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Energia rinnovabile giorno e notte, tutto l'anno e costa meno del nucleare!

Quando i sostenitori del nucleare dicono che le energie alternative non potranno mai coprire il fabbisogno energetico del pianeta perchè non ci sono sempre. Il sole solo di giorno, il vento quando vuole lui, l'acqua dei fiumi che finisce d'estate.
Si dimenticano sempre che il mare c'è 24 ore su 24. E non sta mai fermo. E quindi potrebbe fornire un flusso "di garanzia" dell'energia.
E non è il solo sistema per avere energia senza interruzioni.
Ci danno energia costante il geotermico (il calore sotterraneo) e le biomasse (ad esempio il gas prodotto dai batteri che si mangiano immondizia e letame.
Nel frattempo in Usa sono riusciti a digerire con l'aiuto di enzimi le canne del mais che oggi vengono lasciate sui campi. Ne tirano fuori alcool, 10 kw di energia per ogni kw investito nel processo.

Ma è nel settore marino che stiamo assistendo a progressi strabilianti.
Al largo del Portogallo e della Scozia sono stati costruiti impianti formati da enormi tubi galleggianti.
Per approfondire:
http://www.darvill.clara.net/altenerg/wave.htm

Tubi in mare

Galleggianti

Il Gioco dei Regali: offerte e richieste di consulenze. vuoi rispondere tu?

Questi sono i link di domande di consigli pubblicati nel gioco dei regali.
Un grande esperimento mediatico di consigli di massa:

Bimballegri: http://jacopofo.com/node/7365

Stufo marcio: http://jacopofo.com/node/7017

Idee ed aiuti per un' associazione: http://jacopofo.com/node/7290

Corso di cucina in cambio di una casa al mare: http://jacopofo.com/node/7363

Trattamenti shiatsu a Bologna: http://jacopofo.com/node/7332

Regalo oracoli I Ching http://www.jacopofo.com/node/7320

L'uomo a impatto zero

Il primo maggio 2008 Steven Vromman, cittadino belga di 48 anni, ha deciso che sarebbe vissuto con la piu' bassa impronta ecologica possibile.
Da allora produce energia elettrica tramite una cyclette collegata a un generatore e a delle batterie (20 minuti di pedalate per utilizzare il computer 1 ora), ha un lettore mp3 che funziona a manovella con una dinamo. si lava con acqua piovana che raccoglie in una cisterna in giardino, usa solo abiti usati, mangia solo cibo locale andando nelle fattorie e non tocca un imballaggio da mesi.
Usa lampadine a basso consumo, ha coibentato i vetri e presto, grazie a un accordo con un'azienda del settore, isolera' anche il tetto.
Con tutti questi accorgimenti le sue bollette sono scese del 60% e consuma poco piu' di 15 litri di acqua al giorno, contro i 120 di media giornaliera in Belgio.
“La mia vita - spiega Steven - costa il 20% in meno rispetto a prima”.
Peccato che abbia dovuto compostare anche il suo matrimonio.
(Fonte: Corriere, segnalata da Davide Calabria)

Fonte imm

Nel video alcune immagini di Steven Vromman

Il Corriere racconta il solare in Germania (14% del fabbisogno!!!) e i problemi dell'italia (burocrazia).

E un impianto da 400 MILIARDI di euro in Africa!
Questo sì che è ragionare di ecologia e muoversi per affrontare la crisi del sistema petrolio. Sarà decisamente il più grande impianto solare mai immaginato.
Intanto nel nostro piccolo abbiamo costruito 132 impianti di pannelli solari fotovoltaici con il gruppo d'acquisto, ne stiamo costruendo altri 318. Il momento è particolarmente conveniente: il prezzo dei pannelli è diminuito e anche i tassi bancari (http://www.jacopofo.com/pannelli-solari).

IMPIANTI IN AFRICA PER L’ENERGIA DA IMPORTARE IN EUROPA
Il sole catturato dal deserto
nei piani di Germania e Italia
Grazie agli incentivi del governo tedesco la quota delle energie rinnovabili ha raggiunto il 14%. Nel nostro Paese i sussidi più alti nell’area Ue

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BERLINO — Sembreranno file in finite di sedie a sdraio, nella sabbia del deserto del Nord Africa. Blu, co me lo sono i pannelli solari. Si chia ma Desertec ed è un progetto da 400 miliardi (sì, miliardi) di euro che sarà lanciato il 13 luglio a Monaco. L’idea è del gigante assicurati vo Munich Re, che ha messo insie me un gruppo di imprese per realiz zare un vecchio sogno: produrre energia pulita dove c’è molto sole ed esportarla in Europa. Secondo il piano, dal 2019 il Vecchio Continen te potrebbe essere approvvigiona to, per il 15% dei suoi consumi, da energia solare in arrivo dal Sahara. Alla conferenza ci saranno impre se come Deutsche Bank, Siemens, Rwe, E.On, il governo di Berlino, la Lega Araba, il Club di Roma, centri di studio tedeschi e probabilmente anche imprese italiane e spagnole. Una cosa seria. Non risolverà il pro blema della dipendenza energetica da aree politicamente instabili e non sarà facile da realizzare. Ma è il segno che il sole è pronto a fare un salto di qualità nell’economia del mondo e che la Germania dirige le danze. Nonostante il Paese non sia un paradiso tropicale, da quasi un ven tennio i governi tedeschi — ancor più quello in carica di Angela Me rkel — incentivano lo sviluppo del le tecnologie per estrarre energia dal sole. Dal 2004 in modo aggressi vo.

Il risultato di questa politica (e dell’amore dei tedeschi per l’am biente) è che la Germania produce oltre il 14% dei suoi consumi elettri ci da energie rinnovabili (anche vento e biomasse). Se ci fosse più sole, i risultati sarebbero straordi nari. L’incentivo, simile a quello ita liano ma precedente, consiste nel fatto che lo Stato compra dai priva ti (anche famiglie) l’energia solare prodotta con pannelli e non consu mata a un prezzo più alto di quello di mercato: un sussidio per incenti vare le fonti rinnovabili. Interi quar tieri, ad esempio in città come Fri burgo e Ulm, hanno tetti a pannelli fotovoltaici. Alcune cittadine, Mar burg per dire, tendono a rendere obbligatorio il sistema solare sul tetto. Grandi aree sono dedicate al lo stesso scopo: a fine 2008, un ex campo d’aviazione della Germania Est — Waldpolenz — è diventato il primo o secondo parco fotovoltai co del mondo: 40 megawatt. Nel Paese ci sono 160 istituti che fanno ricerca nel campo. Il primo produt tore mondiale di celle fotovoltai che è tedesco, Q-cell, e i grandi gruppi, a partire da Siemens, sono coinvolti nelle diverse fasi del pro cesso. L’idea dei tedeschi è che quella del sole (ma anche del ven to) sia l’industria del futuro, in gran parte destinata all’export. Tra dieci anni — calcola il professor Ei cke Weber, del Fraunhofer di Fri burgo, nel campo, l’istituto forse più importante al mondo — «l’energia solare costerà meno del l’energia tradizionale, il fotovoltai co avrà una grande diffusione.

I Pa esi che si occupano in modo positi vo e aggressivo di questa tecnolo gia avranno un futuro migliore. I lettori del Corriere della Sera do vrebbero rendersene conto». In effetti, l’Italia se n’è resa con to, almeno in teoria. Attraverso il Conto Energia (non troppo diver so dal meccanismo tedesco), il mercato della Penisola è diventato il più generoso in Europa in fatto di sussidi (da 36 a 49 centesimi al chilowattora), tanto che attrae molti investitori dall’estero. Uno studio recente della Scuola di Ma nagement del Politecnico di Mila no prevede che nel 2011 si raggiun geranno i 1.200 megawatt di poten za fotovoltaica installata grazie agli incentivi del Conto Energia, cifra oltre la quale il sussidio dovrà cala re. Ciò nonostante, lo stesso stu dio stima che nel 2012 si possa arri vare (nello scenario migliore) a 2.430 megawatt installati. Una for te crescita: 37 mila impianti in eser cizio, 5 mila dei quali creati nel pri mo trimestre del 2009 (il mercato, oggi, vale mille miliardi, il triplo se si conta l’indotto). Non solo. L’Italia potrebbe esse re — grazie al rendimento dei siste mi fotovoltaici e al calo dei loro co sti — il primo Paese al mondo a rag giungere la parità dei prezzi di ener gia solare e energia tradizionale: se condo qualcuno già l’anno prossi mo, più probabilmente un po’ do po. I sussidi dovranno a quel punto essere ridotti fino ad arrivare a zero ma per il settore si aprirà una sta gione nuova.

Il problema è che la burocrazia ne ostacola lo sviluppo, con cavilli, ostacoli e un sistema di autorizzazioni diverse da comune a comune. Anche così in Italia il setto re attraversa un boom, che sarebbe maggiore se non ci fosse stata la cri si finanziaria, la quale, calcola il Po litecnico, nel 2009 farà perdere 300 megawatt di potenza installata. Il Vaticano ha messo i pannelli sulla Sala Nervi con un progetto ita lo- tedesco, la Sicilia è giustamente all’avanguardia e a Noto si dovreb be realizzare una delle centrali foto voltaiche più grandi al mondo, l’Enel finirà quest’anno un impian to da 5 megawatt con una tecnolo gia innovativa. E il colonnello Gheddafi ha parlato poche settima ne fa con l’amministratore delega to dell’Eni Paolo Scaroni di un gran de progetto per coprire di pannelli solari parte del deserto libico meri dionale: energia a basso costo per i Paesi confinanti più poveri. Sedie a sdraio ovunque.

Danilo Taino
28 giugno 2009
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_giugno_28/energia_solare_germania_italia_401c5566-63b8-11de-baf4-00144f02aabc.shtml

Giovanni voleva baciare Gaia. Ora si e' suicidato!

Una storia veramente triste. La sua vicina di casa, una pupa stratosferica, aveva risposto alla sua corte insistente con una sfida che sapeva di presa in giro: “Ti bacio solo se me lo chiedono in 50 mila”. Ma lui, occhialuto, calvo, il prototipo dello sfigato totale, aveva pensato di avere una possibilita'. Aveva lanciato un appello in rete: “Per favore, chiedete a Gaia di darmi un bacio!”
E in 50 mila si erano commossi di fronte alla forza dell’amore, immensa e vivificante, che ti fa tentare l’impossibile, avevano scritto a Gaia. Miracolo della generosita' del popolo italiano, prono di fronte a tutte le angherie e le mazzette, ma ancora capace di svegliarsi di fronte al piu' sacro dei sentimenti.
La richiesta di Giovanni, che rimbalzava su YouTube, aveva commosso perfino una grande multinazionale come la Nestle' che aveva deciso di sostenere Giovanni, per via che anche i Baci Perugina sono Nestle' e quando si parla di baciare si sentono parte in causa. Cosi' l’appello di Giovanni era rimbalzato su enormi cartelloni pubblicitaria nelle piazze italiane: “Aiuta Giovanni a baciare Gaia!”
Alla fine lei lo aveva baciato. Un bacio rapido, insignificante, senza passione, ma comunque un bacio.
Il problema di Giovanni era che lui si era veramente innamorato di Gaia. Ma tutta la storia era un’invenzione pubblicitaria. Un esperimento di pubblicita' virale escogitato dai cervelli malsani della multinazionale. Giovanni era stato scelto durante un provino che aveva riunito centinaia di possessori di facce da sfigato. Giovanni era risultato, agli occhi dei selezionatori della Perugina, il prototipo del super sfigato. Lo avevano pagato bene ma come ti senti quando scopri che incarni perfettamente la sfigataggine cosmica?
E come accade nella favole noir questo era solo l’inizio del calvario di Giovanni. Quando poi, sul set ha incontrato Gaia ha sentito le ginocchia tremare, il respiro spegnersi, la luce vacillare.
Gaia e' veramente una ragazza di una bellezza straordinaria. E non e' solo bellissima, e' anche una persona dolce, sensibile, intelligente. E Giovanni, l’attore, perde il controllo, si innamora perdutamente di lei. E sa che in nessun caso, la donna piu' bella tra mille che hanno partecipato al casting, si mettera' con lo sfigato assoluto scelto dagli uomini della produzione. E’ timbrato. E’ un giovane che ha un marchio addosso. Un marchio che non ti mette nella miglior condizione di partenza per dire a una donna che la ami.
E che cosa fai se sei tanto pazzo da tentare di corteggiarla comunque? Quale eroica azione puoi compiere, per davvero, che superi l’idea finta di chiedere a 50 mila persone di implorarla di baciarti?
Come fai a stupirla con un’idea di corteggiamento che superi le trovate dei piu' efficienti (e piu' spietati) pubblicitari d’Europa?
E poi c’era una questione che gli bruciava sulle labbra. Per tutto il tempo che era durata la campagna lui aveva aspettato, sempre piu' eccitato, il momento nel quale si sarebbero raggiunte le 50 mila mail e veramente lui avrebbe potuto baciare Gaia.
Quando era arrivato quel momento Giovanni non riusciva quasi a far arrivare l’aria ai polmoni.
L’avrebbe baciata! Un’unica volta. Un unico bacio. Un’unica possibilita' che la chimica dei loro corpi (che va al di la' delle etichette da sfigato) potesse innescare un’emozione amorosa nell’algida femmina riccioluta. Un sogno. O forse il delirio di un ragazzo che aveva la faccia impastata con la sfiga.
E oltretutto, verita' inconfessabile, quello sarebbe stato il primo bacio della sua vita. 31 anni, mai baciato. Giovanni aveva vissuto nella parte del mondo dove quelle cose non ti riguardano, le vedi solo alla tv.
E poi era arrivato il momento. Lui e' dietro alla porta che si apre su una parete finta in uno studio televisivo. Gaia e' dietro la porta che sta aspettando il ciak per suonare al campanello. Giovanni aprira' la porta e Gaia lo bacera'. LO BACERA’. Ma il regista si avvicina e dice: “Gaia, voglio un bacio veloce, non devi aprire la bocca, niente strusciamenti di lingua per favore, una cosa casta, un contatto di labbra e via!”
E Gaia aveva annuito. E a Giovanni il mondo gli era cascato addosso come un autotreno col rimorchio impazzito sopra un’autostrada cosparsa di olio di dolore e notti senza sonno. Non avrebbe avuto neppure quell’unico, sognato, bacio.
Che merda di mondo!
Alla fine Giovanni non ha retto alla depressione e si e' tolto la vita buttandosi sotto un camion di Baci Perugina. Ultima possibilita' di vendetta. Postuma. Ahime'.  
(Le multinazionali del latte in polvere gassificano l’amore. Non comprate i loro prodotti, hanno un sapore triste)

PS

Questa storia e' falsa solo in un punto: Giovanni non si e' suicidato. Sta bene e ha fondato l’associazione “Uomini con la faccia da sfigati che voglio cambiare il mondo.”
E per inciso Gaia, poi, e' anche andata a letto con lui. E lo ha trovato estremamente profumato.
Avranno un bambino a gennaio.

PPSS
Non so se abbiano fatto sesso assieme. Teoricamente sarebbe auspicabile, soprattutto per Gaia, gli uomini di valore con la faccia da sfigati sono decisamente meglio dei produttori di spot con il Ferrari.
Il tutto ipotizzando che Giovanni sia un tipo di valore. Ma niente e' mai certo. A volte anche quelli con la faccia da sfigato possono essere degli sfigati. La vita non e' un film.

Su questa storia e la campagna mediatica che abbiamo lanciato contro lo sfruttamento pubblicitario del romanticismo del popolo vedi: http://www.jacopofo.com/aiuta_giovanni_baciare_gaia_truffa_mediatica

 

Il formaggio pecorino di Hebron

La storia di questa settimana e' stata pubblicata qualche giorno fa sul sito internet del settimanale Carta e ci porta nelle colline intorno a Hebron, citta' della Cisgiordania a circa 30 km a sud di Gerusalemme.
In quest'area poverissima e completamente priva di elettricita', acqua e servizi, un gruppo di donne "El Hallabat" (Donne del formaggio) insieme a diversi pastori locali resistono all'occupazione dei coloni israeliani (che di frequente, e con la complicita' dell'esercito, distruggono raccolti e uccidono bestiame) producendo un antico formaggio locale di pecora e capra, che poi viene rivenduto al mercato.
L'intervista che pubblichiamo di seguito e' al pastore palestinese Hafez Huraini, uno dei collaboratori del progetto.
Buona lettura.

Quando e' nata la South Hebron Hills Committee?
Nel ’48 con la creazione dello Stato di Israele il mio paese Garratin fu raso al suolo. Ci ricostruimmo un villaggio chiamato At-Tuwani, dove un tempo c’era un'ampia area per il pascolo. La gente del mio villaggio e quella dei centri a sud di Hebron e' gente semplice, dedita alla pastorizia e all’agricoltura. Dopo che i coloni fondamentalisti avevano avvelenato svariati ettari di pascoli con chicchi d’orzo bolliti in fluoracetamide, fatto morire piu' di un centinaio di pecore e l’esercito distrutto le case e i nostri antichi sistemi idrici, c’eravamo posti il problema di come resistere alle violazioni del diritto umanitario da parte di Israele. Abbiamo scelto la lotta non violenta agendo in ambito legale, con ricorso alla Corte Suprema, ai Tribunali, ai mezzi mediatici. Il Movimento nonviolento dei pastori Comitato delle Colline a sud di Hebron nasce, con l’appoggio degli abitanti del luogo, dentro quell’esperienza.

Quanti i pastori, quanti i greggi?
Siamo trenta pastori con varie greggi per un totale di 1.400 pecore di razza per lo piu' Baladi ossia autoctone del luogo e Assafi cioe' straniere. Mentre le capre, che rallegrano i luoghi con il suono dei loro campanelli, raggiungono i 350 capi tra Baladi e razza Shami, proveniente dall’est della Siria. Ma la transumanza e' scomparsa. Siamo costretti a tenerle ferme sulle stesse colline, mentre prima del ’48 da Garrattin le greggi transumavano fino a Hebron, vasta zona di pascoli.

Che tipo di pascolo offrono le colline di Hebron?

Abbiamo vari tipi di essenze, fiori e cespugli di cui si cibano le greggi grazie anche a un sistema di irrigazione antichissimo: conserviamo cisterne secolari scavate nella roccia, alcune ancora di origine bizantina, per raccogliere l’acqua piovana nel periodo delle piogge che ha inizio a novembre. Abbiamo quindi una autonomia idrica fino a maggio per uomini e animali. Ma pure queste sono a rischio al pari delle grotte millenarie per via dell’esercito israeliano che le distrugge per costruire mega aree per le proprie esercitazioni militari.

E nel periodo di siccita'?
Nella secca le bestie mangiano di tutto, le pecore anche le radici del grano. Teniamo comunque sempre da parte una riserva di raccolto per gli animali e integriamo con una leguminosa locale, con frumento, con orzo che proviene dalla Francia, con mais che proviene dal Canada.

Con mais non Ogm free?
Probabilmente.

Quando cominciate a mungere?
Da novembre fino a meta' gennaio gli animali partoriscono. Allattano i piccoli per 45 giorni, dopodiche' ha inizio la mungitura che dura 70 giorni e la produzione del Laban, il nostro formaggio locale fatto dalle nostre donne.

El Hallabat e' il loro nome vero?
Si', proprio cosi', Donne del Formaggio, sono loro che mungono, che trasformano il latte in formaggio e mia madre Fatma e' tra le piu' brave, colei che insegna e porta avanti la tradizione.

Raccontaci nei dettagli come avviene la caseificazione del latte.
Il latte di pecora unito a quello di capra viene versato, subito dopo la mungitura, in un recipiente metallico e fatto riposare per 24 ore. Poi viene immesso nella Shraa', un otre ricavato da pelle di pecora, in cui rimane sempre un po’ di "madre", cioe' un po’ di latte fermentato della precedente lavorazione. Issato su un tre piedi di legno l’otre verra' sbattuto poi per un’ora. Tolto dall’otre, il latte viene versato in un pentolone e posto sul fuoco per tre minuti a caseificare. La massa separatasi dal siero viene raccolta in un telo di cotone e appesa a gocciolare piu' o meno per cinque ore, per essere poi conservata con del sale per dieci giorni in un contenitore fatto con pelle di animale. Poi la pasta viene mescolata con aggiunta di sale del mar Morto e un po’ di Helby, una spezia locale.

Un formaggio capro-ovino speziato e molto saporito, quindi?
Certo! Che le donne dei villaggi poi modellano con cura in piccole forme piramidali e mettono al sole per una settimana o dieci giorni per conservarle infine nelle Laban Jamid, piccole borse di tela poste in armadi da formaggio, in un apposito luogo della casa per essere poi vendute al mercato di Yatta.

Cosa ha chiesto a chi ha incontrato in Italia e cosa chiede ai lettori di Carta?
Di fare conoscere la nostra storia. Sara' un primo concreto aiuto per tutelare cosi' le nostre famiglie, le nostre case, i campi, l’acqua e i pascoli. La nostra terra di Palestina.

Fonte: http://www.carta.org/campagne/pace+e+guerra/17787

Nel sito, dopo l'intervista che abbiamo pubblicato, troverete anche una petizione per chiedere al Primo Ministro e al Ministro della Difesa d’Israele di fermare le violenze  e tutelare il lavoro delle donne di El Hallabat.

Dario Fo censurato ad Assisi, nessun giornale nazionale, nessun tg riprende la notizia

Grazie al vescovo di Assisi che ha vietato la piazza antistante alla basilica inferiore non si terrà lo spettacolo su Giotto.
Un fatto allucinante che non interessa ai media omologati.
Abbiamo così deciso di rivolgerci alla stampa internazionale. Dacci una mano a far girare il comunicato.
Eccolo tradotto (il testo in italiano l'ho pubblicato ieri http://www.jacopofo.com/dario_fo_vietata_piazza_assisi_vescvo).

The Bishop of Assisi succeeds in preventing Dario Fo from rehearsing Giotto in front of the Basilica.

Once again a misunderstood sense of the “Sacred” brings the ecclesiastic hierarchies to impose censorship.
The recital should have taken place in Assisi between the 2nd and the 5th of June but it would have most certainly caused a scandal. Not from a religious point of view, no, Dario Fo solely had the intention, through this new performance of his, of proving that a highly diffused belief is wrong.
The paintings within the Upper Basilica or Basilica Superiore attributed to Giotto in fact are not Giotto’s work. And the interesting thing about the matter is that besides being supported by the Franciscan friars of Assisi, Dario Fo’s thesis regarding those extraordinary paintings/frescos proves that Giotto was not the author but another or other great contemporary Maestro/s realized those breathtaking frescos.
Dario Fo created a lecture-performance based upon the above thesis. The performance in divided into three separate evening events, the time needed to argue his thesis basing it upon different historical and technical details. In particular, the fact that every school from Roman to Tuscan, had a particular, diverse and personalized technique of representing images through painting and the outlines or silhouettes used to reproduce the paintings themselves diversified in style and execution.
All these technical elements create a sort of fingerprint hidden behind the painting itself, fingerprint that guarantees and assures that Giotto can’t have participated to the realization of the masterpiece in the nave of the Upper Basilica unless in the role of simple assistant or apprentice.
But the cultural importance of the performance that should have been rehearsed by Dario Fo with the support of the Mayor of Assisi Claudio Ricci, wasn’t enough for the Bishop Domenico Sorrentino who did not withdraw his veto.
Pop songs in front of the Basilica of San Francesco are fine, young girls dancing and even cabaret is acceptable but, please, do not perform anything from the history of art!
Incredible that in the year 2009 in Italy someone still can veto or forbid a Nobel Prize Winner of speaking of Art in front of a church.
The performance “ Giotto o non Giotto” (Giotto or not Giotto) will be recited in July as follows:
2-3 July in Cesena at the Rocca Malatestina
8-9 July in Florence in front of the Basilica of Santa Croce
24-25 July in Perugia in the San Francesco in Campo square

Il vescovo di Assisi riesce a impedire a Dario Fo di recitare un testo su Giotto di fronte alla basilica.

Ancora una volta un malinteso senso del sacro porta le gerarchie ecclesiastiche a praticare la censura.
Lo spettacolo che avrebbe dovuto essere rappresentato ad Assisi, tra il 2 e il 5 giugno avrebbe certamente fatto scandalo. Ma non dal punto di vista religioso. Dario Fo aveva intenzione di portare il suo nuovo spettacolo che dimostra che una convinzione molto diffusa è errata.
I dipinti della basilica superiore attribuiti dai libri di scuola a Giotto non sono di Giotto.
E la cosa interessante è che oltretutto la rappresentazione aveva avuto l’appoggio dei frati francescani di Assisi, anch’essi dell’opinione che quei dipinti straordinari siano da attribuire ad altri grandi maestri del tempo.
Su questa tesi Dario Fo ha costruito una lezione-spettacolo divisa in 3 serate, un tempo indispensabile per argomentare la propria tesi basandosi su diversi particolari storici e tecnici. In particolare il fatto che ogni scuola da quella Romana a quella Toscana si avvaleva di una tecnica pittorica particolare e diversa, nonché di sagome fisse e articolate in modi differenti per riprodurre il disegno.
Tutti questi elementi tecnici procurano una specie di impronta digitale nascosta dentro il dipinto, impronta che ci assicura come nella navata della Basilica Superiore di Assisi Giotto non abbia partecipato con un proprio gruppo all’esecuzione degli affreschi se non come semplice assistente o allievo.
Ma l’importanza culturale dell’opera che si voleva rappresentare e il sostegno del sindaco di Assisi Claudio Ricci non sono riusciti a convincere il vescovo Domenico Sorrentino a ritirare il suo veto.
Vanno bene le canzonette di fronte alla basilica di San Francesco, vanno bene le ragazze danzanti e perfino i numeri da cabaret ma, per favore, niente storia dell’arte!
Incredibile, che nel 2009, in Italia si vieti a un premio Nobel di parlare di pittura di fronte a una chiesa.

Lo spettacolo Giotto o non Giotto sarà rappresentato in luglio il
2-3 Cesena alla Rocca Malatestiana
8-9 Firenze di fronte alla basilica di Santa Croce
24-25 Perugia nella piazza di San Francesco in Campo

La casa ecologica CONVIENE!

17-19 luglio 2009 a Alcatraz

 

CORSO Costruire e ristrutturare con standard ecologici.

Una casa che non ha costi di riscaldamento e energia elettrica, che dura nel tempo, che e' piu' confortevole, che non ha problemi di ricambio dell’aria e di umidita' e non e' tossica.
Una casa dove vivere meglio e piu' a lungo, risparmiando una montagna di denaro.
Una casa che non danneggia l’ambiente e non finanzia le guerre per il petrolio.
Una casa che non ti casca addosso se c’e' un terremoto.

Ad Alcatraz abbiamo dimostrato che e' possibile ottenere questo risultato sia partendo da case storiche sia costruendo ex novo.
E durante il seminario mostreremo tutte le innovazioni che abbiamo adottato.

Il seminario e' promosso da Alcatraz e Service Legno leader nel settore delle ecoabitazioni.
Interverranno Sergio Los (architetto, precursore delle ricerche sulla bioclimatica e le case passive), Maurizio Fauri (professore di ingegneria presso l’Universita' di Trento), Jacopo Fo e altri specialisti del settore.
Costo: 600 euro pensione completa + seminario

Tema
Vogliamo fissare uno standard sulla qualita' delle costruzioni. Una vera e propria certificazione di Qualita' Alcatraz. Uno standard che possa aiutare costruttori e acquirenti a scegliere il meglio senza finire preda di venditori di fumo o di progetti ecodemenziali.
E’ quello che siamo riusciti a fare con il fotovoltaico imponendo al mercato una formula vincente: impianti chiavi in mano finanziati dalla banca al 100% con restituzione rateizzata in 20 anni a tasso fisso. Quando l’abbiamo proposto due anni fa ci sghignazzavano in faccia. E noi eravamo contenti perche' far ridere la gente e' sempre un bene. Poi pero' abbiamo realizzato 100 impianti e abbiamo iniziato a far ridere di soddisfazione i membri del nostro gruppo d’acquisto. Oggi se giri per internet quasi tutte le proposte commerciali si sono uniformate al nostro modello di proposta e questo e' un risultato ancora piu' grande dell’aver realizzato 100 impianti: abbiamo condizionato l’offerta spostandola a favore dei consumatori.
Vogliamo ora realizzare la stessa operazione nel settore edilizio!
Durante il seminario ci occuperemo quindi di descrivere quali sono i requisiti essenziali che una casa ecologica puo' e deve avere, dall’efficienza energetica alla scelta dei materiali.
Ci occuperemo quindi di tecniche di progettazione e costruzione. Ecotecnologie, costi, prospettive del mercato, formule commerciali.
Vedremo inoltre come a Alcatraz abbiamo realizzato isolamento termico, tetti e pareti ventilate, riscaldamenti a pavimento, caldaie a pellets, caldaie a gas ad alto rendimento, impianti di pannelli solari termici e fotovoltaici, raccolta di acque piovane, impianti idrici duali, fitodepurazione, consolidamento delle strutture, una casa di legno lamellare in classe A.

A chi e' rivolto il seminario
Abbiamo pensato di fornire un pacchetto di conoscenze e di idee fondamentali oggi per costruttori edili, agenzie immobiliari, ingegneri, architetti, geometri.

Cosa offre il corso.
Una panoramica chiara del settore e dei probabili sviluppi. Strumenti di valutazione e di certificazione. Possibilita' di connettersi con una grande iniziativa che vuole coinvolgere aziende che operano nel settore immobiliare e vogliono sviluppare la loro presenza in questo settore.

Una possibilita' unica per avere un panorama veramente esaustivo (E REALISTICO) di quello che oggi possiamo realizzare.
Una buona fetta di italiani ormai ha capito il valore di una casa costruita con criteri di confort e di risparmio energetico.
La casa ecologica non e' solo conveniente dal punto di vista economico: e' piu' gradevole e salubre. Basti pensare che spesso le case italiane sono piu' inquinate delle strade per la presenza di emissioni derivanti da collanti, resine, cemento, mobili e arredi. Tutti prodotti che a volte oltre a essere dannosi sono anche piu' cari e offrono meno vantaggi.
Dopo 30 anni di esperienza nel settore delle case ecologiche proponiamo oggi uno standard di qualita' altissimo e ben congegnato, realistico e conveniente, frutto del confronto con alcune delle persone piu' ferrate in materia oggi in Italia.

Stiamo costruendo un gruppo d'acquisto per chi vuole realizzare una casa ecologica o aumentare l'efficienza energetica di una costruzione.
Vedi http://www.jacopofo.com/gruppo-acquisto-case-ecologiche-legno-efficienza-energetica

 

Aiuta Giovanni a baciare Gaia era una presa per il culo! Boicottiamo la Perugina.

Ci sono cose che non possiamo lasciar correre.
Il gruppo Nestlé Perugina ha compiuto un reato federale rispetto alle leggi dell'amore cosmico: ha carpito la buone fede dei paladini del romanticismo inventando una storia d'amore a solo scopo pubblicitario.
50 MILA brave persone si sono lasciate turlupinare da Giovanni, giovane calvo e occhialuto innamorato della bellissima Gaia. Lei gli promette di baciarlo se glielo chiedono in 50 mila. Lui si appella ai cuori dolci della rete e trova anche al sostegno della Perugina che ci mette tabelloni pubblicictari, cuori costituiti da palloncini in piazza eccetera, facendo la bella figura di un'industria che adotta un innamorato e lo aiuta a realizzare il suo sogno. Alla fine il buon Giovanni, eroico combattente romantico, riesce a trovare 50 mila buone persone che scrivono a Gaia.
Alla fine lei lo bacia. Ma non è vero un cazzo.
E scusate se mi lascio andare al turpiloquio. Merda di cane sifilitico, ma qui, come disse Jerry Rubin, siamo all'attentato contro la sintassi dell'amore! La pubblicità ruba le parole dei sentimenti!
E' una cosa orribile, è sabotaggio alchemico della credibilità delle emozioni. E' una truffa nel settore ARCHETIPI E LOGOS.

So che qualcuno penserà che sto scherzando, che sto esagerando. Ma io sono convinto che questo evento sia molto più grave delle supposte scopate di Berlusconi.
Per chi ritiene che l'amore sia SACRO quel che ha organizzato la Nestlé è una bestemmia inaccettabile. E' un'oltraggio alla Dea Madre.
Altro che Versetti Satanici e vignette contro Allah.
Ma noi siamo un popolo pacifico, noi crediamo all'amore e alla pace e rinunciamo quindi a condannare a morte i dirigenti della Nestlé.
La violenza è una malattia dell'anima quindi noi la ripudiamo.
Ma questo non vuol dire che resteremo inermi di fronte a questo sacrilegio. La pubblicità deve imparare che non può andare oltre i limiti della decenza. E pensiamo che il modo corretto di esprimere il nostro rammarico debba essere civile, etico e pacifico ma non per questo meno risoluto.
Inoltre la colpa della Nestlé è doppia perchè alla fine di tutta la sceneggiata Gaia bacia Giovanni MA IL BACIO E' PATETICO!...
Dire che quello è un bacio è un altro sacrilegio, un crimine linguistico, un'altra odiosa bestemmi contro Astarte l'Incommensurabile, colei che dipinge di rosa i raggi del mattino.
La Nestlé ha compiuto due peccati imperdonabili: aver approfittato dei buoni sentimenti per farsi pubblicità (reato federale! Sfruttamento dei sentimenti d'amore).
Aver deciso di concludere la storia (finta) con un bacio senza passione e senza slancio (squallido contatto labiale di 0,7 secondi. Altro reato federale: svilimento delle immagini passionali).

C'è un solo sistema in mano ai consumatori: applicare il codice federale contro la Nestlé: il codice federale della nazione degli amanti della vita prevede in questi casi il boicottaggio degli acquisti: da domani col cazzo che compriamo ancora Baci Perugina!

ADERISCI A QUESTA CAMPAGNA! PUBBLICA SUL TUO BLOG UN COMUNICATO DI ADESIONE! FACCIAMOGLI VEDERE COS'E' UNA VERA CAMPAGNA VIRALE! ( E quanto può essere tosta!)

PS
E per giunta Nestlé è gia sotto boicottaggio da anni per attività promozionale del latte in polvere per neonati condotta in modo da danneggiare la diffusione dell'allattamento al seno.
L'accusa è di avere in questo modo indotto grave danno a una certa percentuale di neonati nei paesi del terzo mondo.
vedi: http://www.ribn.it/

Disgustoso, c'è anche la telefonata della mamma per renderlo più sfigato!!!!

ECCO LE PROVE DEL RAGGIRO MEDIATICO: SI VANTANO DEL MISFATTO!
(DA REPUBBLICA)

L'operazione di marketing virale per i cioccolatini ha vinto il Leone d'oro per la creatività

L'agenzia ha vinto l'Advertising Festival nella categoria Mixed Media: la campagna ideata per San Valentino ha prodotto, in soli 10 giorni, oltre 50mila e- mail, più di 150mila visitatori sul sito e più di 26mila contatti su You Tube.

"Questo è un premio alla creatività senza confini, alla visione moderna della comunicazione" commenta Marco Testa, presidente Armando Testa.
Pubblicato da RepubblicaRadioTv

Questo è il video in cui si vantano dell'operazione virale:
http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/copertina/armando-testa-conquista-cannes/6601223/1/1

NOTA SU JERRY RUBIN E SUL SENSO POLITICO DI QUESTA INIZIATIVA

Jerry Rubin disse: "Come posso dirti TI AMO quando la pubblicità dice che la mia auto ama i pneumatici Firestone? MI HANO UCCISO LA PAROLA TI AMO" dopodichè lanciò il movimento per il turpiloquio, unico terreo libero dalla mercificazione. E siccome in Usa era vietato dire parolacce in pubblico organizzarono delle manifestazioni a base di parolacce. In una pubblica piazza una persona saliva sopra una cassetta di birra (storico simbolo del contestatore anglosassone) e iniziava a fare un comizio sull'amore a base di parolacce, finchè non veniva arrestato. A quel punto un altro oratore saliva sopra la sua cassetta di birra e iniziava anche lui un turpiloquio d'amore. E via così finchè o finivano gli oratori o finivano i posti in carcere.
questo spirito di lotta radicale, alle radici delle colonne culturali che reggono questo sistema di merda è quello che ci anima in questa nostra reazione contro una bestemmia sentimentale.
E' una cosa che non possiamo lasciar passare liscia.
Ne va del futuro dei nostri figli. E non lo dico tanto per dire.
Il potere oggi lavora a livello emozionale. Berlusconi vince perchè colpisce le emozioni. La sinistra perde perchè risponde solo sul piano politico.
PRIMA DI RIEMPIRE IL PARLAMENTO BERLUSCONI HA RIEMPITO I SOGNI DEGLI ITALIANI DI IMMAGINI DI DONNE SENZA ANIMA!
RIPRENDIAMOCI LE EMOZIONI.
E' ESIZIALE!

SU JERRY RUBIN VEDI IL SUO LIBRO D0 IT (FALLO) EDITO IN ITALIA NEGLI ANNI '70. Lo puoi comprare: http://www.ndanet.it/fallo.php

Attenti al Berluscane!

Imerio Mariotto, veronese, tipo alquanto eccentrico, e' finito davanti al Giudice di Pace per aver chiamato il suo pastore tedesco “Berluscane”.
Alcuni vicini di casa avevano avvertito i vigili protestando per la storpiatura e Imerio, multato di 55,60 euro perche' al posto del classico cartello “Attenti al cane” ne aveva fatto uno con scritto “Attenti al Berluscane”, ha fatto ricorso.
Nella sua memoria difensiva ha dichiarato che “l'animale e' stato chiamato cosi' per una vivacita' amorosa inversamente proporzionale all'eta'. E' molto tranquillo e le cagnette, soprattutto se giovani e ambiziose, possono avvicinarsi al cancello senza temere avances”.
Rischia una condanna per il reato di lesa maesta'.
Imerio ha anche altri due cani, una si chiama Noemi.
(Fonte: Gazzettino.it)

Travaglio e Padellaro lanciano un nuovo quotidiano! Sosteniamolo!!!

Proprio una buona notizia.
Un gruppo di giornalisti si è messo insieme per inventare un quotidiano strutturalmente diverso da quelli esistenti, che nasce dalla pratica di anni di controinformazione che non guarda in faccia a nessuno.
Un quotidiano indipendente da interessi di partito, gestito da professionisti di altissimo livello.
Sicuramente diventerà uno strumento di informazione essenziale!
16 pagine a colori, in edicola e sul web.
Senza finanziamenti pubblici, senza padroni.
Un quotidiano che parte con l'idea di essere finanziato dai lettori.
Sarebbe un'eccellente novità nel panorama editoriale nazionale.
Uno strumento grandioso per contrastare malgoverno, corruzione e spreco.
Si intitolerà IL FATTO.
E' POSSIBILE FIN D'ORA CONTRIBUIRE AL CONCRETIZZARSI DI QUESTO CORAGGIOSISSIMO PROGETTO ABBONANDOSI: www.antefatto.it/.

Ecco la presentazione del progetto:

A settembre, finalmente,
avremo un giornale nuovo, libero,
tutto nostro e tutto vostro.
Un giornale eccentrico,
rispetto agli altri:
"il Fatto Quotidiano"
Un fatto nuovo. Perché?
1. Perché racconterà i fatti, fin dalla sua testata. Darà le notizie, le analisi e i commenti che gli altri non danno, o nascondono. Parlerà dei temi che gli altri ignorano.

2. Perché non avrà padroni: la società editoriale è composta da alcuni piccoli soci, compresi noi giornalisti, che partecipano con quote equivalenti a un progetto comune: un quotidiano fatto solo per i suoi lettori. Senza vincoli né sudditanze ai poteri forti, politici, finanziari e industriali, che usano i giornali per i loro interessi.

3. Perché non chiederà né avrà finanziamenti pubblici concessi da questo o quel partito.

4. Perché nascerà solo se avrà dei lettori interessati ad acquistarlo, e a leggerlo. Nel paese dei giornali senza lettori, mantenuti in vita dai contribuenti, anche e soprattutto da quelli che non li comprerebbero mai, noi faremo il nostro giornale soltanto se avremo un numero di lettori sufficiente per mantenerlo in vita.

Per questo vi chiediamo di abbonarvi subito:
il prezzo della nostra libertà di informare e del vostro diritto di essere informati dipende dal numero di copie che i lettori acquisteranno in edicola, ma soprattutto dagli abbonamenti che raccoglieremo prima di partire.
Più abbonamenti, più libertà.

Il Fatto Quotidiano avrà 16 pagine, tutte a colori. Uscirà sei giorni a settimana al costo di 1.20 €, tranne il lunedì. Sarà un giornale di carta e un giornale web. Sarà diretto da Antonio Padellaro. Avrà una redazione di giovani agguerriti. Si avvarrà di un gruppo di firme, di inviati di punta e di autori satirici che hanno condiviso con noi la lunga battaglia contro il regime berlusconiano, senza sconti per un’opposizione troppo spesso complice.

Trovate qui tutte le indicazioni per abbonarvi e diventare subito soci fondatori del nostro giornale (ricevendolo per posta, scaricandolo in rete dopo la mezzanotte).

Vi terremo aggiornati, di settimana in settimana, sulle prenotazioni raccolte. Sarà dura, ma tutti insieme ce la faremo.
Dipende da tutti voi,
anzi da tutti noi.

Vuoi costruire una casa ecologica? Facciamo un Gruppo d’Acquisto?

Casa in legno lamellare Alcatraz

OGGI UNA CASA IN CLASSE ENERGETICA “A” COSTA CIRCA IL 20% IN PIU’ RISPETTO A UNA CASA A BASSA EFFICIENZA … MA UNA CASA NON ISOLATA CONSUMA ENERGIA E SOLDI COME UN TRATTORE E A VOLTE E’ PERSINO MALSANA.
QUEL MAGGIORE COSTO INIZIALE SI RECUPERA IN POCHI ANNI E FA RISPARMIARE DENARO PER DECENNI.
UNA CASA ECOLOGICA HA COSTI DI RISCALDAMENTO BASSISSIMI, PRODUCE L’ENERGIA ELETTRICA DI CUI HAI BISOGNO, GRATIS, DURA DI PU’, E’ PIU’ CONFORTEVOLE E SANA.

L’USO DI NUOVE TECNOLOGIE, COME IL LEGNO LAMELLARE O I TRIPLI VETRI, PERMETTE DI RAGGIUNGERE ALTISSIMI LIVELLI DI QUALITA’ A COSTI CONTENUTI.

VUOI COSTRUIRE UNA CASA ANTISISMICA, ATOSSICA, CHE TI FA RISPARMIARE ENERGIA?
VUOI SPENDERE I TUOI SOLDI PAGANDO IL GIUSTO E AVENDO VERAMENTE QUEL CHE VOLEVI COMPRARE?

Possiamo aiutarti! Semplicemente perche' lo abbiamo gia' fatto…

Casa in legno lamellare AlcatrazAd Alcatraz, infatti, non solo abbiamo tagliato il 90% delle spese energetiche grazie a una serie di interventi (ristrutturazioni, sostituzione di tetti e pavimenti, rifacimento degli impianti di riscaldamento, installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici) ma abbiamo anche costruito una casa ex novo ad alta efficienza energetica dotata dei migliori comfort.
E oggi siamo in grado di mettere a tua disposizione la nostra esperienza!

I risultati del nostro progetto sono stati cosi' entusiasmanti che ci e' venuta l’idea di creare una sorta di gruppo d’acquisto sul modello di quello del fotovoltaico. E come abbiamo fatto allora, quando abbiamo iniziato l’avventura che finora ha portato all’installazione di circa 150 impianti, intendiamo oggi partire con una proposta ancora solo descrittiva, rinviando l’operativita' al momento in cui vi saranno sufficienti adesioni per poter costituire un gruppo con sufficiente potere d’acquisto.

Questo articolo ha dunque lo scopo di lanciare il nostro progetto e vedere se c’e' un interesse sufficiente per giustificare una simile impresa.

Vediamo punto per punto l’idea che vorremmo sottoporti:

1 - Destinatari della proposta:
In una prima fase intendiamo partire con coloro che sono gia' in possesso di un progetto edile accompagnato da concessione edilizia. Solo successivamente, quando cioe' avremo la certezza di essere sufficientemente organizzati per poter seguire un progetto di casa nuova fin dall’inizio, estenderemo il Gruppo d’Acquisto alle adesioni per ristrutturazioni e progetti ex novo.

2. Oggetto della proposta:
Prima fase:
Il nostro studio di consulenza tecnica valuta il progetto edile e propone tutti gli accorgimenti necessari per il raggiungimento dello standard ecologico “A” (pannelli solari termici e fotovoltaici, pompe di calore, impianto geotermico, riscaldamento a pavimento ,doppio impianto idrico con utilizzo dell’acqua piovana per gli sciacquoni del wc, tetti, pareti e fondamenta ventilate, isolamento termico, impianto elettrico stellare con disgiuntori, costruito in modo che quando non c’e' consumo di corrente i fili elettrici non restino in tensione e quindi non ci sia dispersione, il che e' un bene anche per la salute).
Questa consulenza prende in considerazione anche la scelta dei materiali, consigliando prodotti atossici e a basso impatto ambientale.

Seconda fase (solo eventuale):
Per chi ha avuto la consulenza, ne e' rimasto “innamorato” e decide di affidarsi a noi per la costruzione della casa secondo i parametri indicati e con i materiali che i nostri tecnici hanno consigliato.
In questa fase viene fornito un preventivo dei costi “chiavi in mano” e si procede alla costruzione della casa.

Come abbiamo accennato, questo servizio di consulenza/costruzione nasce,  per ora, solo per le costruzioni ex novo con un progetto finito. Ma la nostra idea e', ovviamente, quella di estenderlo, al fine di offrire indicazioni precise anche a chi vuole ristrutturare, seguendo i dettami della bioedilizia e tagliando i costi energetici e a chi parte, oggi, con un terreno nudo e crudo e manca ancora del progetto.

Prima di concludere la proposta, va subito chiarito che la consulenza non potra' essere gratuita, dal momento che ogni singolo progetto verra' analizzato da un ingegnere specializzato e la valutazione di efficienza energetica sara' personalizzata. Ovviamente cercheremo di contenere al massimo il costo di questa consulenza iniziale ma esso non sara' del tutto eliminabile.
L’obiettivo rimane quello di offrire proposte precise e chiare, aiutando in tutte le scelte costruttive, dalle fondamenta al tetto.
Crediamo che una consulenza di questo tipo valga veramente molto perche' puo' contribuire a evitare errori che costerebbero, in fase di costruzione, ben di piu'.
Dalla mia esperienza, ormai trentennale, di restauri e costruzioni ho imparato che una buona consulenza iniziale e' preziosa perche' puo' permettere di risparmiare, offrendo al contempo risultati finali migliori.
Il problema fondamentale quando si parla di edilizia e' che le case devono durare decenni e l’affare migliore e' quello di evitare brutte sorprese negli anni.

Costruire ecologico: come siamo arrivati fin qui e dove vogliamo arrivare

Ad Alcatraz abbiamo ristrutturato case antiche, di pietra, ricostruendo tetti e pavimenti, sostituendo gli impianti di riscaldamento e dotandole di pannelli solari. Ma abbiamo anche costruito una casa nuova cercando di creare un modello di casa in classe energetica A con i migliori comfort.
Abbiamo valutato tutte le alternative tecnologiche e alla fine abbiamo scelto di costruire in pannelli costituiti da 5 strati di legno lamellare, rivestiti con materiale isolante e parete ventilata.
In questo modo, si costruiscono case in 6 mesi, con strutture portanti parzialmente prefabbricate successivamente rifinite in pietra ricostruita, legno, mattone, intonaco. Il risultato finale non ha niente da invidiare a una casa tradizionale, anzi.
Il legno lamellare e' un materiale eccezionale da tutti i punti di vista e, in particolare, offre le piu' alte garanzie antisismiche.

Ora stiamo lavorando per trasformare le scelte che abbiamo fatto in uno standard di qualita' certificato dal punto di vista dell’ecologia dei materiali, della statica e dell’efficienza energetica. Stiamo elaborando il progetto di una casa tipo di 100 metri quadrati che possa servire da riferimento per le tecniche e per i costi.
Di questo progetto Alcatraz Casa Arcobaleno potremmo declinare tre versioni, corrispondenti a tre fasce di costi, partendo da un modello base che raggiunge perfettamente gli standard di classe A e di alto comfort e sviluppando poi due versioni con costi piu' alti (ad esempio, la presenza di una serra con triplo vetro coibentato con gas, o di un ascensore interno alzano notevolmente il costo di una costruzione). L’idea e' che il progetto Alcatraz Casa Arcobaleno costituisca la base progettuale delle consulenze del gruppo d’acquisto, e che sulla base del capitolato d’appalto esemplificato da questa casa si possa strutturare il lavoro di consulenza che vogliamo proporre.

PER RIASSUMERE
Intendiamo offrire una consulenza a pagamento su un tuo progetto edilizio gia' esistente per la costruzione di una casa nuova. In un secondo momento intendiamo estendere questo servizio a case da ristrutturare e a situazioni che partono ancor prima dell’elaborazione del progetto. 
Nel caso di una casa con struttura di legno lamellare siamo in grado di offrirti un preventivo chiavi in mano e la relativa costruzione.

Nel caso di una costruzione con materiali tradizionali (mattoni e cemento) possiamo fornire una valutazione energetica e dei costi ma in questa prima fase non siamo in grado di offrire una proposta commerciale da parte di una ditta di nostra fiducia. Questo perche' la velocita' di costruzione di una casa con struttura in lamellare e' talmente rapida che le ditte con cui abbiamo rapporti sono in grado di agire in tutta Italia. Non abbiamo invece rapporti consolidati con aziende che possano fare lo stesso con materiali tradizionali.

Solo per alcune zone d’Italia inizieremo poi a offrire anche il supporto di un progettista che, eventualmente, studi la costruzione da zero insieme al committente, servizio che in un secondo momento contiamo di estendere in tutt’Italia.
 
TI PIACE L’IDEA???
Se ti interessa puoi mandarci una tua pre-adesione specificando se hai gia' un progetto realizzato e se si tratta di una nuova costruzione o di una ristrutturazione. Ti terremo al corrente degli sviluppi di questo progetto.
Indirizza a casaarcobaleno@mercidolci.it

 

PS
Alcatraz propone un seminario sulla CASA ECOLOGICA IL 17-19 LUGLIO
vedi http://www.jacopofo.com/case-ecologiche-convenienza-ecologia-risparmio-energetico

Hai bisogno di una pastiglia di SUPER VIAGRA!

20 ragazze fotogeniche hanno scambiato casa tua per una villa patrizia romana?
Vogliono registrare i tuoi ansimi, fotografarti il velopendulo, prenderti dei campioni di materiale organico sovrappopolato da microscopici organismi codati?
E a te che ti frega?
Fatti fotografare, registrare, trastullare. Tanto tu non sei il Presidente e ti frega niente della stampa cattolica.
Unica precauzione: non dimenticarti il SUPER VIAGRON: l’enorme pasticcione blu di 20 centimetri di diametro che ti garantisce di averlo fresco e tosto come un hot dog.
Come si usa?
Semplice e moderno: usando il SUPER VIAGRON a mo’ di oggetto contundente ti percuoti quella cosa che hai al posto della passera. All’inizio diventa un poco tumefatto ma poi si gonfia come una caviglia lussata e ci vogliono dei giorni perche' perda consistenza.
Ordina subito un SUPER VIAGRON.
COSTA SOLO 48 EURO E DURA PER ANNI!
Questa e' un’erezione presidenziale!
Ordina subito il tuo pasticcone cliccando qui oppure scrivi a info@commercioetico.it.
(Attenzione: non e' uno scherzo: tu paghi e poi ti arriva veramente il pasticcione a casa tua. Forse l’avevi gia' sognato. Ora c’e'!).
Attenzione: il pasticcone NON va ingerito. Non e' realizzato con materiali commestibili!
Se usato con troppa veemenza sulle parti intime puo' provocare lesioni anche gravi e in alcuni casi la morte. Maneggiare con cautela. E’ un’opera d’arte dadaista firmata Jacopo Fo. Volendo puoi anche usarlo su nemici, animali feroci, extraterrestri aggressivi.

Prenota subito l’album delle figurine Tutte le donne del Presidente!

Un’opera che non puo' mancare nella tua libreria!
Le ville, le poppe, i motoscafi, i gestacci del presidente piu' allupato d’Europa, Asia, Africa e Oceania. Piu' di Clinton, piu' del presidente israeliano Moshe' Katsav, riesce quasi a eguagliare John Kennedy che aveva una squadra di segretarie addette soltanto al suo pene.
Era quello che desideravi veramente avere, NOI LO ABBIAMO REALIZZATO PER TE!
Forse l’hai sognata un’opera a bassissima tiratura destinata ad aumentare esponenzialmente il suo valore nel tempo.
Non fartela scappare: oggi puo' essere tua, con la collezione completa delle figurine, soltanto per 30 euro, più le spese di spedizione. Domani potrai pagarci l’universita' ai nipoti.
Prenotala subito cliccando qui o scrivendo a info@commercioetico.it. Te la invieremo appena uscita dalla tipografia!
(Non e' uno scherzo. La stiamo realizzando veramente! E la puoi veramente acquistare e quando ti arriva la potrai toccare tutta. Le figurine sono autoadesive ma se vuoi le puoi leccare lo stesso).

Ultim’ora: lo scultore Apicella inaugura una scultura gigantesca dedicata a Silvio Berlusconi.

Lo scultore Gianluca Apicella, forse parente del cantore preferito da Silvio Berlusconi, ha inaugurato ieri una colossale scultura all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio. Apicella ha scolpito una rupe creando una specie di colonna di pietra alta 120 metri con un diametro di 30. Una scultura curiosa: nella parte finale la colonna si restringe assumendo una forma arrotondata che ricorda il profilo degli elmetti tedeschi.
L’artista ha spiegato che intende con quest’opera celebrare l’intensita' dell’impegno umano per realizzare uno scopo, vincere una sfida, penetrare gli oscuri recessi della realta': “L’uomo, il Grande Uomo, possiede in se' un aspetto primordiale, da sempre rappresentato attraverso il simbolismo della colonna, del cero portato in processione, della spada sguainata del guerriero. Si tratta di simboli, di punti esclamativi che contengono un messaggio chiaro, la supremazia del valore individuale che si manifesta in modo speciale in alcuni uomini. Per questo ho dedicato questa mia opera a Silvio Berlusconi.”
All’inaugurazione erano presenti esponenti televisivi, giornalisti e show girl.
Tra questi Mike Bongiorno che ha commentato: “E’ una scultura che infonde ottimismo”.
Il titolo della scultura e' lapalissiano: “Duro come un sasso”.

Rossella, ex direttore di Panorama e Canale 5, uno degli uomini piu' eleganti d’Italia, scende in campo a difendere Berlusconi.

E si pone una domanda astuta: quanto hanno pagato PATRIZIA D’ADDARIO, la donna di Bari che ha registrato in audio e video i suoi 2 incontri con Berlusconi a Palazzo Grazioli?
Secondo lui solo avendo preso un mucchio di soldi una donna puo' confessare di aver accettato 2000 euro per andare a casa di Berlusconi.
Questo perche' ha ammesso in questo modo pubblicamente fatti tali da venir bollata a vita come prostituta.
Rossella e' un giornalista tipo Vespa.
Uno che non sa, non capisce.
Non c’e' bisogno che qualcuno l’abbia pagata.
Monica Lewinsky insegna che se una donna fa una cosa orale a un presidente e ha il buon senso di conservare il vestito macchiato del seme presidenziale, poi ci campa di rendita per tutta la vita: scrive una biografia, crea una linea di borse da viaggio, partecipa a pagamento a feste e iniziative promozionali.
E’ il mondo dello spettacolo. Sono state le reti televisive di Berlusconi a consacrare attori e attrici porno, a sdoganarli, a trasformare l’abilita' genitale esibita con inquadrature macro che vedi anche la radice dei peli pubici, in un lasciapassare per il mondo dello spettacolo.
Sono state le reti Mediaset ad allenare i telespettatori al voyerismo pruriginoso del Grande Fratello. 
Adesso la frittata e' fatta. Ci sono migliaia di giovani donne con la terza di reggiseno che sanno esattamente quanto puo' rendere un gioco di labbra ben documentato eseguito alla persona giusta.
Il povero Silvio Berlusconi e' cacciagione indifesa.
Nei prossimi mesi assisteremo a una valanga di uscite come quella di PATRIZIA D’ADDARIO. E forse potremo finalmente ottenere inquadrature emozionanti del pene di Silvio, dati precisi sul conteggio dei suoi spermatozoi, reperti di pelame avvizzito, campioni di saliva, cerume auricolare, nariccio.
Se lo sono gia' spolpato. Fino a ieri avevano paura delle ritorsioni ma PATRIZIA D’ADDARIO HA PARLATO ed e' ANCORA VIVA. Grave errore. I potenti di una volta le pazze che non stavano al gioco le bruciavano subito. Era piu' prudente.
Adesso vedrete cosa vien fuori. Sara' una corsa all’oro. L’ultima che arriva raccoglie solo le briciole.

Juan Arias (El Pais): Mia triste Italia

Carissimi,
Questa settimana vi presentiamo un articolo di Juan Arias, tratto dal quotidiano spagnolo El Pais.
E’ un pezzo emozionante ed emozionato.
Buona lettura.

Nella foto Juan AriasMia triste Italia
Un paese che fu bandiera di liberta' e cultura e' comandato oggi da un politico che censura l’informazione che non gli e' gradita. Che cosa e' successo all’Italia? Perche' coloro che l’hanno amata fanno cosi' fatica a riconoscerla?
Di Juan Arias – El Pais 15/6/2009

Ho vissuto in Italia piu' che in Spagna: circa 50 anni. A questo paese che, secondo l’Unesco, riunisce il 36% dell’arte di tutto il pianeta, devo molto sia umanamente che culturalmente.
In Italia, dove studiai, dove ho respirato per la prima volta l’aria pura della liberta' – arrivando dal paese della censura, delle condanne a morte arbitrarie, dell’inesistenza dei partiti politici – mi diedero la cittadinanza per meriti culturali. Li' votai per la prima volta nella mia vita. Avevo piu' di 40 anni. In Spagna non si votava, si viveva solo nel terrore.

Ricordero' sempre quella mattina quando potei inserire la mia scheda elettorale nel segreto dell’urna. Il mio voto, mi dissero, ne valeva mille. Erano elezioni in cui gli italiani iniziavano a stancarsi dei politici, e questo invitava all’astensione. La Rai mi intervisto' chiedendomi cosa provava uno spagnolo che poteva votare per la prima volta. Parlai della mia evidente emozione e osai chiedere a coloro che intendevano disertare le urne che andassero a votare come a risarcirmi per non averlo potuto fare a mia volta per cosi' tanti anni. Dalla radio, in seguito, mi telefonarono per dirmi che migliaia di persone, comprese famiglie intere, volevano che io sapessi che erano andate a votare per me.
 
In Italia ho potuto pubblicare quello che nel mio paese non mi era consentito. Riviste e quotidiani mi hanno aperto le loro porte. Ho goduto del privilegio di conoscere e intervistare i personaggi della letteratura e dell’arte che in quel periodo facevano grande il paese di Dante e Leonardo, scrittori come Fellini, Pasolini, Sciascia, Italo Calvino; stilisti come Valentino, Armani, Missoni; grandi imprenditori come Agnelli o Pirelli; magnifici editori come Einaudi o Feltrinelli… e politici degni come Berlinguer o Moro, o giudici capaci come Falcone, con il quale parlai alcuni mesi prima che fosse assassinato. Durante il mio incontro con il giudice Falcone eravamo circondati da un sacco di polizia armata fino ai denti e di sirene: “E’ tutta scena. Quando la mafia decidera', mi uccideranno lo stesso” mi disse il magistrato partendo con un mezzo sorriso triste. Lo uccisero.

Quella era un’Italia che io amavo appassionatamente e nella cui lingua scrissi i miei primi libri.
Fino a che arrivo' Silvio Berlusconi. Lo vidi atterrare a Palermo, capoluogo della Sicilia, cuore della mafia, in elicottero, come un dio pagano. Era alla sua prima candidatura. In pochi credevano che quell’istrione, che mai aveva avuto a che fare con la politica, in un paese tanto politicizzato come l’Italia potesse vincere. Io scrissi sul mio quotidiano che sarebbe stato eletto. Vidi quel giorno a Palermo quasi mezzo milione di persone alzare le braccia verso l’elicottero che portava il Salvatore.

La mafia siciliana aveva cambiato bandiera. Abbandonava la potente Democrazia Cristiana, fino ad allora la sua signora, per offrire il bacio e il suo voto all’imprenditore di cui si diceva che avesse l’arte magica di creare posti di lavoro dal nulla. Da quel giorno l’Italia inizio' ad entrare nel tunnel della decadenza. Io me ne tornai in Spagna.

Ora vedo, come in un incubo, che gli italiani, che a me avevano dato il piacere della liberta' di informazione e di espressione, devono leggere El Pais per poter conoscere le spudoratezze compiute dal loro Cavaliere. Dov’e' quell’Italia che il mondo ammirava e amava?

L’Italia mi difese quando il governo del dittatore Franco voleva processarmi per aver pubblicato un articolo che riguardava il comportamento della Chiesa spagnola durante la dittatura militare. Mi convocarono a Madrid. Fui ricevuto dall’allora ministro Giron, a casa sua. Mi disse che un ministro aveva portato il mio articolo al Consiglio dei Ministri chiedendo la mia testa. Al termine del Consiglio, Franco si limito' a chiamare il ministro Giron e gli disse: “Lascia vivo questo ragazzo, altrimenti andiamo a farne un martire in Italia. Pero' chiamalo e raccontagli cosa e' successo”. Era un avviso chiaramente mafioso. Cosi' era allora in Spagna. Cosi' e' oggi, o quasi, in Italia.
Nelle mie notti insonni mi chiedo come sia potuta avvenire una tale metamorfosi. Come si sia arrivati a questa triste Italia di oggi. Posso solo farmi alcune domande partendo dalla mia lunga esperienza italiana.

Perche' Berlusconi vinse la prima volta, quando gia' circolava un libro che raccontava i suoi misfatti e le illegalita' commesse come impresario edile a Milano? Perche', quando erano al potere, i socialisti di Bettino Craxi, che fini' la sua vita in esilio ricercato per corruzione, permisero a Berlusconi di creare il suo impero televisivo contro tutte le norme della Costituzione? Che fecero, o cosa non fecero, i comunisti, eredi del severo e onorato Berlinguer, quando dopo piu' di 40 anni di lotte per avere il potere lo raggiunsero e lo gestirono cosi' male che gli italiani preferirono eleggere Berlusconi? In che cosa furono ingannati gli italiani? Perche' persero cosi' velocemente l’essenza di quel che era stato il maggior partito comunista d’Europa, che riuniva sotto le sue ali e proteggeva dalla mediocrita' della destra tutta l’intelligenza, l’arte e la cultura del paese?
Un partito, insisto, che aveva come leader un Berlinguer sempre timido e schivo, come doveva essere un figlio dell’austera Sardegna, pero' onesto, rispettato e tanto amato. Il giorno della sua morte si paralizzo' la citta' di Roma e due milioni di persone si riversarono per le strade come se la squadra nazionale di calcio avesse vinto il mondiale.

A quel tempo ero un critico severo dell’allora potente Democrazia Cristiana, che da 40 anni deteneva il potere e che fini' travolta dagli scandali per la sua corruzione. Oggi, a tanti anni di distanza, devo riconoscere che quello che vedo ora e' peggio. Ed e' davanti agli occhi di tutti. La Democrazia Cristiana, profondamente conservatrice, aveva, comunque, un profondo rispetto per la liberta' di espressione dei giornalisti. Conservo ancora alcuni biglietti, scritti con la calligrafia grande di Fanfani o quella minuta di Andreotti, entrambi piu' volte a capo del Governo. Ogni volta che pubblicavo un articolo critico rivolto all’uno o all’altro, arrivava al mio ufficio un motociclista che mi portava uno di questi biglietti, dove mi ringraziavano per quello che avevo scritto su di loro.

Quando la Spagna stava per entrare nell’Unione Europea, il ministro degli Affari Esteri italiano era Andreotti. Nella ambasciata italiana a Madrid, alcuni piu' realisti del re decisero di analizzare i miei articoli, concludendo che ero eccessivamente critico nei confronti dei politici italiani. Chiamarono l’ambasciatore spagnolo a Roma e, con evidente atteggiamento mafioso, gli ricordarono che l’assenso dell’Italia era fondamentale per l’entrata della Spagna nella Comunita' Europea e che i miei articoli non piacevano.

La notizia arrivo' alle orecchie di Andreotti, del tutto ignaro della vicenda. Quella mattina mi chiamo' per offrirmi un’intervista. Mi ricevette a braccia aperte. Non si parlo' della faccenda. Mi racconto' aneddoti inediti sul suo rapporto con papa Giovanni Paolo II. Mi disse che il Papa polacco a volte lo invitava a pranzo o a cena, e ad assistere con lui alla messa nella sua cappella privata. Prima di congedarmi mi autografo' un libro con queste parole: “Al mio caro collega giornalista Juan Arias, con amicizia”. Andreotti si vantava sempre di essere un giornalista professionista. E sulla porta mi disse. “La Spagna sara' molto importante nella Comunita' europea. Io votero' a favore”. Lo ha fatto.

Andreotti, cio' nonostante, soleva dire che i politici spagnoli mancavano di “finezza” (in italiano nel testo. NdR). Tristemente, questa “finezza” oggi manca a tanti politici italiani, a partire dal suo presidente e dalla sua corte faraonica, a cui l’informazione libera provoca orrore e panico.
Forse non e' vero che agli italiani piace tanto Berlusconi - per lo meno agli italiani che conosco io - e forse e' vero che non piacciono loro nemmeno gli altri politici. A questi altri io diedi il primo voto della mia vita. Come direbbe Saramago: Triste cosa.

Articolo originale: http://www.elpais.com/articulo/opinion/triste/Italia/elpepuopi/20090615elpepiopi_13/Tes

Fonte imm

Ecco gli elementi finora emersi sulle avventure di quattro donne nella residenza di Silvio Berlusconi.

La storia è incredibile e verrebbe da dubitare di tutto.

Patrizia D’Addario è andata a Palazzo Grazioli, residenza del premier italiano con registratore e cellulare. Ha fatto dei video, ha registrato conversazioni. Almeno altre 3 ragazze hanno raccontato storie simili.

In sostanza quattro donne hanno ammesso di essere state pagate da un imprenditore che cercava favori per vendite di PROTESI ORTOPEDICHE all'ospedale di Bari. L'imprenditore pagava le donne perché partecipassero a feste a palazzo Grazioli con Berlusconi.
Una delle 3 ragazze ha chiesto al giudice di poter andare all'estero perchè si sente minacciata.
Berlusconi si è difeso dicendo che lui non ha mai pagato una donna.
Ghedini ha dichiarato che comunque pagare una donna non sarebbe reato. Ma nessuno ha accusato Berlusconi di aver pagato delle donne.
E' il venditore di gambe e braccia ad aver pagato le donne. Questo almeno è fuor di dubbio.

Notiamo il pizzico di horror: il tentativo di corrompere il premier parte da una storia di protesi. Gambe finte, tette finte, labbra gonfiate.
Mi ricorda Frankenstein.

C'è anche un fatto di sangue nel recente passato di Patrizia: la sua amica Marisa Scopece, che pare si prostituisse, fu uccisa nel settembre del 2007 con 8 colpi di pistola e poi il suo corpo fu bruciato. Niente si sa sul perchè questa donna, che sarebbe stata una prostituta d'alto bordo, sia stata uccisa.

Cosa ha scatenato la D’Addario?

La D’Addario aveva ricevuto promesse (secondo lei) da Berlusconi per alcune pratiche edilizie (una villa, un residence) e per la propria candidatura alle europee per il PDL. Poi per lo scandalo delle veline la sua candidatura è saltata. E lei ha pensato che anche sulla pratica edilizia l'avessero presa in giro. Ma si era preparata al peggio raccogliendo (secondo lei) una documentazione da paura.

Il PM Giuseppe Scelsi è arrivato a questa storia partendo dall'inchiesta sulle protesi e da alcune mazzette distribuite a politici locali.

Intanto l'Espresso pubblica le foto di 6 ragazze che prendono il sole sul motoscafone del premier in Sardegna.

Dall'intervista al Corriere a Patrizia D’Addario
<<.. Ha salutato tutte e poi si è fermato a parlare con me. Ho capito di averlo colpito perché mi ha chiesto che lavoro facessi e io gli ho parlato subito di un residence che voglio costruire su un terreno della mia famiglia. Ci ha mostrato i video del suo incontro con Bush, le foto delle sue ville, ha cantato e raccontato barzellette.>> Lei è tornata subito a Bari? «Era notte, quindi sono andata in albergo e Giampaolo mi ha detto che mi avrebbe dato soltanto mille euro perché non ero rimasta» ((la seconda volta))
«Con l' autista ci ha portato nella residenza del presidente, ma quella sera non c' erano altre ospiti. Abbiamo trovato un buffet di dolci e il solito pianista. Quando mi ha visto, Berlusconi si è ricordato subito del progetto edilizio che volevo realizzare. Poi mi ha chiesto di rimanere». Si rende conto che lei sostiene di aver trascorso una notte a palazzo Grazioli? «Ho le registrazioni dei due incontri». E come fa a dimostrare che siano reali? «Si sente la sua voce e poi c' erano molti testimoni, persone che non potranno negare di avermi vista». Scusi, ma lei va agli incontri con il registratore? «In passato ho avuto problemi seri con un uomo e da allora quando vado a incontri importanti lo porto sempre con me». E lei vuol far credere che non è stata controllata prima di entrare nella residenza romana del premier? «È così, forse sono stata abile. Ma posso assicurare che è così». E può anche provarlo? «Berlusconi mi ha telefonato la sera stessa, appena sono arrivata a Bari. E qualche giorno dopo Giampaolo mi ha invitata a tornare. Ma io ho rifiutato». A noi la sua versione sembra poco credibile... «Lo dicono i fatti. Berlusconi mi aveva promesso che avrebbe mandato due persone di sua fiducia a Bari per sbloccare la mia pratica. Non ha mantenuto i patti ed è da quel momento che non sono più voluta andare a Roma, nonostante i ripetuti inviti da parte di Giampaolo. Loro sapevano che avevo le prove dei miei due precedenti viaggi»
«La mia casa è stata completamente svaligiata. Mi hanno portato via cd, computer, vestiti, biancheria intima. È stato un furto molto strano». Addirittura? Ma ha presentato denuncia? «Certamente. Ma ho continuato la campagna elettorale. È andato tutto bene fino al giorno in cui Berlusconi è arrivato a Bari per la presentazione dei candidati del Pdl. Io lo aspettavo all' ingresso dell' Hotel Palace. Lui mi ha guardata, mi ha stretto la mano ed è entrato nella sala piena. Io ero in lista, quindi l' ho seguito. Ma all' ingresso della sala sono stata bloccata dagli uomini della sicurezza e del partito che mi hanno impedito di partecipare all' evento». È il motivo che adesso la spinge a raccontare questa storia? «No, avrei potuto continuare a fare campagna elettorale e trattare con loro nell' ombra. La racconto perché ho capito che mi hanno ingannata. Avevo chiesto soltanto un aiuto per un progetto al quale tengo molto e invece mi hanno usata».

http://archiviostorico.corriere.it/2009/giugno/17/Incontri_candidatura_Ecco_mia_verita_co_9_090617009.shtml

Difendo D'Alema: ecco l'intervista: non ha assolutamente alluso allo scandalo delle ragazze squillo per il Presidente Berlusconi

Una volta tanto difendo D'Alema. Nell'intervista con l'Annunziata fa un discorso politico generale e non fa allusione a nessuna inchiesta.
Ghedini e il PDL si arrampicano sui vetri accusandolo di aver anticipato lo scandalo.
La verità è semplice: palazzo Grazioli era un luogo buffo dove si riunivano ragazze avvenenti per feste private con il Presidente. Alcune venivano pagate qualche migliaio di euro per andarci da corrotti che cercavano di ottenere così i favori di Silvio Berlusconi per i loro traffici.
La questione è che se uno c'ha il morbo di Parkinson alla cerniera lampo dei calzoni e ha la passione per scherzare con le ragazze a squadroni, a bizzeffe, a compagnie, a plotoni.. Ed è pure famoso prima o poi trova qualcuna che se ne approfitta.
Dovrebbe saperlo visto che non è certo uno stupido!
Il mondo è pieno di ragazze che conservano vestiti macchiati e altri souvenir...

Ecco come le intercettazioni telefoniche ormai sono impedite nei fatti con un semplice trucco!!!

Mentre il parlamento sta per varare la legge che vieta le intercettazioni telefoniche per la maggioranza dei reati la casta dei politici ha già trovato il modo di impedirle nei fatti!
Come?
Semplice e pratico.
LO STATO ITALIANO NON STA PAGANDO LE DITTE CHE FORNISCONO ATTREZZATURE E SUPPORTO DI TECNICI!
450 MILIONI DI DEBITI ACCUMULATI DAL 2003!
Ormai le aziende non sono più in grado di fornire il servizio.
Alcune stanno chiudendo.
Le 120 aziende creditrici hanno già dovuto licenziare 200 dipendenti su un totale di 2500 persone impiegate.
L’Associazione Iliia, che riunisce più di cinquanta aziende del settore, ha tentato in tutti i modi di ottenere il pagamento del credito senza successo.
Stiamo parlando di 900 miliardi di lire. Una cifra spaventosa. Lo Stato è in una posizione di totale illegalità ma sia il governo Prodi che quello Berlusconi se ne sono fregati. A nulla sono serviti tutti i tentativi legali.
NON PAGANO E BASTA.
In questo modo paralizzano di fatto l'attività della polizia e della magistratura ma se ne fottono.

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