo medio di 1.5 litri al giorno per famiglia, è possibile stimare che in questi tre anni sono state “risparmiate” circa 55.000 bottiglie di plastica.
Anche le scuole comunali sono state coinvolte nell’iniziativa, coinvolgendo le maestre sui vantaggi derivanti dall’utilizzo dell’acqua del rubinetto e sulle garanzie di salubrità dell’acqua filtrata e installando nelle due mense scolastiche i filtri a struttura composita.” A cura di Marco Boschini


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DARIO FO: “Viareggio censura il mio manifesto solo per ragioni politiche”

Il Blog di Franca Rame - 24 Agosto, 2008 - 14:49

Il progetto era stato approvato dalla precedente amministrazione di sinistra ma ora le cose sono cambiate. Da maggio a Viareggio c’è una giunta di centro-destra.

Per Fo è stato come fare un salto indietro di quasi 40 anni, quando i suoi programmi venivano boicottati e censurati.

“…la realtà è che si è preferito un manifesto senza satira, un semplice ‘sghignazzo’, se così si può dire. In questo modo credo però che distruggano le radici del Carnevale di Viareggio che, forse unico nel panorama nazionale e internazionale, ha fatto della satira, della critica al costume e del gioco sarcastico il fondamento della sua esistenza.”

http://www.francarame.it/files/carnevale_censura.pdf

http://www.francarame.it/files/Viareggio_censura.pdf                                               

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Uomini e mezz'uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraquà

Il Blog di Beppe Grillo - 24 Agosto, 2008 - 11:32



Gli italiani non si meritavano Giovanni Falcone. Lui sapeva che lo avrebbero ammazzato. Così come lo sapeva Paolo Borsellino. Sono andati a morire come i primi cristiani nel Colosseo. Lasciati soli dalle istituzioni, dai partiti, da molti colleghi. Borsellino morì di fronte alla casa della madre. Non fu prevista nessuna misura di sicurezza. Ci andava ogni domenica. L’autobomba fu parcheggiata a pochi metri dal campanello del cancello. Il 13 luglio 1992, sei giorni prima dell’attentato, disse a un poliziotto: “Sono turbato. Sono preoccupato per voi, perché so che è arrivato il tritolo per me (dal continente, ndr) e non voglio coinvolgervi” (*).
Sedici anni dopo Capaci, il presidente del Consiglio si chiama Silvio Berlusconi. In Parlamento ci sono Cuffaro e Dell’Utri. La mafia non ha più bisogno delle bombe. Gli bastano le leggi. “Un rapido elenco di ‘riforme’ : 1) sostanziale abolizione dell’art.41 bis che impediva la comunicazione tra i detenuti e l’esterno; 2) revisione di alcuni articoli del codice di procedura penale che hanno posto limiti all’utilizzabilità delle dichiarazioni accusatorie; 3) dopo la revisione di tali norme, vero cedimento alle richieste della destra, nessuna disposizione è stata varata a tutela dei cittadini non mafiosi che testimoniano nei processi di mafia; 4) la nuova legge sui collaboratori di giustizia ha provocato un’unica conseguenza: non si pente più nessuno; 5) la possibilità di allargare l’istituto del rito abbreviato anche ai reati più gravi, con uno sconto immediato di un terzo e la contemporanea conclusione delle indagini su quei fatti. A ciò va aggiunto che nessuna iniziativa è stata adottata per rendere operativa l’anagrafe dei conti e depositi bancari prevista sin dal 1991 su suggerimento di Giovanni Falcone”. (**)
Intervistato da Francesco Licata nel febbraio del 1991, Falcone si lasciò andare a uno sfogo: “Ma cosa credono questi signori? Davvero sono convinti che siamo tutti uguali? Credono che mi stia salvando la vita? Io non ho paura di morire. Sono siciliano, io. Sì, io sono siciliano e per me la vita vale meno di questo bottone”. (**)
Lo psiconano vuole riformare quello che è rimasto della Giustizia e dice di volerlo fare “ispirandosi al pensiero di Falcone”. Può permettersi di dirlo senza che nessun giornalista presente gli sputi in faccia o, più sobriamente, gli ricordi la permanenza dell’eroe Mangano nella sua villa di Arcore. La riforma della Giustizia è già avvenuta da tempo. L’hanno attuata D’Alema e Fassino, Castelli e Berlusconi, Prodi e Mastella. Un passo alla volta. Un accorciamento dei tempi di prescrizione alla volta. Un indulto alla volta. Una limitazione delle intercettazioni alla volta. Un'abolizione del falso in bilancio alla volta. Oggi siamo ai chiodi bipartisan nella bara.
Don Arena, nel romanzo: ‘Il giorno della civetta’ di Sciascia, divideva l’umanità in uomini e mezz'uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraquà. Falcone era un uomo, noi, che siamo rimasti, cosa siamo?

(*) L’agenda rossa di Paolo Borsellino. Lo Bianco, Rizza. Ed. Chiarelettere
(**) Storia di Giovanni Falcone. La Licata. Ed. Feltrinelli


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del 17 agosto 2008
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Morti Bianche: "Spirale di solidarietà"

Il Blog di Beppe Grillo - 23 Agosto, 2008 - 17:46

Riporto una testimonianza dal libro "Morti Bianche" di Samanta Di Persio disponibile sul blog a prezzo libero.

"Sono Vanessa Sciancalepore, cugina di Michele Tasca. Il 3 marzo 2008 è avvenuta la tragedia alla Truck Center di Molfetta, specializzata in lavaggio di cisterne. Le cause del dramma che ha portato lo strazio nella mia famiglia ancora non sono certe. So solo che il primo operaio è sceso nella cisterna di proprietà delle Ferrovie dello Stato per effettuare la pulizia e nessuno l’ha visto risalire. La cisterna doveva essere bonificata perché avrebbe dovuto contenere zolfo. Successivamente sono andati giù contemporaneamente mio cugino e un suo collega. Sembrerebbe che mentre scendevano le scale sono svenuti perché la sostanza letale all’interno della cisterna era presente in quantitativi elevati. Potrebbe essere stato l’idrogeno solforato la causa del decesso. Di certo c’è che è volato via e Michele è morto da eroe, perché voleva salvare un altro operaio.
Tutti sono morti per cercare di salvarsi fra di loro; una catena di solidarietà che ha spezzato la vita a Michele e ad altri quattro uomini: Vincenzo Altomare, 60 anni, titolare della ditta Truck Center, Guglielmo Mangano, 44 anni, Biagio Sciancalepore, 24 anni e Luigi Farina, 37. Operai specializzati.
Quel martedì mia sorella tornò a casa verso le 18.00 e mi disse: “Vane, Michele ha avuto un incidente, è grave”. Quando sentii quelle parole sbiancai. Tremavo, non volevo crederci. La mia risposta fu: “Oh, mio Dio!” Sono scappata diretta verso l’ospedale. Volevo trovare mio cugino. Mentre lo cercavo, mi ripetevo che si sarebbe ripreso. Arrivata davanti alla sua stanza non mi hanno fatto entrare, sono riuscita solo a vedere mia madre e mia zia che piangevano.
Allora ho capito che la situazione era veramente critica. Quel giorno mia madre e mia zia erano insieme, stavano facendo le pulizie. Un amico di famiglia le ha avvisate dicendo che alla Truck Center era accaduta una tragedia, c’erano dei morti, ma le rassicurò dicendo che Michele non era fra quelli. Allora, loro hanno immediatamente chiamato il cellulare di mio cugino. Rispose un medico dicendo che il ragazzo era molto grave. Sono corse all’ospedale e sono riuscite a vederlo solo mentre veniva spostato da un ospedale all’altro. Michele verrà ricordato come l’ultimo operaio che si è spento. All’inizio i medici non ci avevano dato speranza, quando si accorsero che respirava ancora fu portato all’ospedale di Molfetta e poi trasferito al reparto di rianimazione di Monopoli. La mattina del 4 marzo, alle 5.30 il cuore di mio cugino ha smesso di battere, per le gravi lesioni riportate ai polmoni. Io l’ho saputo un’ora dopo.
Avevo pregato tutta la notte. Avevo tenuto tutta la notte la corona del rosario in mano, con la speranza che lui si svegliasse. Anche se in una stanzetta remota del mio cuore, dove non volevo entrare, sapevo che non sarebbe stato possibile. È stata la notte più lunga e dolorosa che abbia mai trascorso. Sarà difficile dimenticare.
È impossibile riuscire a trovare le parole per descrivere il dolore immenso che si prova. L’ultima volta che l’ho visto, era disteso sul lettino. I suoi occhi azzurri erano chiusi, sembrava addormentato, la testa era bendata. Solo un piccolo ciuffo di capelli si vedeva. Non potevo toccarlo, avevo voglia di abbracciarlo, di dirgli che gli volevo bene, pensavo che si sarebbe svegliato. Ma non è successo. Dopo qualche mese dalla sua scomparsa, non vederlo più mi fa terribilmente male, è una sofferenza enorme. La mancanza diventa un tormento. Guardare le sue foto non basta. A volte pensi di aver sentito la sua voce, di averlo visto per strada, ma non è così. La notte mi addormento con la speranza di svegliarmi e accorgermi di aver solo fatto un brutto incubo, oppure mi addormento sperando di sognarlo. Michele era un ragazzo speciale. Non lo dico solo perché era mio cugino, lo dico perché è veramente così. Aveva due grandi occhi azzurri espressivi. Era divertente, solare, educato, sincero, dolce, generoso, sensibile, riservato ed anche un grande lavoratore. Ha incominciato a lavorare da piccolissimo, prima come barista, poi come lavaggista di cisterne. Anche quando frequentava la scuola lavorava, il periodo estivo come stagionale negli hotel, alberghi: era un cuoco. Si divideva nei suoi lavori estivi e invernali per pagarsi la macchina. Amava la musica house, le automobili, la sua squadra del cuore era il Milan e naturalmente il Bari. Non aveva vizi, l’unico se così si può definire, era il fumo. Ma sono certa: aveva voglia di vivere.
Non lo ricordo mai triste, il suo sorriso lo caratterizzava, anche durante qualche rara discussione. Non alimentava mai liti, cercava di non far pesare mai niente. Aveva sempre la battuta pronta, era impossibile annoiarsi e non volergli bene. Con Michele avevo un legame fortissimo, andavamo molto d’accordo e spesso uscivamo insieme. Era premuroso, non mi lasciava mai sola. Ogni volta che tornava dai lavori stagionali aveva sempre un regalino per me. Io e Michele eravamo coetanei, eravamo inseparabili, alla nostra età a tutto pensi tranne che puoi morire. Quando la tua vita viene colpita da una tragedia, inevitabilmente si cambia. Mi sento intimorita. Mia zia è tornata a sorridere, ma solo in apparenza. C’è il proprio lavoro che distrae. Ma ogni tanto lo sguardo si fissa, i pensieri tornano lì. Mi interrogo su come possa essere accaduto.
Me la prendo con lo Stato italiano che non è severo abbastanza e così tutti fanno quello che vogliono perché non vengono puniti. Vorrei che lo Stato si desse da fare prima che accadono queste tragedie, non intervenire dopo quando ormai è troppo tardi. Ma ho constatato che non interviene neanche dopo. Ci hanno dato le stelle al merito, ci hanno promesso un’occupazione, ma dopo tre mesi ci hanno dimenticato. Fino a tre anni fa vivevo in Germania. Lì le cose sono diverse, non ho mai visto un operaio senza elmetto o altre misure di protezione. Le pene ed i controlli vengono effettuati con criteri diversi da quelli italiani.
Perché lavorando si deve morire? L’unica risposta che ho trovato per giustificare tanto dolore è che Dio e il papà di Michele, volato via 20 anni fa, l’hanno voluto al loro fianco. Forse mio cugino era troppo buono per poter vivere in un mondo di crudeltà, falsità e ingiustizie. Il tormento però continua: perché proprio lui? Ogni cosa che mi circonda mi fa pensare a lui, a volte di notte penso che la stella più luminosa sia proprio lui. È li che mi protegge."
Samanta Di Persio dal libro "Morti Bianche".



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La nicotina e la morte delle api

Il Blog di Beppe Grillo - 22 Agosto, 2008 - 12:23



Se vedete un’ape che muore, preoccupatevi. Albert Einstein disse: “Se l’ape scomparisse, all’uomo resterebbero quattro anni di vita”.
Le api producono miele, pere, mele, pomodori, trifoglio, erba medica, latte, carne. Trasportano il polline e trasformano il mondo in cibo. Le api, un bioindicatore dell’ambiente, sono una specie a rischio. Oggi loro, domani noi. Il Guardian nell’articolo “Honeybee deaths reaching crisis point” riporta che un terzo dei 240.000 alveari britannici è scomparso durante l’inverno e la primavera. Il ministro inglese Rooker ha dichiarato che, se non cambierà nulla, entro dieci anni non ci sarà più un’ape nell’isola. Le api contribuiscono all’economia britannica per 165 milioni di sterline all’anno per la produzione di frutta e verdura. Oltre al miele naturalmente. La Honey Association prevede che il miele locale sarà finito in Gran Bretagna entro Natale. Riapparirà sulle tavole soltanto nell’estate del 2009.
La crisi è mondiale. Il maggior produttore di miele è l’Argentina che ha ridotto del 27% le sue 75.000 tonnellate annue. Negli Stati Uniti (-25% degli alveari nel 2008) e nel resto del mondo le api ci stanno lasciando. In Italia è una strage. Nel 2007 sono morte il 50% delle api, persi 200.000 alveari e 250 milioni di euro nel settore agricolo. Ma non è una priorità. Gli inutili soldati nelle strade, il bavaglio alla Giustizia con la separazione delle carriere, le impronte ai bambini Rom, il lodo Alfano per la messa in sicurezza della banda dei quattro, gli inceneritori della Impregilo. Queste sono priorità!
Perché le api muoiono? Per l’ambiente, il clima, la varoa (un acaro), i pascoli trasformati in coltivazioni di soia per i biocarburanti, per i pesticidi, l’inquinamento dei corsi d’acqua. Gli alveari si spopolano per il fenomeno del CCD (Colony Collapse Disorder) perché la razza umana sta avvelenando il mondo.
Qualcosa in Italia si può fare e subito. Vietare l’uso dei pesticidi nicotinoidi. In Francia lo hanno già fatto. Sulle api hanno l’effetto della nicotina. Gli fanno perdere il senso dell’orientamento, non riescono a ritornare nell’alveare e muoiono.
Chi usa o produce un pesticida nicotiniode mette a rischio, oltre alle api, anche la nostra sopravvivenza. Datemi una mano, inserite nei commenti di questo post informazioni sui produttori, sugli utilizzatori, sulle conseguenze sull’ambiente.
Chi avvelena un’ape, avvelena anche te.


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Nazionalismi olimpici

Il Blog di Beppe Grillo - 21 Agosto, 2008 - 12:02



Le Olimpiadi di Pechino, ma anche quelle precedenti, lo confesso, mi danno la nausea. Le abolirei. Sono un fantastico baraccone economico che gira il mondo ogni quattro anni. Dove arriva il circo si costruiscono stadi, strade, grattacieli, metropolitane, intere città. Le Olimpiadi sono un trionfo, un orgasmo del cemento.
La torcia accesa non è più simbolo di pace. Il mondo continua le sue guerre, i suoi stermini a cinque cerchi. Il Tibet e lo Xinjiang sono finiti sotto il tappeto degli sponsor. La Georgia e l’Ossezia sono stati eventi fastidiosi, hanno tolto spazio al tennis da tavolo e al nuoto sincronizzato. Le Olimpiadi sono un treno impazzito. Se chiedete al macchinista qual è la prossima stazione non saprà rispondervi.
Delle Olimpiadi mi infastidiscono i record fasulli, gli sport olimpici praticati da quattro gatti, gli atleti dopati, l’entusiasmo a comando degli spettatori, le premiazioni in fila per tre. Più di ogni altra cosa, però, è il nazionalismo che mi manda in bestia. Il nazionalismo dello sportivo che piange all’alzabandiera, con la mano sul cuore, lo sguardo perso verso l’alto. Il nazionalismo dei media che danno spazio sempre agli atleti nazionali, anche di discipline improbabili (conoscete qualcuno che giochi a badminton?), anche se lontani dal podio. Le Olimpiadi sono una guerra simulata.
Vorrei atleti senza bandiere. Senza sponsor. Senza un Presidente che li saluta alla partenza e li riceve al ritorno da trionfatori. Vorrei che chi usa i suoi eserciti per uccidere altri esseri umani DURANTE le Olimpiadi sia espulso con infamia e per sempre dai Giochi. I russi che hanno invaso la Georgia, gli americani che occupano l’Iraq, la Cina che schiaccia il Tibet non hanno nessun diritto morale di partecipare o di ospitare i Giochi Olimpici.
L’uomo non è più il centro delle Olimpiadi, le Nazioni hanno preso il suo posto.La grancassa mediatica delle medaglie e delle medagliette ci fa sentire più italiani, più messicani, più coreani. Più diversi. I migliori. Le razze elette.


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Le margherite padovane

Il Blog di Beppe Grillo - 20 Agosto, 2008 - 13:02



Il cromo esavalente è cancerogeno e mutageno, è un prodotto di scarto industriale. Nel nord Italia è presente nei fiumi, dalla Dora, al Po, al Brenta e nei prati. Chi lo scarica risparmia sui costi di smaltimento. Chi deve controllare, pagato dalle tasse dei cittadini, non fa nulla. Chi lo respira, lo beve attraverso l’acqua o lo mangia con i prodotti della terra si ammala e muore di tumore. I delinquenti che inquinano e i parassiti che non controllano non sono mai condannati. Il meccanismo di causa e effetto non è immediato come un colpo di pistola. Ma non c’è alcuna differenza. Gli inquinatori sono degli omicidi e le pubbliche amministrazioni informate sui fatti sono testimoni che tacciono o colludono. Quando c’è un processo di solito i loro reati vanno in prescrizione o patteggiano. E, per loro, la vita può continuare a sorridere grazie alle leggi italiane. Il 95% dei reati in Italia non è di fatto punibile, cadeau dello psiconano.
A Bassano del Grappa è in corso un processo per omicidio colposo plurimo per la morte per tumore di 14 operai della PM Galvanica di Tezze sul Brenta a causa del cromo. La prossima udienza si terrà il 21 novembre 2008. A Tezze e dintorni sono stati scaricati nell’ambiente negli ultimi vent’anni rifiuti tossici, tra cui il cromo esavalente. E’ un territorio ricco di acque e di falde inquinate, come riportato anche dai giornali locali. La quantità massima di cromo esavalente permessa è di 5 microgrammi per litro. Nelle falde che vanno da Tezze a Cittadella e a San Giorgio sono stati rilevati 170 microgrammi. Nella zona vi sono importanti aziende di acque minerali.


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Si sa tutto dell’inquinamento, ma i giorni scorrono tranquilli. Di tanto in tanto c’è qualche sorpresa. Nei prati e nei giardini dell’Alta Padovana si possono trovare delle margherite giganti. Petali enormi da togliere uno ad uno. Al posto di “M’ama, non m’ama”, si mormora, toccandosi, “Muoio, non muoio”. Le infiorescenze gialle della Leucanthemum cromum padovanas sono alte, folte e spesse. Dopo le margherite, toccherà alle persone. I padovani mutanti si riconosceranno per una leggera fosforescenza verde e per un aumento esagerato del pisello. Il cromo esavalente al posto del Viagra. E’ bello morire così.


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Eleições Limpas

Il Blog di Beppe Grillo - 19 Agosto, 2008 - 14:43



Il Parlamento italiano è diventato nero? No, è solo più sporco. Mussolini si vergognerebbe di essere accostato a condannati per mafia e per corruzione. I condannati in via definitiva sono del PDL, "ma anche" del PDmenoelle. I morti viventi della sinistra denunciano la scomparsa dell'opinione pubblica. Quella che hanno ignorato, sbeffeggiato, insultato. Populista, giustizialista, qualunquista. Per questi se l'opinione pubblica non ha la loro opinione, non esiste. Ho l'idea che i condannati, anche per reati gravissimi, in via definitiva o in primo e secondo grado, pensino di averla fatta franca. Qualche ragione possono averla. Topogigissimo Veltroni con il suo governo ombra è una farsa all'italiana. Ci vorrebbe Alberto Sordi con la sua inimitabile pernacchia per definirlo. Il Lodo Alfano ha reso intoccabile la banda dei quattro e lo psiconano è finalmente rilassato.
Voglio rassicurare Curzio Maltese, Nanni Moretti, Eugenio Scalfari e gli Intellettuali della Sinistra. L'opinione pubblica esiste! E' stata in tutte le piazze d'Italia a discutere di energia, di rinnovabili, di Wimax, di economia sostenibile. A Bologna l'otto settembre 2007, a Torino il 25 aprile e a piazza Navona l'otto luglio 2008. La sua voce parla di futuro e loro sono il passato. Non riescono a sentirla. La richiesta di una legge per un Parlamento Pulito è stata ignorata. Il Parlamento è più infetto di prima, più distante di prima dai cittadini. Deputati e senatori: mogli, amanti, sodali, avvocati, corrotti e corruttori sono "nominati" dai partiti. Il Parlamento è diventato un luogo pubblico per atti privati.
Le altre nazioni ci stanno superando in tutto, anche nella giustizia, anche in Sudamerica. Un blog ha segnalato che in Brasile l’AMB , Associazione Magistrati Brasiliani, sta promuovendo l'iniziativa “Eleições Limpas” (Elezioni Pulite). In Brasile, sin dal 1990, non possono essere eletti candidati con condanne definitive, grazie a una legge popolare. L'AMB ha chiesto che alle prossime elezioni comunali sia reso ineleggibile anche chi è stato condannato in primo grado. Il STF (Supremo Tribunale Federale) ha respinto la richiesta. L'AMB ha iniziato allora una raccolta di firme per una nuova legge popolare.
I candidati brasiliani non sono diversi dai nostri. Le loro condanne vanno dalla corruzione, al riciclo di denaro sporco, all'estorsione, al traffico di droga. C'è una piccola differenza, l'opinione pubblica brasiliana non è considerata giustizialista perchè non vuole essere rappresentata da condannati. I magistrati non sono eversivi se chiedono pulizia in Parlamento e il Governo e l'Opposizione uniti non passano il tempo a proteggersi a vicenda dai cittadini.
L'AMB pubblica sul suo sito l'elenco aggiornato di tutti i candidati con un processo a carico. In Italia lo fa un comico, in Brasile i magistrati.


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CIAO A TUTTI....

Il Blog di Franca Rame - 18 Agosto, 2008 - 20:03

Vado a trovare mia sorella Pia che non sta bene. Poi andrò da Jacopo per qualche giorno con Dario... mi farò viva, appena torno. Un abbraccio a tutti. Un ringraziamento particolare a Gargantua che si sta occupando, in modo egregio, del NOSTRO blog! franca

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La Dora al cromo esavalente

Il Blog di Beppe Grillo - 18 Agosto, 2008 - 15:25



La Dora scende dalle Alpi, attraversa Torino e, prima di entrare nel Po, diventa d’oro. Il cromo esavalente delle fabbriche, versato a tonnellate, la tocca come re Mida. La Dora assume allora quel caratteristico giallo paglierino che darà tono e sapore ai vini più pregiati del Piemonte.
Il cromo esavalente è cancerogeno e mutageno, provoca aborti, sgretolamento delle ossa, insufficienza epatica cardiaca e renale, dermatiti, perforazione del setto nasale preceduta da emorragie e, ovviamente, tumori. Il dottor Roberto Topino, specialista in Medicina del Lavoro, mi ha inviato dei filmati della Dora verdeoro. La ThyssenKrupp, quella dell’incenerimento sul lavoro degli operai, è sempre in prima linea nella protezione della salute. Il massimo ammissibile per il cromo esavalente è di 5 microgrammi per litro, nella Dora sono stati trovati fino a 455 microgrammi per litro. Si capisce finalmente il mistero del colore giallognolo di Sergio Chiamparino e di Piero Fassino.
Nessuno controlla. Le ASL, i sindacati, il Comune, la Provincia, la Regione. Un medico deve farlo al loro posto. Improvvisarsi investigatore e filmare, documentare i nuovi untori del cancro. Dopo le sue denunce, comunque non succede nulla. Le fabbriche che hanno inquinato la Dora devono chiudere DOMANI. I loro responsabili portati SUBITO in tribunale per strage aggravata da futili motivi, in sostanza tumori ai cittadini per risparmiare i soldi dello smaltimento del cromo. Non si possono continuare a proteggere dei delinquenti con la scusa del lavoro.
La Dora cromata esavalente è uno scandalo a cielo aperto. Se c’è un magistrato a Torino che segue il blog apra un’inchiesta.


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[CERCASI OPPOSIZIONE...] Benritrovati....

Il blog di Sandro Ruotolo - 18 Agosto, 2008 - 14:48

[CERCASI OPPOSIZIONE...]
Benritrovati. In tanti mi avete chiesto come mai non siamo andati in onda a luglio con lo speciale di Annozero, preoccupati che avessero cancellato il programma. Nessun problema.Torneremo in onda dal prossimo 25 settembre, non più da via Teulada ma dal teatro delle Vittorie, con una nuova scenografia. Di fatti ne sono accaduti tanti in questo periodo. Dal decreto antiprecari, al pacchetto sicurezza, alla guerra tra la Georgia e la Russia con il nostro ministro Frattini che, dalle Maldive, seguiva l'evolversi della situazione. Ma il mio dialogo con voi lettori di questo blog ricomincia da ciò che, a Locarno, ha detto Nanni Moretti pochi giorni fa: "E' inaccettabile  che in una democrazia un uomo che ha il monopolio dell'informazione televisiva si candidi a guidare il paese per cinque volte di seguito in 14 anni. Chi ricorda che questa e' una cosa inaccettabile per una democrazia passa per una persona noiosa, ovvia, che dice cose grossolane. Ma  non e' grossolano dire queste cose, ma e' grossolana la realta' italiana. L'assuefazione italiana a considerare normali cose che in una democrazia non lo sono e' una cosa molto molto grave". Ha ragione Nanni Moretti a lanciare questo grido d'allarme. Il modello politico-culturale berlusconiano ha sfondato. Il pensiero unico è più che mai forte. Più che un'opinione pubblica morta, io vedo tante opinioni "personali": un Paese sfilacciato dove il rischio dell'omologazione mina alle fondamenta la democrazia. E' opinione comune che non ci sia opposizione al governo, è opinione comune che il Paese stia andando a destra.  Sarà un luogo comune ma le vicende interne al partito democratico e di linea politica inducono al pessimismo. Certo, Antonio Di Pietro e la sua Italia dei Valori tengono il punto e l'appello di oggi di Walter Veltroni a non "perdere la memoria" a voler combattere "il pensiero unico" non cambia l'immagine di oggi del partito democratico, un partito che appena nato sembra già vecchio.
 

Pubblicato da aleruotolo | Commenti (23)


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ALTRO DISASTRO NAPOLETANO.Chiaiano è sola. www.chiaianodiscarica.it/

Il Blog di Franca Rame - 18 Agosto, 2008 - 11:52

Gent.ssa Franca Rame, sono il curatore del sito www.chiaianodiscarica.it . Le riscrivo sperando di essere più fortunato. Chiaiano ha delle cave. Cave situate in una selva, che è l'unico polmone verde di Napoli. Qualcuno ha avuto la buona idea di riempire le cave di rifiuti, c'è spazio anche per quelli pericolosi. Come se non bastasse la cava dista mediamente 2,0 Km dagli ospedali della zona ospedaliera, l'ospedale Monaldi dista solo 1,6 Km dalla cava. Tale ospedale è specializzato in malattie infettive, pertanto una discarica nelle vicinanze è l'ideale. La cava è distante circa un 1 km dal parco del poggio Vallesano, un insediamento abitativo che è la sede del presidio nonchè luogo degli attacchi di natura fascista delle forze dell'ordine. Molte famiglie vivono in delle abitazioni che affacciano praticamente sulla discarica, potranno gettare i rifiuti direttamente dalla finestra. Dal produttore al consumatore. La cava, cosa che non sanno i napoletani, è situata nella cuore di Napoli, in una zona densamente abitata, più di 200 mila abitanti. L'Arpac, dopo prelievi incompleti, ha valutato la cava idonea dal punto di vista geologico, cioè non c'è pericolo di inquinamento della falda acquifera. Stimati professori dell'univerisità Federico II di Napoli, come il prof. Ortolani e il prof. De Medici, giocandosi la loro reputazione affermano l'esatto contrario. I tecnici dell'Arpac celandosi dietro un vile anonimato condannano l'intera Napoli. Inutile dire che la cava non è idonea dal punto di vista ecologico, sanitario, logistico e urbanistico. Ad esempio, non ci sono strade adatte per il passaggio di centinaia di camion al giorno, sarà bloccata un'arteria stradale che collega Napoli con la periferia nord. Chiaiano è destinata ad essere un laboratorio. Il laboratorio della strategia fascista attuata dal governo Berlusconi.

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